Linguaggio

Afasia: cause, sintomi e terapia

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L’afasia è un disturbo del linguaggio che è rappresentato dall’incapacità di formulare le parole, di comprenderle o di entrambi i casi. Il tutto si verifica anche se non c’è alcuna compromissione degli organi che consentono di ricevere o di emettere i suoni. Si può dire che nel soggetto afasico è venuta meno la capacità di tradurre il pensiero in simboli verbali e viceversa. Il linguaggio ha infatti la fondamentale funzione di trasmettere messaggi attraverso la capacità del cervello umano di decifrare il significato dei simboli, mediante l’intervento dei centri cerebrali corticali. Ad essere implicata nell’afasia è in particolare l’area di Broca, regione cerebrale deputata al linguaggio.

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Dislessia: un campus estivo per combatterla

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L’estate è la stagione preferita da tutti, o quasi, ma soprattutto è sinonimo di vacanza, svago e divertimento per i più giovani e i più piccoli, complici le vacanze scolastiche. Per i piccoli con un problema di apprendimento specifico, che si chiama dislessia, in Umbria, sono stati organizzati due campus estivi: due occasioni uniche per favorire l’autonomia dei ragazzi dislessici, per aiutarli a capire e superare il disturbo e per promuovere il confronto e il dialogo tra i coetanei.

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Giornata europea della logopedia, contro la balbuzie

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Domani è la Giornata Europea della Logopedia. Una giornata importante, un’occasione preziosa per riflettere, informare e sensibilizzare, per “liberare la parole” e combattere la balbuzie, come recita lo slogan dell’iniziativa. Una giornata lunga una settimana, grazie al filo diretto con i logopedisti, attivo da oggi fino al 9 marzo, per dare consigli, fornire consulenze, suggerimenti e informazioni.

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Carenza di vitamina D in gravidanza: attenzione ai problemi del linguaggio del bimbo

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Quali possono essere le conseguenze della carenza di vitamina D in gravidanza? Gli esperti del Telethon Institute for Child Health Research di Subiaco in Australia ha dimostrato che, a causa della carenza di vitamina D nel corso della gestazione, il bambino potrebbe incorrere anche in dei problemi di linguaggio. Gli studiosi hanno riscontrato che la carenza vitaminica della madre comportava delle difficoltà nel parlare dei figli. Una scoperta molto interessante, che si configura come un passo in avanti in merito alla comprensione dei meccanismi fra salute della madre in gravidanza e nascituri.

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I ricordi dell’infanzia possono ritornare alla mente tardi

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I ricordi dell’infanzia possono ritornare alla memoria anche nell’età adulta, piuttosto tardi nel tempo. In particolare ci si riferisce a quei i ricordi, la cui formazione è da rintracciare prima dei tre o dei quattro anni di età, che sono soggetti al fenomeno che viene chiamato amnesia infantile. Quest’ultimo non riguarda tutti i soggetti, infatti alcuni individui sono in grado di ricordare anche ciò che è successo nei primi anni della loro vita. Adesso sull’argomento è stata compiuta una nuova ricerca, portata avanti dagli studiosi dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda.

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Un cervello più veloce nelle decisioni per chi parla due lingue

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I bilingui possono contare su un cervello più veloce nel prendere le decisioni. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università Vita-Salute e dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, condotto in collaborazione con le Università di Hong Kong, Londra e Barcellona. Gli studiosi si sono accorti che nel cervello dei bilingui sono maggiormente sviluppate delle aree cerebrali specifiche che hanno la funzione di far prendere più rapidamente una decisione in una situazione conflittuale in cui si deve fare una scelta veloce. Una scoperta davvero piuttosto interessante.

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La conoscenza di due lingue rende i soggetti più veloci nel prendere decisioni

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Un cervello allenato grazie al quale le persone riescono a prendere delle decisioni in breve tempo rispetto al normale può essere dovuto ad esempio alla conoscenza di due lingue. Essere bilingui, oltre alla lingua parlata sin dalla nascita, secondo uno studio italiano in collaborazione con Inghilterra, Cina e Spagna, allenerebbe il cervello rendendo i soggetti molto più perspicaci e veloci nei ragionamenti e nelle decisioni.

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Non solo linguaggio del corpo per i neonati: a 2 giorni già i neuroni verbali

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Di solito il linguaggio del corpo e in particolare il pianto costituiscono le modalità con cui i neonati comunicano ai genitori i loro bisogni fondamentali, mentre la loro mente comincia ad interagire con l’ambiente circostante, essendo soggetta a diversi stimoli esterni. Il linguaggio verbale è una capacità che arriverà più tardi lungo il percorso di crescita.

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Il cervello operato da sveglio per salvare la capacità di linguaggio

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Il cervello può essere operato da sveglio per salvare la capacità di linguaggio. Si tratta di una tecnica applicata nel campo della neurochirurgia, che si chiama “awake surgery“. Non è soltanto un’ipotesi fantascientifica, ma un metodo adoperato qualche giorno fa presso l’ospedale Bellaria di Bologna, per asportare un tumore cerebrale.

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Cervello: novità per la cura di una malattia neurologica rara

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Uno studio italiano ha scoperto un’alterazione genetica alla base dell’insorgenza di una malattia neurologica rara, e da questo una probabile cura. La patologia, che è stata argomento base, per la ricerca, è la Sindrome di Rett. Quest’ultima, ancora avvolta da un certo alone di mistero, è, appunto una malattia rara, di origine genetica, alla quale, purtroppo, non si è, per ora, associata una cura.

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Psicologia: le metafore influenzano l’opinione pubblica

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In tema di psicologia le metafore sono in grado di influenzare l’opinione pubblica. Ad affermarlo sono stati i ricercatori dell’Università di Stanford, i quali hanno cercato di verificare come le parole sono in grado di modificare le risposte sociali alla criminalità. Uno studio interessante che ci fa riflettere sul valore delle metafore.

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Psicologia: le donne usano meglio le parole

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La psicologia è riuscita a dirci che le donne usano meglio le parole rispetto agli uomini. Ma c’è di più. Infatti, al contrario di quanto si pensa comunemente, gli uomini tenderebbero a parlare più delle donne. È questa la conclusione a cui è arrivato uno studio dell’Università di Manchester, che ha affrontato l’argomento nello specifico.

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Alzheimer: la conoscenza delle lingue riduce il rischio

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La conoscenza delle lingue, secondo uno studio canadese, ridurrebbe il rischio di insorgenza del morbo di Alzheimer. Allenare il cervello con lo studio, e la conoscenza di due lingue permette un miglioramento delle connessioni e della gestione dei processi cerebrali di multitasking (il cervello riesce a svolgere più compiti simultaneamente). Questo importante studio potrebbe essere un passo avanti per prevenire la patologia.

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San Valentino 2011: la compatibilità di coppia dipende dal linguaggio

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In occasione di San Valentino 2011 molti avranno la curiosità di verificare la compatibilità di coppia. Basta il linguaggio, per verificare se due persone possono sperare di stare insieme a lungo. Ad affermarlo è uno studio dell’Università del Texas, il quale è arrivato alla conclusione che un linguaggio basato su una scelta di parole simili è indice di una maggiore intesa.

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Linguaggio: contro le balbuzie guida online per insegnanti

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La balbuzie appartiene ai cosiddetti disturbi di fluenza o disfluenze: può essere definita come la presenza di ripetizioni di parole e/o parti di parole, momenti di blocco veri e propri durante la produzione del linguaggio, prolungamenti di suoni iniziali e/o intermedi nelle parole pronunciate, il tutto a livello involontario.

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