
Chi ha avuto un episodio di colecistite acuta difficilmente tende a dimenticarlo nel breve periodo, anzi, il ricordo della sofferenza subita durante l’attacco o gli attacchi, rimane così vivo nella mente da rappresentare per i più un vero e proprio spauracchio che accompagnerà nel tempo l’esistenza di chi ne abbia sofferto. Risulta a questo punto interessante da vedere quali cause predispongono all’attacco di una colecistite acuta, quali terapie sono oggi possibili e a quale prognosi si può giungere di fronte ad una tale patologia.

Quante volte alla domanda, come stai, so che sei stato male, rispondiamo, no, tranquillo, era una banale influenza, si, banale, ma fino ad un certo punto, in molti dimenticano che il virus influenzale è uno degli agenti patogeni a più alta diffusione e capacità di contagio, così come in molti dimenticano che il virus della Spagnola con il suo carico di ben 50 milioni di vittime nel mondo in un solo anno causata dal virus H1N1 era “imparentata” con i “banali” virus influenzali con i quali facciamo i conti ogni anno.

C’è qualcosa che potrebbe accomunare la stagione fredda con quella calda, i malanni di stagione che, paradossalmente si equivalgono ultimamente in entrambi i periodi dell’anno e, dunque, malattie da raffreddamento con tosse, mal di gola, raffreddori tutto a causa dell’uso incongruo che, a volte, si fa dell’aria condizionata come spiega il professor Federico Perno ordinario di Virologia a Tor Vergata a Roma.

Una banale influenza che avevamo ipotizzato potesse passare con un semplice antiperitico e sintomatici vari nel giro di qualche giorno e, invece, più tempo passa e più severa è divenuta, col risultato che la febbre non è per nulla scomparsa, anzi, è persino aumentata, la tosse si è fatta più persistente e ogni volta che si tossisce, il petto sembra squarciarsi sotto i colpi inconsulti provenienti dal basso torace e propagatisi nel tentativo, spesso vano, di liberare i bronchi, non ci resta altro da fare che consultare un medico e così facciamo.