Sono quasi 6 milioni le persone affette da HIV, il virus dell’AIDS, solo in Sudafrica, il Paese alla ribalta per gli ultimi mondiali di Calcio, che conta circa 50 milioni di abitanti. Per questo proprio il Sudafrica è stato scelto per la sperimentazione di un gel vaginale che dovrebbe proteggere le donne dal contagio.
Uno starnuto espelle saliva, muco, virus e batteri, globuli bianchi, che vengono inglobati in goccioline: a ogni “esplosione” se ne disperdono più di 20 mila, che viaggiano a oltre 150 km orari e restano sospese in aria a lungo. Una vera bomba contagiosa. Un colpo di tosse non ha la stessa potenza, ma il rischio di trasmettere germi e virus persiste.
La rabbia, nota anche come rabbia silvestre, è un’infezione che colpisce tutti gli animali a sangue caldo, domestici e non. Essa viene trasmessa prevalentemente attraverso il morso degli animali infetti. E’ un’infezione causata da un virus che provoca gravi danni a carico del sistema nervoso centrale. Dopo la comparsa dei primi sintomi ogni tentativo di salvare la persona o l’animale infetto è inutile: la morte sopraggiunge in pochi giorni. Ecco perchè è necessaria ed importante la prevenzione nelle zone in cui la malattia infettiva è presente.
In Italia circa 1 milione di persone soffre di epatite C, una patologia virale diffusa maggiormente fra gli ultrasessantacinquenni. Tra le domande più frequenti, che la popolazione si pone: quali sono i fattori di rischio maggiori? Sicuramente il maggiore fattore di rischio è il contagio attraverso sangue infetto, mentre il contagio per via sessuale è meno frequente. Occorre fare molta attenzione quando si eseguono trattamenti di bellezza, tatuaggi, piercing, e anche interventi presso i dentisti. Prima degli anni ‘90 il contagio attraverso sangue ed emoderivati era molto frequente, ma con i stretti controlli di oggi il rischio si è ridotto di molto.
Hiv: il rischio di contagiare il partner aumenta, di molto, durante i nove mesi di gravidanza. Se è da sempre noto che durante la gravidanza aumentano sensibilmente le probabilità di contrarre il virus dell’aids per le donne e di trasmetterlo al nascituro, una ricerca dimostra che anche i maschi sono in pericolo.

Gli atti storici che abbiamo a disposizione attestano ben sei epidemie di colera, che colpirono negli ultimi secoli la gente che viveva in Europa, in Africa e nelle Americhe. La settima pandemia di colera invece, i cui focolai sono tutt’ora attivi, scoppio’ negli anni sessanta nel Sud dell’Asia, e si diffuse in seguito in Africa, dove fu particolarmente attiva negli anni settanta, per diffondersi nelle Americhe durante gli anni novanta. Nonostante il progresso consenta di dire che nelle zone industrializzate non esiste piu’ un allarme di contagio, come il progresso in medicina consente di dire che il colera non e’ da considerarsi una malattia sconosciuta, non vi e’ ancora la capacita’ di estinguere completamente i focolai di colera che sporadicamente si sviluppano al punto da creare una nuova epidemia. (1)