Ictus

Il cioccolato fondente alleato della prevenzione dell’ictus e dell’infarto

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Il cioccolato fondente è un incredibile alleato della nostra salute e ci aiuta soprattutto nella prevenzione. Lo ha dimostrato una ricerca condotta dagli esperti dell’Università di Melbourne, i cui risultati sono stati pubblicati su “British Medical Journal”. Lo studio ha messo in particolare in evidenza che il cioccolato fondente si rivela molto importante per prevenire l’ictus e l’infarto. Ecco perché una certa quantità di cioccolato fondente non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta, perché non fa altro che andare a vantaggio del nostro benessere.

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La prevenzione dell’ictus con il latte scremato e i formaggi magri

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La prevenzione dell’ictus può essere portata avanti in maniera corretta, presenta una certa attenzione all’alimentazione. Nello specifico ci sono alcuni cibi che aiutano, visto che non contengono grassi in eccesso. In questo senso non possiamo non ricordare come preziosi alleati per la nostra salute il latte scremato e i formaggi. Ad affermarlo sono i risultati di una ricerca condotta dagli esperti del Karolinska Institute, che hanno coinvolto in uno studio specifico quasi 80.000 soggetti fra i 45 e gli 83 anni.

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Ictus: sintomi premonitori e cause

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L’icuts si caratterizza per specifici sintomi, che possono presentarsi improvvisamente e che si rivelano come dei segnali premonitori da tenere in considerazione, in modo da poter accedere il più velocemente possibile ad un intervento medico. Da non trascurare nemmeno le cause dell’ictus, in modo da poter puntare su un’adeguata prevenzione.

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Diabete: la patologia aumenta notevolmente il rischio di ictus

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Il rischio di ictus aumenta, di almeno tre volte, nei pazienti affetti da diabete. Il problema insorge per quanto riguarda gli anni in cui la malattia è presente: maggiore è il tempo in cui si ha la patologia più alto è il rischio di ictus. Sino ad ora si è sempre collegato il diabete in generale, come altre patologie, all’insorgenza di un blocco del flusso sanguigno, con conseguente riduzione di ossigeno tissutale e quindi ischemia; ma che questo problema fosse addirittura legato al tempo non era ancora stato scoperto.

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Una camminata veloce e decisa rappresenterebbe un segnale di buona salute

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Durante l’età adulta è possibile scoprire lo stato di salute futuro attraverso la camminata. Infatti, un passo veloce e deciso sembrerebbe, secondo uno studio americano, indice di una buona salute, con un ridotto rischio di patologie a livello cerebrale e cardiaco. In realtà il conosciutissimo proverbio “chi va piano va sano e va lontano” non rispecchierebbe proprio la verità, anzi una camminata lenta non predice niente di positivo.

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Ictus: il pessimismo aumenterebbe il rischio di insorgenza

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Il rischio di ictus, secondo uno studio americano, aumenterebbe con il pessimismo. La personalità inciderebbe molto anche sull’insorgenza di alcune patologie cardiovascolari, come appunto l’ictus. Il pessimismo di una persona è il risultato di varie caratteristiche del carattere, questo secondo la teoria psicologica dei tratti; infatti, essere estroversi o introversi, la chiusura o l’apertura mentale, la negligenza o la coscienziosità, inciderebbero sul pessimismo o sull’ottimismo di una persona.

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Scoperto il gene che provoca l’ictus

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È stato rintracciato il gene in grado di provocare l’ictus. Di conseguenza per la malattia ci sarebbero anche cause genetiche, che vanno tenute in considerazione. Il tutto è stato messo in atto dagli studiosi dell’International Stroke Genetics Consortium e del Wellcome Trust Case Control Consortium. I risultati della ricerca che ha condotto alla scoperta sono stati pubblicati sulla rivista “Nature”. Una scoperta molto interessante, che si riferisce in particolare a quello che viene chiamato ictus dei grandi vasi, una forma ischemica che colpisce le più grandi arterie del corpo.

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I problemi di memoria come segnali premonitori dell’ictus

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I problemi di memoria potrebbero essere a tutti gli effetti dei segnali d’allarme che indicano l’imminenza di un ictus. A sostenerlo è uno studio della Harvard School of Public Health dell’Università di Boston, i cui risultati sono stati presentati alla conferenza dell’American Stroke Association di New Orleans. I ricercatori infatti hanno riscontrato che parecchi individui che sono incorsi nell’ictus negli anni precedenti avevano avuti dei gravi problemi di perdita di memoria. Gli studiosi hanno preso in considerazione per 10 anni la salute di 12.000 persone di età media pari a 50 anni.

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Dieta ricca di magnesio riduce rischio ictus

Magnesio, alleato contro l'ictus

La miglior strategia per tenere alla larga rischi pericolosi per la salute e, in particolare, l’ictus comincia a tavola. La dieta, alleata della prevenzione dell’ictus, dovrebbe avere come protagonista, almeno stando ai risultati di una recente sperimentazione, il magnesio. Infatti, chi consuma molti alimenti ricchi di magnesio ha un rischio minore di essere colpito da ictus.

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Ictus: riabilitazione dei pazienti aiutata da un’assistenza robotica

ictus riabilitazione robotica

L’assistenza robotica, oramai tecnologia dei nostri tempi, aiuterà i pazienti gravi colpiti da ictus durante la riabilitazione. Infatti, tutte quelle persone che a causa di questa patologia non riescono più a muoversi e a camminare come prima, nella maggior parte dei casi, vengono sottoposti a sedute di riabilitazione fisioterapica. Secondo uno studio italiano il successo di questi trattamenti riabilitativi è maggiore se è unita ad una terapia robotica.

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Contrastare l’ictus: ecco come funziona la proteina che protegge i neuroni

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Per contrastare l’ictus in maniera adeguata occorre essere consapevoli delle modalità di funzionamento di una specifica proteina che riesce a proteggere i neuroni. Si tratta della fractalchina, il cui processo di azione è stato preso in considerazione nell’ambito di uno studio che vede partecipare i ricercatori del dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza, dell’Istituto Mario Negri di Milano e del Karolinska Institutet di Stoccolma. Si è giunti alla conclusione che la proteina in questione ha un’origine immunitaria ed è prodotta dalle stesse cellule cerebrali.

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L’ictus colpisce una persona ogni sei secondi nel mondo

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Numeri davvero spaventosi, quelli che si aggiudica l’ictus cerebrale, sintetizzabili con questo assunto eloquente: nel mondo, una persona ogni sei secondi viene colpita da ictus cerebrale, che sembra non fare troppe distinzioni di sesso, età o condizione sociale. Il dato, dal profilo preoccupante, è stato diffuso nei giorni scori, in occasione della recente VII Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale.

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La prevenzione dell’ictus cerebrale con frutta bianca e verdura

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Si può portare avanti un’adeguata prevenzione dell’ictus cerebrale, consumando la frutta bianca e la verdura, che contengono importanti sostanze nutritive, in grado di contribuire in maniera sostanziale al nostro benessere generale. Mele, pere, cavoli sarebbero quindi i principali alleati contro l’ictus. È questo ciò che è emerso da una ricerca portata avanti dagli studiosi della Wageningen University nei Paesi Bassi. La percentuale di riduzione di rischio di ictus legata al consumo di frutta bianca e verdure non è affatto indifferente, stando ai dati forniti dallo studio.

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Il fumo raddoppia il rischio ictus

Il fumo alza il rischio ictus

Il fumo, nemico giurato della salute di tutto l’organismo, ha un nuovo “effetto collaterale” rischioso da non sottovalutare: raddoppia le probabilità di essere colpiti da ictus. Non solo incrementa il rischio, il terribile vizio accorcia anche i tempi, anticipando la comparsa dell’infarto cerebrale di ben dieci anni rispetto a chi non fuma.

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Ictus: in Italia, purtroppo, colpisce molte persone

ictus-italia-persone

In Italia, l’ictus colpisce molte persone. Purtroppo, sono molti i fattori di rischio che possono essere la causa dell’ictus. Ecco perché è necessario provvedere ed intervenire tempestivamente per ridurre il più possibile tutti questi fattori. È comune a tutti che la presenza di patologie cardiache, come la fibrillazione atriale o le aritmie, aumentano il rischio di insorgenza di ictus.

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