Gravidanza
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Dolore alle ovaie: gravidanza, ovulazione o altre cause?

Il dolore alle ovaie può essere uno dei sintomi classici della gravidanza, ma può indicare anche che si è nella fase dell’ovulazione. Naturalmente non sono soltanto queste le cause della sensazione dolorosa, perché si potrebbe trattare di cisti ovariche, di endometriosi, di una malattia infiammatoria. Anche nel caso della gestazione, bisogna stare attenti, perché il disturbo può indicare di essere in presenza di una gravidanza extrauterina. L’unica soluzione è affidarsi ad un controllo medico, per saperne di più.
Leggi l'articoloTravaglio e rottura delle acque: cosa succede fino al momento del parto

Il travaglio e la rottura delle acque indicano che il parto è vicino. Durante la gestazione il bambino è protetto dal liquido amniotico, che è composto da cellule del feto, lanuggine, vernice caseosa e acqua. La membrana che contiene le acque costituisce una sorta di sacco semitrasparente. All’interno dell’utero il bimbo è circondato da membrane. Sono proprio queste che si rompono, facendo fuoriuscire il liquido amniotico. A questo punto il piccolo, sotto la spinta delle contrazioni, con la sua testa comincia a spingere contro il collo dell’utero, provocando la rottura del sacco. Ad un’attenta osservazione, che valuta il colore, l’odore e la frequenza delle perdite, si può capire che il travaglio è iniziato.
Leggi l'articoloPilates in gravidanza: esercizi e benefici
E’ una delle discipline più amate, dalle star, dai vip di Hollywood, ma, anche e soprattutto, dai “comuni mortali”. E’ il pilates. Tra i fan più accaniti di questo metodo di allenamento “made in Usa” ci sono sicuramente, le donne, che ne apprezzano i benefici e la capacità di modellare il corpo, di esaltarne le forme e tonificarne i contorni. Anche le donne in dolce attesa possono ritrovare equilibrio e forma fisica, ma anche scaricare stress e tensioni, grazie al metodo pilates.
Guarda le foto e leggi l'articoloContraccezione naturale e non: tutti i metodi

E’ un tema delicato, che, da sempre, scatena dibattiti e suscita opinioni contrastanti, è la contraccezione. Esistono numerosi metodi, naturali e non, affidabili e meno affidabili per evitare gravidanze indesiderate e per gestire la propria vita intima senza rischi. Quelli che garantiscono il grado di certezza e affidabilità minore sono quelli naturali, mentre gli altri, dalla pillola, al cerotto, fino all’anello hanno piccole controindicazioni ma maggiori garanzie. Ecco un piccolo quadro riassuntivo dei metodi di contraccezione disponibili.
Leggi l'articoloDistocia della spalla, una complicanza del parto

Non rientra tra le eventualità più frequenti che possono sorprendere la futura mamma al momento del parto naturale, ma è una possibilità, seppur rara, da non ignorare. La distocia della spalla è una complicanza del parto poco frequente: la sua incidenza non raggiunge quota 2%, oscillando in modo variabile tra lo 0,2 e l’1,6%. Si tratta di una condizione che rende più difficoltosa la fuoriuscita del piccolo e, in particolare, della sua spalla, che non segue la testa bloccandosi all’inizio del canale del parto.
Leggi l'articoloFecondazione assistita: legge 40 come funziona

La legge 40, che si occupa della fecondazione assistita, è in questi giorni oggetto di non poche discussioni. Il motivo di ciò è la sua “bocciatura” da parte della Corte di Strasburgo. Questo provvedimento è giunto dopo il ricorso fatto da una coppia di coniugi italiani circa un anno fa: entrambi portatori sani di fibrosi cistica, già genitori di una bambina malata, vorrebbero avere la certezza, eseguendo lo screening prenatale, nel caso di un’altra gravidanza, che il bambino sia sano. Questa certezza si può avere solo con la fertilizzazione in vitro o FIVET, argomento principale della legge 40, e che in Italia (e solo in altri due Paesi europei come Austria e Svizzera) è vietata. Questo divieto non è stato accettato dai due genitori italiani che hanno subito fatto ricorso appellandosi al fatto che questa legge 40 viola il diritto alla vita privata e familiare, ed inoltre, discrimina certe coppie rispetto ad altre. La Corte di Strasburgo ha bocciato alcuni articoli della legge, precisamente il 13 e il 14, dando ragione alla coppia.
Leggi l'articoloAmniocentesi: rischi, costi e quando farla

E’ un esame invasivo, che, però, rispetto al passato, ha una percentuale di rischio sempre più limitata, a carico sia della futura mamma sia della piccola vita che cresce dentro il pancione: è l’amniocentesi. Si tratta di un’opzione diagnostica che si effettua durante la gravidanza, in un periodo specifico della gestazione per analizzare il corredo cromosomico del feto e “smascherare” in anticipo, prima della nascita, eventuali anomalie, la più nota delle quali è la sindrome di Down.
Leggi l'articoloTest per diagnosticare la sindrome di down: in arrivo in Europa

La sindrome di Down potrà essere diagnosticata, anche in Europa, grazie ad un nuovo test genetico. Quest’ultimo è presente, da poco tempo, in alcuni Paesi europei, come la Germania, l’Austria, la Svizzera, il Liechtenstein (circa 70 studi medici e cliniche). Altri Paesi, come gli Stati Uniti, hanno adottato la nuova tecnica già da un po’, aiutando molte donne, con un’alta percentuale di rischio, a scoprire tempestivamente la presenza o no della mutazione sul cromosoma 21, ossia la trisomia 21, o come più conosciuta, sindrome di Down. Grazie a questo test, infatti, si potrà sapere, già dalla dodicesima settimana di gravidanza se il feto presenta delle mutazioni oppure no. Inoltre grazie a questo test si potranno evitare esami diagnostici invasivi e rischiosi come l’amniocentesi e la villocentesi. Come è immaginabile la creazione e l’utilizzo di questo nuovo esame ha suscitato non poche polemiche, soprattutto da parte delle associazioni religiose e dai gruppi che sostengono i diritti del malato. Ma in cosa consiste precisamente questo test?
Leggi l'articoloCitomegalovirus in gravidanza: valori, come si contrae e la prevenzione giusta

E’ uno dei nemici della gestazione più conosciuti, il citomegalovirus, un virus spesso silenzioso, che si insinua nell’organismo con sintomi poco evidenti o riconoscibili, ma che rischia di compromettere seriamente la salute del piccolo durante i nove mesi di gravidanza. Le percentuali di incidenza ne delineano un profilo poco rassicurante, così come i rischi che comporta: il citomegalovirus colpisce circa un neonato su cento e, se la trasmissione da mamma a feto avviene prima della ventesima settimana di gestazione, le conseguenze possono essere molto gravi.
Leggi l'articoloAllattamento al seno: benefici e controindicazioni per mamma e neonato

E’ tornato di “moda”, complici le star nostrane e d’oltreoceano che lo hanno promosso pubblicamente, ma divide ancora animi e opinioni di mamme e aspiranti tali: l’allattamento al seno, sì o no? La risposta non può che essere sì, ma le motivazioni sono d’obbligo. Scegliere, se possibile di allattare il proprio piccolo al seno significa fare il pieno di benefici, sia per il bimbo sia per la madre, ma anche, è doveroso ammetterlo, mettere in conto alcuni disagi e una buona dose di forza di volontà. Dall’alimentazione che deve seguire la mamma, per evitare coliche o altri fastidi al neonato, fino ai possibili disturbi, l’allattamento al seno non è tutto “rose e fiori”, ma riserva anche moltissimi aspetti davvero positivi.
Leggi l'articoloToxoplasmosi: sintomi, cure e in gravidanza

La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata da un parassita intracellulare diffuso tra i mammiferi e gli uccelli. Si tratta del protozoo Toxoplasma gondii, che in genere vive nel tratto intestinale del gatto. La prevenzione della toxoplasmosi è molto importante, per evitare che vengano colpite soprattutto le donne in gravidanza, visto che in questi casi possono insorgere delle complicanze determinate dal passaggio del parassita al feto, il quale può andare incontro ad aborto o a morte fetale, a prematurità, a ritardato accrescimento intrauterino o a letargia.
Leggi l'articoloSideremia alta, sintomi, cause e valori in gravidanza

La sideremia alta si ha quando i valori del ferro non legato nel sangue arrivano a superare i 150 – 160 mcg/dl per quanto riguarda gli adulti. Per i bambini invece la soglia che non si dovrebbe superare corrisponde a 119 mcg/dl. Le conseguenze della sideremia alta sono di diverso genere: si può incorrere nell’infarto, nel diabete, nelle malattie neurodegenerative precoci, nella depressione. Sideremia alta: cosa fare? E’ molto importante ricorrere a cure tempestive, in modo da rimediare soprattutto all’iperglicemia, evitando il rischio di sviluppare il diabete.
Leggi l'articoloPrurito diffuso: le cause più frequenti

Il prurito diffuso o il prurito in generale è uno dei segnali utilizzati dal corpo umano per indicare la presenza di un disturbo di uno squilibrio fisico. Il prurito diffuso su tutto il corpo, se non è riconducibile ad uno stato patologico, può essere dovuto alla secchezza della pelle. In questo caso può essere alleviato ricorrendo all’uso di detergenti non molto aggressivi e idratanti. In genere questo tipo di disturbo si distingue per il fatto che il fastidio aumenta di sera, configurandosi anche come prurito diffuso notturno, ed si presenta come prurito diffuso negli anziani.
Leggi l'articoloLe malattie si possono prevenire ancor prima della nascita

Le patologie che insorgono da adulti si possono prevenire ancor prima della nascita. Questo è argomento di uno studio iniziato qualche anno fa che ha coinvolto un certo numero di donne in vari momenti della loro vita: durante la gravidanza, dopo 6 e dopo 18 mesi dal parto. L’importanza del forte legame che esiste, tra madre e figlio, durante la gravidanza, si riflette anche da un punto di vista clinico: la prevenzione inizia proprio da qui. È un argomento che molte volte è stato e lo è tuttora oggetto di discussione. Oramai è quasi certo che il modo di vivere e di affrontare il periodo della gravidanza ha un ruolo importante e prioritario per la salute futura del figlio. Il sistema immunitario quindi, può essere rinforzato ancor prima della nascita, in particolar modo, e poi man mano che crescerà tramite le cure, i vaccini, e le attenzioni.
Leggi l'articoloPrurito ai piedi: le cause più comuni

Il prurito ai piedi può essere considerato il risultato di reazioni allergiche, di batteri o di funghi. In genere si tratta di fenomeni che sono relativamente innocui, ma è meglio sempre consultare un medico, in modo da evitare complicanze attraverso l’applicazione di uno specifico trattamento. La sensazione di prurito può accentuarsi soprattutto nel corso della notte ed è una sensazione davvero fastidiosa, per eliminare la quale dobbiamo innanzi tutto individuarne la reale causa. Sono utili anche determinati accorgimenti, come il tenere i piedi adeguatamente idratati o applicare uno strato di crema di idrocortisone.
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