L’insonnia non è certamente un disturbo facile da affrontare. Rigirarsi continuamente nel letto senza riuscire a prendere sonno è una situazione molto spiacevole che tutti nella vita abbiamo sperimentato almeno una volta e che può essere estremamente condizionante, anche perché spesso si instaura un circolo vizioso caratterizzato dalla paura.
Il nostro cervello sembra essere soggetto all’influenza delle marche, che ci spingono ad acquistare un determinato prodotto proprio in base al suo nome e indipendentemente dalle sue caratteristiche intrinseche. Le neuroscienze si sono occupate in maniera ampia dell’argomento, anche perché è molto importante per realizzare specifiche strategie di marketing.
Le apnee notturne caratterizzano il sonno di diversi soggetti, che spesso non si accorgono neppure di essere sottoposti a questo tipo di disturbo, che può avere conseguenze gravi sulla salute. A quanto pare in particolare la Sindrome di Apnea Ostruttiva del Sonno avrebbe anche un altro effetto. Ridurrebbe infatti la materia grigia del cervello.

Social network come Facebook, Myspace etc. sono quanto mai utilizzati nel nostro tempo, giovani e meno giovani alle prese con questi moderni sistemi di comunicazione creano anche nuovi incontri ed amicizie in generale, ma creano spesso la falsa illusione di poter contare su un numero di contatti, potenzialmente in grado di trasformarsi in amicizie, esagerato.

La propensione al rischio, quella stessa che ha fatto naufragare interi imperi economici o che ha fatto la fortuna di uno o più imprenditori, di uno o più finanzieri o che ha determinato l’inesorabile fine di quelle persone che al gioco hanno bruciato i sacrifici di una vita di lavoro, spingendoli poi al suicidio, non dipenderebbe da una propensione al comportamento del tutto innata, ma di una caratteristica del cervello che si sviluppa negli anni su una qualsivoglia base congenita.
Il cervello degli uomini differirebbe da quello delle donne per il fatto che gli uni sono più razionali e mirano a conseguire ciò che è più utile, mentre le altre sarebbero portate a capire maggiormente cosa è giusto. È questo ciò che è emerso da uno studio portato avanti dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Università di Padova.

Provate a raccontare una barzelletta ad una donna, vi stupirà, nel senso che non coglierà il senso della battuta e non riderà, salvo farlo più tardi, magari assaporandola di più e ridendo di gusto, quando avrete già dimenticato di aver raccontato la freddura….. chissà perché, ma questa reazione non era più comune a certi tutori dell’Ordine piuttosto che alle donne, ma parrebbe che ora anche il gentil sesso reagisca allo stesso modo.
Non è caratteristica di tutti, ma alcuni bambini sono in grado di scrivere sia con la mano destra che con quella sinistra. Non si sa a quali meccanismi cerebrali sia da attribuire questa capacità, in ogni caso non sembra rappresentare un vantaggio. Lo hanno messo in evidenza i ricercatori dell’Imperial College di Londra.

Il pianto a dirotto non è solo dei bambini, anche delle donne che di fronte ad un fatto emotivo forte si sciolgono in un fiume di lacrime; al contrario di quanto avviene nell’uomo che di norma di fronte ad un accadimento reagisce in maniera apparentemente più forte, ma ciò è dovuto davvero ad una forza interiore del sesso maschile o dietro a tutto ciò dovrà esserci una sorta di meccanismo fisiologico diverso?

Sospendere il lavoro per concedersi un caffè. E’ la cosa migliore da fare, almeno quanto sostiene uno studio coordinato da Lila Davachi e condotto da Arielle Tambini del Dipartimento di Psicoologia della New York University. Secondo lo studio fare una pausa aiuta a lavorare meglio. Interrompersi per qualche momento favorisce la concentrazione, l’apprendimento e memorizzazione di ciò che è stato immagazzinato dal cervello.

Vero è che a volte la suggestione fa più di ogni qualsiasi altro rimedio alle malattie, ma quando ci si deve confrontare con i riscontri scientifici non c’è suggestione che tenga, neanche il fatto di sapere che nella tradizione del Ginko biloba ci sono secoli di credenze e supposte virtù della medicina tradizionale cinese nella cura dell’invecchiamento del cervello e riguardo gli effetti sulla memoria.

L’attività fisica fatta in gruppo funziona meglio di quella fatta da soli. E’ il risultato di un recente studio condotto dall’Institute of Cognitive and Evolutionary Anthropology presso l’Università di Oxford (Uk). Il concetto è che lavorare in squadra fa ottenere risultati migliori a livello di benessere fisico e non solo. Lo studio è stato condotto su un team di canottieri di Oxford che solitamente lavorano in squadra.
Lo studio e la pratica della musica fin dall’infanzia può portare degli effetti importanti al nostro cervello. E’ quanto ha cercato di dimostrare uno studio portato avanti presso la Ludwig – Maximilians – Universitat di Monaco di Baviera. Una ricerca che appare molto interessante, in quanto ha permesso di portare alla luce aspetti significativi.
I geni sono implicati in numerose questioni, dall’insorgenza di determinate patologie alla messa in atto di comportamenti spiegabili proprio sulla base di tendenze innescate dal nostro patrimonio genetico. Anche per alcuni tratti della nostra personalità si possono rintracciare geni specifici. Si è scoperto che la sensibilità risiede nel nostro dna.