Parto Cesareo

Parto cesareo: i casi che lo prevedono

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Il Ministero della Salute, riguardo al parto cesareo, stabilisce che non più del 20% delle nascite in Italia dovrebbe avvenire mediante il ricorso a questo metodo. Eppure i dati reali sono molto diversi da queste indicazioni. Lo ha svelato l’Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna, secondo il quale è il 40% delle donne che partorisce con un taglio cesareo.

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Ginecologi, il parto cesareo non è un “reato”

Il parto cesareo non è da criminalizzare

Dopo le polemiche, gli interventi delle autorità e i Nas in sala parto, gli “addetti ai lavori”, i ginecologi vogliono dire la loro: il parto cesareo non è un reato e come tale non può e non deve essere criminalizzato. Non deve essere generalizzato, ma nemmeno equiparato a un reato, a una pratica fuori legge, lesiva dei diritti e dei doveri concessi e imposti dalla società civile.

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Parto cesareo: il Ministro della Salute da inizio ai controlli a livello nazionale

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Il Ministro della Salute, il Dottor Balduzzi, ha dato inizio ai controlli, a livello nazionale, sui parti cesarei. In particolar modo sui numerosi casi (ormai veramente troppi) che, da qualche anno, si stanno verificando, e che non danno segnale di diminuire. In passato il parto cesareo veniva eseguito solo ed esclusivamente nel momento in cui sorgevano delle complicazioni, o in casi particolari, anche perché al di la di tutto è comunque un intervento chirurgico, e come tale necessita di un’attenzione un po’ più particolare e specifica.

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Gravidanza: rischio complicazioni alto per le over 35

Gravidanza, i rischi aumentano con l'età

Quando c’è il desiderio di diventare madre e di avere un figlio, meglio non tentennare e non rimandare troppo: per evitare rischi, gli esperti consigliano alle donne di affrontare la gravidanza entro i 35 anni. Il tempo passa, le possibili complicazioni crescono e i problemi di fertilità diventano più probabili e seri.

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Parto: tra cesareo e naturale decide un test

Test per decidere il parto cesareo

Parto cesareo o parto naturale? La scelta in genere dipende da valutazioni cliniche. Il parto naturale, infatti, è sempre da preferire al cesareo, che resta di fatto un intervento chirurgico, con tutti i rischi del caso, però, quando ci sono problemi per il feto o per la mamma è indispensabile ricorrere al taglio e, in genere, si programma in anticipo.

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Gravidanza: pancione “over” aumenta rischio parto cesareo

Pancione troppo grosso aumenta rischio parto cesareo

Cresce a dismisura, secondo le stime, il numero dei parti cesarei praticati in Italia, Europa e in tutto il mondo occidentale. La colpa o parte della responsabilità? Potrebbe essere della forma fisica delle future mamme: secondo una recente ricerca statunitense ci sarebbe un legame da non sottovalutare tra la forma fisica della gestante e, in particolare la dimensione del suo pancione, e il rischio di partorire con un taglio cesareo.

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Allergie: la prevenzione comincia dal parto

Il parto naturale contro le allergie

La prevenzione delle allergie parte da piccolissimi, addirittura dai primi istanti di vita, dalla nascita. E’ proprio così, sembra che la strategia preventiva migliore in caso di allergie passi anche dal parto naturale. I bambini nati in questo modo, infatti, sembrerebbero più protettti dalle allergie, perchè sviluppano una migliore microflora batterica. Ecco quanto è emerso da uno studio tutto italiano, frutto della collaborazione e del lavoro sinergico di più strutture e specialisti, biologi, docenti universitari e pediatri.

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Parto prematuro? Anche una sola settimana aumenta i rischi

I prematuri rischiano problemi di apprendimento

Basterebbe anche una sola settimana di anticipo sulla data stabilita per la nascita, per compromettere le capacità di apprendimento dei vostri piccoli pargoli: è questa la tesi dimostrata in un recente studio scientifico “British”. Nascere alla trentanovesima settimana potrebbe aumentare le probabilità di comparsa di disturbi dell’apprendimento.

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Sanità e cronaca: partorisce in coma

Il parto in coma

Parto eccezionale agli ospedali Riuniti di Bergamo: una donna in coma vigile da alcuni mesi, ha dato alla luce una bimba. Nonostante lo stato quasi vegetativo, i medici sono riusciti, praticando un parto cesareo, a far nascere la piccola, alla 33esima settimana di gestazione. Le speranze di ripresa per la neomamma sono poche, ma la neonata, che pesa circa due chili, è in buono stato di salute.

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Parti cesarei: ancora troppi nel mondo

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Troppi i parti cesarei praticati non solo in Italia, ma in larga parte del mondo, si pensi che su centomila parti avvenuti in nove Paesi asiatici fra il 2007 ed il 2008, ben 27 su cento sono stati cesarei e solo l’America Latina registra una flessione di questa tendenza moderna.

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Parto: un marito ansioso complice dei maggiori dolori della moglie

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Il dolore da parto non è solo dovuto a problemi organici della donna, ma molte delle sofferenze da parto potrebbero derivare anche dall’ambiente che circonda la partoriente e per ambiente dobbiamo pure considerare il ruolo apportato, nel bene o nel “male” dal marito.

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Antibiotici: meglio usarli prima di un cesareo

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Parrebbero più impegnative da curare e più nocive alla salute del nascituro le infezioni batteriche per la madre piuttosto che gli antibiotici per debellarle, questo è quanto emerge da uno studio effettuato su donne in stato di gravidanza secondo il quale è molto meglio sottoporre le donne a terapia antibiotica, prima del parto cesareo, piuttosto che esporre il bambino al rischio di infezioni.

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Parto cesareo: le nuove linee

parto cesareo

Il parto cesareo, una modalità chirurgica per agevolare quel tipo di parto che non è possibile effettuare sfruttando le vie naturali, ha bisogno di regolamentazioni e ciò da quando si è assistito alla stranezza di dati che riportano un aumento nte di casi di cesareo passati dall’11% del 1980 al 38% del 2008 nella sola Italia, in Campania si giunge persino al 62% .

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Parto: durante il travaglio la donna si può alimentare

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Un travaglio per il parto può durare ore e solo la donna che ha partorito sa cosa significhi questa fase della gravidanza a termine; per di più…. alle prossime mamme hanno sempre vietato sia il cibo che i liquidi in queste ore pre parto con la conseguenza che a parte l’agitazione naturale di quei momenti, si aggiunge il nervosismo di rimanere affamate e, soprattutto assetate.

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Parti cesarei: in Italia se ne fanno troppi

Parto cesareo

Un tempo il parto cesareo, così chiamato perché pare che Giulio Cesare nacque con tale metodica, era considerata un’eccezione, ma adesso le cose stanno ancora così? Tutt’altro, guardando soltanto il 2007 assistiamo ad un dato davvero sconvolgente, su 100 parti almeno 39 sono stati cesarei, un dato in netta antitesi con quanto raccomandato dall’OMS che raccomanda il 15% di parti cesarei, più elastico il “nostro” Ministero della Salute per il quale è ammesso il 20%, ma come visto, in Italia si va ben oltre.

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