Salute Donna

Gli esercizi di Kegel per uomo e donna

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Gli esercizi di Kegel per uomo e donna servono a tenere sotto controllo il problema dell’incontinenza urinaria, ma possono avere a che fare anche molto con il sesso. Deputati soprattutto ad ampliare il piacere, a favorire l’erezione e a contrastare l’eiaculazione precoce, hanno come obiettivo la stimolazione del pavimento pelvico. Quest’ultimo costituisce un insieme di muscoli e di legamenti fondamentali per sostenere l’uretra, la vescica, l’intestino e, nelle donne, l’utero. Gli esercizi, ideati dal ginecologo statunitense A. Kegel, intendono migliorare il tono muscolare e rafforzare il pavimento pelvico. Vediamo come si fanno gli esercizi maschili e quelli per donne.

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Disfunzioni sessuali maschili e femminili: tipologie, cause e rimedi

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Le disfunzioni sessuali maschili e femminili sono caratterizzate da una condizione anomala, che può interessare il ciclo di risposta sessuale o da una sensazione di dolore legato al rapporto. Nello specifico il DSM-IV-TR opera una precisa distinzione dei disturbi sessuali: disturbi del desiderio sessuale, dell’eccitazione, dell’orgasmo, da dolore sessuale, disfunzione derivante da una condizione medica generale, indotta da sostanze e non altrimenti specificata. Alcune di queste condizioni sono prettamente maschili, mentre altre si possono definire a tutti gli effetti femminili. Vediamo il tutto nei dettagli.

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Cistite emorragica: sintomi, dieta, terapia e rapporti

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La cistite emorragica si caratterizza per un’infiammazione o un’infezione alla vescica urinaria. I sintomi sono caratterizzati da una presenza di sangue e di coaguli nell’urina. Il tutto è accompagnato da dolori al basso ventre. Si può rimediare con una terapia specifica, che si avvale dell’uso soprattutto di antibiotici, anche se non sono esclusi altri rimedi, come, ad esempio, i farmaci antispastici e analgesici. Particolare attenzione deve essere posta anche alla dieta, che deve garantire un consistente apporto di liquidi. La malattia è frequente dopo i rapporti, soprattutto a causa di traumi meccanici, in presenza di un’inadeguata lubrificazione.

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Perdite da impianto: come sono e quanto durano?

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Le perdite da impianto consistono in delle perdite di sangue che si verificano in corrispondenza del ciclo mestruale o qualche giorno prima di questo. La motivazione va cercata nel processo di impianto dell’ovulo nell’utero. L’ovulo fecondato, infatti, dopo circa 5 giorni, dalle tube si sposta fino all’utero: qui si annida e vi resta per tutto il periodo della gravidanza. Nello specifico è l’endometrio ad accoglierlo. Si tratta di un rivestimento che presenta molti vasi e capillari, i quali, in seguito all’annidamento, possono rompersi e determinare un sanguinamento di live entità. Ma come sono queste perdite? Un elemento che ci può aiutare a riconoscerle è rappresentato dal colore. Anche i sintomi che le accompagnano sono caratteristici.

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Perdite di sangue vaginali: tutte le possibili cause

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Le perdite di sangue vaginali possono essere dovute a diverse cause. Alcune di esse possono essere definite fisiologiche, altre invece sono da rapportare a delle specifiche patologie. Si potrebbe trattare di infezioni, come, per esempio, quelle da clamidia o di vaginosi batterica o da funghi del genere candida. Possono essere implicate l’atrofia vaginale o delle malattie infiammatorie pelviche. Come fare a regolarci? Innanzi tutto bisogna considerare il momento in cui si verificano queste perdite, se prima del ciclo, fuori ciclo, dopo un rapporto, in gravidanza, in menopausa o durante l’ovulazione.

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Ectopia: significato, tipologie, sintomi e cure

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L’ectopia, secondo il suo stretto significato, è la localizzazione di un organo o di un tessuto in una sede sbagliata. Il tutto è dovuto ad un’anomalia congenita, che è determinata da una malformazione creatasi durante lo sviluppo dell’embrione. Il fenomeno può colpire differenti sedi e, in base a queste, se ne possono distinguere varie tipologie. I sintomi dipendono dall’organo interessato e quindi dalla localizzazione del problema. Le cure sono differenti e, in alcuni casi, è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

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Perdite marroni: tutte le cause

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Alla base delle perdite marroni vaginali, note anche con il nome di spotting, ci possono essere cause differenti. Di solito in questi casi si sospetta un’infezione, anche se possono intervenire altri fattori, come lo stress, il sovrappeso oppure l’assunzione eccessiva della pillola anticoncezionale. Si possono verificare durante l’ovulazione, prima o dopo il ciclo. Nella prima fase della gravidanza sono normali, perché sono dovute all’annidamento dell’ovulo nell’utero. A volte comunque costituiscono un motivo di preoccupazione, anche perché sono spesso accompagnate da una serie di sintomi caratteristici, come nausea, dolori addominali, sanguinamento uterino e prurito che interessa i genitali.

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Candida: sintomi e rimedi naturali

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La candida, detta anche candida albicans, è un parassita che, di solito, si trova in alcune zone del nostro corpo, non causando alcun tipo di problema. Si può rintracciare nelle mucose del cavo orale, nella vagina e nel tratto gastrointestinale. In genere aiuta il nostro organismo nel processo di fermentazione, che interviene nella digestione degli zuccheri. Il sistema immunitario riesce a difenderci da questi funghi. In alcuni casi, per cause varie, come una debilitazione, lo stress o un uso eccessivo di antibiotici, si può incorrere in una condizione patologica: la candidosi. I parassiti si diffondono in tutto il corpo e bisogna correre a contenere i danni, se non si vuole arrivare alla candida cronica. I sintomi consistono in eritemi, bruciori, prurito e perdite vaginali. Per la cura si può fare ricorso anche ai rimedi naturali.

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Labbra secche e screpolate: tutti i rimedi naturali e non

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Le labbra secche e screpolate costituiscono un problema soprattutto nella stagione invernale, quando il freddo agisce sulla nostra pelle. In ogni caso, non dobbiamo dimenticare che esistono anche dei rimedi naturali e delle soluzioni fai da te, che possono rappresentare un aiuto valido per avere sempre delle labbra perfette e non soggette ad irritazioni. Dai prodotti a base di burrocacao, che esistono in commercio, all’olio di mandorle, dall’aloe vera al latte. Sono molte le idee a cui possiamo fare ricorso, per avere cura della nostra pelle e per proteggerla. Ma andiamo nello specifico.

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Dolori mestruali: rimedi naturali, della nonna e omeopatici

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I dolori mestruali sono un appuntamento fisso, che ogni giovane donna, in molti casi segna sull’agenda con una punta di rammarico e di fastidio, soprattutto quando è caratterizzato da episodi di dolore intenso, stanchezza e irritabilità: si tratta delle mestruazioni, che puntualmente ogni mese si presentano, nei casi meno “simpatici” con leggero anticipo, con la sindrome premestruale, e una serie di sintomi, dolori mestruali e fastidi. Oltre ai medicinali antidolorifici e antinfiammatori, esistono una serie di rimedi “soft” molto utili.

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Dolore alle ovaie: gravidanza, ovulazione o altre cause?

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Il dolore alle ovaie può essere uno dei sintomi classici della gravidanza, ma può indicare anche che si è nella fase dell’ovulazione. Naturalmente non sono soltanto queste le cause della sensazione dolorosa, perché si potrebbe trattare di cisti ovariche, di endometriosi, di una malattia infiammatoria. Anche nel caso della gestazione, bisogna stare attenti, perché il disturbo può indicare di essere in presenza di una gravidanza extrauterina. L’unica soluzione è affidarsi ad un controllo medico, per saperne di più.

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Travaglio e rottura delle acque: cosa succede fino al momento del parto

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Il travaglio e la rottura delle acque indicano che il parto è vicino. Durante la gestazione il bambino è protetto dal liquido amniotico, che è composto da cellule del feto, lanuggine, vernice caseosa e acqua. La membrana che contiene le acque costituisce una sorta di sacco semitrasparente. All’interno dell’utero il bimbo è circondato da membrane. Sono proprio queste che si rompono, facendo fuoriuscire il liquido amniotico. A questo punto il piccolo, sotto la spinta delle contrazioni, con la sua testa comincia a spingere contro il collo dell’utero, provocando la rottura del sacco. Ad un’attenta osservazione, che valuta il colore, l’odore e la frequenza delle perdite, si può capire che il travaglio è iniziato.

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Dolore al basso ventre: cause e rimedi

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Il dolore al basso ventre, sia sul lato sinistro che su quello destro, costituisce un disturbo piuttosto comune, le cui cause tuttavia non sono sempre facili da individuare. In questi casi non ci si deve allarmare, ma il problema va sottoposto all’attenzione del medico di fiducia, il quale di certo sarà in grado di mettere a punto una diagnosi adeguata, per individuare tutte le fonti delle nostre preoccupazioni, tenendo conto degli altri elementi che completano il quadro sintomatologico.

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Nodulo al seno: cos’è e quando bisogna preoccuparsi

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Nodulo al seno? In questi casi spesso si pensa di essere in presenza di un tumore maligno. Eppure non sempre è così. Molte volte si tratta di formazioni benigne, che possono consistere in cisti o in fibroadenomi. Magari può anche trattarsi di semplici cambiamenti del corpo, come nel caso della menopausa. Può capitare anche che, a partire dagli 8 anni, le bambine si possano ritrovare ad avere a che fare con noduli, che rappresentano solo dei segni precoci dell’inizio della pubertà, in risposta ai cambiamenti ormonali di quella fase della vita. La diagnosi, basata su biopsia, ecografia, mammografia e agoaspirato, è molto importante per capirne meglio la natura.

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Amenorrea: quali sono le cause, le conseguenze e le cure?

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L’amenorrea è l’assenza di mestruazioni. Si distingue in primaria e secondaria. Nel primo caso la donna non ha avuto mai mestruazioni dai 16 anni in poi. Nel secondo caso si ha un’interruzione del ciclo per almeno sei mesi consecutivi. Non dobbiamo dimenticare che il meccanismo che sta alla base della ciclicità mestruale è molto delicato e può risentire di alcune variazioni ormonali, che riguardano anche ghiandole come la tiroide, il surrene e l’ipofisi. Per la diagnosi dell’amenorrea si procede per step successivi, prendendo in considerazione anche il livello di gonadotropine, prolattina e ormoni sessuali.

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