Bevanda nera simbolo dell’italianità del mondo, il caffè è una vera delizia, alla quale pochi connazionali sanno riunciare. Mattina, pranzo, merenda e cena, ogni ora sembra essere quella giusta per una gustosa e rigenerante pausa caffè. Ora, direttamente da un autorevole studio Made in England arriva una conferma interessante: il caffè fa bene, soprattutto agli sportivi, perché aumenta la resistenza muscolare.
Il caffè è una bevanda anticancro? Sì, no, forse: i risultati degli studi scientifici sono spesso discordanti o comunque difficili da interpretare per ottenere risposte certe in un senso o nell’altro. In particolare per quanto riguarda i tumori del cavo orale e della faringe.
Gli effetti del caffè in genere vengono tenuti in grande considerazione da parte di quanti hanno bisogno di restare particolarmente lucidi e svegli o vogliono semplicemente avere una carica in più con cui iniziare la giornata. Ma non è detto che questi effetti siano sempre così efficaci. A dimostrarlo è una ricerca condotta da Peter Rogers.
Un caffè è davvero quello che ci vuole per cominciare la giornata? Forse sì, sono pochissimi gli italiani che sanno rinunciare al rito della tazzina di caffè ogni mattina. Un’abitudine per molti, ma, secondo una recente ricerca scientifica, il caffè non è davvero in grado di svegliare l’organismo dal torpore notturno. La notizia arriva dal Regno Unito.

Il lunedì per tutti, sopratutto lavoratori e studenti, è la giornata più difficile da affrontare e ciò se si tiene in considerazione il fatto che la pausa rappresentata dal weekend, oltre al fatto di avere a volte variato il ritmo sonno veglia magari col fatto di esserci alzati più tardi la mattina del sabato e della domenica, causano nell’individuo un disadattamento iniziale il primo giorno della settimana.
Buone notizie per quanti sono abituati a sorseggiare una tazzina di caffè per darsi la carica sul lavoro: la convinzione diffusa che la caffeina renda più lucidi e svegli è stata confermata da uno studio condotto dalla London School of Tropical Medicine di Londra e pubblicato sulla rivista scientifica “Cochrane Library Journal”.
Oltre la metà degli Italiani consuma ai distributori: 26 milioni di persone che attingono alle “macchinette“, in ufficio, a scuola, negli ospedali. I dati, scaturiti da un’indagine sui consumatori condotta per Venditalia, la principale fiera mondiale della distribuzione automatica, appena conclusasi presso la Fiera di Milano mostrano un trend in crescita, soprattutto tra le casalinghe.

Il caffè macchiato è stato spesso sotto esame. Il timore era che il latte potesse incidere sull’assorbimento degli antiossidanti del caffè. In realtà un nuovo studio, commissionato dalla Nestlè dichiara che aggiungere latte al caffè non riduce la biodisponibilità degli antiossidanti, semmai è l’aggiunta di zucchero a creare un po’ di problemi. Lo studio è stato pubblicato sul “Journal of Nutrition”.

Dunque…. Nessun problema per tè e caffè, gli amanti di queste bevande possono tirare un sospiro di sollievo, non solo possono continuarle a sorbirle, ma non dovranno più essere assaliti da sensi di colpa convinti com’erano fino a ieri che arrecassero danni alla propria salute; tutt’altro, sia il tè che il caffè, fanno bene, purchè non si esageri, però!

Sulle virtù del caffè sembra di aver detto molto, la bevanda più amata dagli italiani infatti può a pieno titolo essere considerata un vero toccasana a qualunque età, bambini esclusi e nei due sessi, purchè, chiaramente non si abusi nel consumarla; ma una cosa parrebbe certa…. Il caffè non aiuta per nulla a contrastare una “sonora” sbornia.

Torna sul banco degli imputati il caffè e stavolta il motivo per cui ricalca le scene è dato dal fatto di poter stabilire se la bevanda più amata dagli italiani entra in scena o meno nel proteggere dalla malattia nel caso dei pazienti ammalati di cancro della prostata ed anche in questo caso, il caffè parrebbe riabilitarsi pure in quest’occasione al punto che non solo non se ne sconsiglia l’utilizzo, ma addirittura pare la bevanda rivestire un ruolo terapeutico come dimostra uno studio statunitense.
Le donne, l’apparato riproduttore e la caffeina, sono questi tre elementi che spesso si incrociano nel corso della storia della scienza: si parla di caffeina quando si avverte sulla sua pericolosità in caso di gravidanza, si parla di caffé per parlare di difficoltà di concepimento, ancora il caffé per parlare di come affrontare i dolori e la sofferenza causati dall’endometriosi ed ecco che adesso il caffé svela un nuovo ruolo, tutto suo, esso diventa infatti un alleato della donna per combattere il rischio della malattia tumorale all’apparato riproduttore, vediamo insieme in che modo e perché questo accade.
Sembrerebbe un falso mito quello che il caffè brucia sempre il grasso. Sì, la caffeina produce un effetto termogenico, ma è altrettanto vero che esso è enormemente attenuato dai picchi d’insulina provocati dall’assunzione di carboidrati, specialmente zuccheri semplici. Pertanto per coloro che vogliano sfruttare appieno le proprietà del caffè, la questione è se berlo amaro o dolcificato.
In merito a taluni degli ipotizzati rischi per chi assume caffeina, sistematicamente o comunque a lungo termine, si è scritto molto, così che ora c’è una bibliografia poderosa. Ad ogni modo pare che la maggioranza dei nutrizionisti e dei ricercatori sia d’accordo nell’ammettere un’assunzione prolungata, purché in dosi moderate.