
L’amianto è un grosso problema per l’ambiente e mentre ci si auspicava un intervento sempre più massiccio da parte degli Enti preposti per la bonifica di questo materiale, ancora oggi, nonostante siano noti i rischi derivanti dall’amianto, nella sola Italia si contano ben 32 tonnellate di cemento amianto dispersi a macchia di leopardo per tutto il Paese.

Pensiamo ai disastri che è capace di indurre l’osteoporosi nelle ossa di una persona, pensiamo alla distruzione ossea che avviene nella donna in menopausa per via della stessa osteoporosi, ma pensiamo anche ai drammi di una malattia autoimmune, qual è di fatto l’artrite reumatoide.

Una forma di sclerosi laterale amiotrofica, nota anche come Sla, potrebbe svelare la sua origine genetica in parte simile a molte altre malattie neurodegenerative; lo avrebbero stabilito studiosi con a capo Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma e docente di Neurologia presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Universita’ di Roma “Tor Vergata”.

Il dolore, è la risposta dell’organismo ad uno stimolo, meccanico o a seguito di una malattia, una sollecitazione delle terminazioni nervose che genera un meccanismo di difesa che scaturisce dall’organismo e si tramuta in dolore. Il dolore, dunque, è risposta organica, a volte utile, che l’organismo però ha imparato in parte a controllare e per farlo ne deriva che dovranno ritrovarsi nel corpo armi per combattere la sofferenza.

Il sonno, la qualità del sonno in generale, non sono condizioni soltanto naturale, ma anche un utile indicatore dello stato di stress vissuto dall’individuo, atteso che tale disagio si riverbera anche nel riposo notturno dell’uomo e della donna. Così hanno stabilito ricercatori condotti dal Centro Extreme – team composto ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa.

Gossip e pettegolezzo vengono fuori dalle pagine patinate delle riviste specializzate e finiscono con l’occupare le autorevoli pagine delle riviste scientifiche, da quando l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche si è occupato del fenomeno indagandolo in ‘Le virtù del pettegolezzo’ con Rosaria Conte, ricercatrice dell’Istc-Cnr e Flaminio Squazzoni, dipartimento di Scienze sociali Università di Brescia.

La paura, uno stato d’animo che a volte ci salva in situazioni limite ma che altre volte finisce per essere essa stessa un problema maggiore rispetto a ciò che l’ha prodotta. Insomma, la paura può divenire fobia, nelle forme che rasentano la patologia e quando non sfocia verso questi estremi si presenta soltanto sotto forma di timore.

E’ da anni ormai che si conoscono molto bene i rischi derivanti dall’esposizione dell’organismo all’amianto, ne deriverebbe dunque che fossimo non solo consapevoli della pericolosità sociale di questo metallo per la salute, ma che avessimo posto in atto ogni accorgimento volto a scongiurare il pericolo ed, invece, così non è. Lo dimostra il dato reso pubblico dal CNR che quantifica l’estensione del pericoloso metallo in due miliardi e mezzo di metri quadri di amianto in Italia per un totale di 32 tonnellate di questo materiale presente lungo tutto il territorio, un dato sconcertante che si fa fatica a commentare se solo si pensa che l’amianto è causa della morte di ben 3.000 persone affette da asbestosi, delle mille decedute per mesotelioma e delle 1.500 affette da tumore polmonare; un numero enorme di persone che non si sarebbero ammalate in assenza di tutto l’amianto presente nella nostra penisola e che, per di più, è destinato a far aumentare le vittime nel tempo, aggiungendosi ogni anno sempre nuovi casi.

Sconcertante è dir poco il rapporto che emerge dal C.N.R. circa il consumo di cocaina in Italia, secondo lo studio dell’importante Centro di Ricerca, in Italia, almeno un milione di persone è dedita al consumo di questa sostanza stupefacente assunta in diverso modo, sotto forma di polvere da sniffare, oppure fumata, più raramente iniettata.

Un tempo quando si disquisiva di botulino lo si faceva guardandolo come una terribile minaccia anche letale, un vero veleno potentissimo in grado di uccidere in breve tempo. Si guardavano, dunque, con sospetto conserve e cibi generalmente conservati che avevano in qualche modo prodotto l’espansione del contenitore cui erano custoditi, ben consci che di botulino si moriva e si muore ancora.

Una volta era un diamante…. per sempre, adesso, ma è sempre stato così del resto, anche un tatuaggio dovrebbe essere per sempre anche se alla luce dei nuovi ritrovati è bene utilizzare il condizionale visto che coloro che dopo essersi fatto incidere un tatuaggio dovessero ripensarci qualcosa possono pur sempre farla.

Ancora adesso il melanoma è una delle forme tumorali fra le più aggressive che si conoscono, tenuto conto che la capacità di generare metastasi per questa malattia è altissima con la conseguenza che la sopravvivenza, dopo una diagnosi di melanoma, è davvero drammaticamente limitata e per di più, le stesse terapie antitumorali non sono, di norma, molto efficaci, ne deriva che l’auspicio è quello secondo il quale a breve si possa trovare un farmaco o dei farmaci in grado di contrastare al meglio tale grave neoplasia.

Quante volte durante un esame ci siamo impalati di fronte all’esaminatore scordandoci in un solo attimo tutto quello che avevamo imparato e immagazzinato nel cervello. Quante volte abbiamo sostenuto a spada tratta di avere imparato bene la lezione e capito la domanda che ci rivolgevano, ma non sempre è stato facile convincere gli altri di quanto avvenuto anche se in effetti nella stragrande maggioranza dei casi si trattava soltanto di un vuoto di memoria.

Un nuovo tassello nel complicato mosaico dell’AIDS è stato inserito da parte dei ricercatori del CNR e, precisamente, da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell’Università di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta che avrebbero messo a punto una molecola di nuova acquisizione che fronteggerebbe l’enzima cellulare contrastando il virus HIV; fino ad oggi l’attuale terapia con antivirali basava il suo effetto per il fatto di contrapporsi al virus mediante enzimi destinati a distruggere l’agente patogeno.