
Il dolore, il bruciore, accompagnato da perdite di secrezioni vaginali, tecnicamente definite leucorrea, il prurito, il dolore associato ai rapporti sessuali, il bruciore durante la minzione,sono sintomi che fanno propendere per una vaginite e che dovrebbero indurre la persona interessata a rivolgersi al medico per una visita.

Sia chiaro, la nostra epoca, di fronte al rischio di incorrere in gravi malattie neoplastiche è quella maggiormente esposta a suggestioni di fronte alla paura di un tumore alimentati da tutta una letteratura che invoca la prevenzione, l’allontanamento dei fattori di rischio, come rimedi principi per opporsi ai tumori.

Nessuna criminalizzazione dei contraccettivi orali, sia chiaro, solo una constatazione che è afferente ad uno studio scientifico e che riguarda le donne in pre-menopausa, dove si sarebbe visto che in queste persone, che utilizzano contraccettivi orali a base di estrogeni, gli episodi di cefalea si fanno più evidenti.

Che la donna in menopausa possa essere più attraente e interessante di prima non ci sono dubbi… anzi, l’attrazione ricevuta nei confronti di una persona più matura, che può anche non dare troppo peso alla minore elasticità dei tessuti, a qualche ruga in più, può essere l’anello vincente di un rinnovato interesse da parte di un uomo che intende intrattenere un rapporto affettivo con una donna.

Alzi la mano chi di fronte ad un farmaco da assumere leggendo il foglietto illustrativo interno della confezione non ha pensato di essere di fronte alla lettura di una pagina di un testo antico scritto in altra lingua incomprensibile ai più. difatti l’attuale “bugiardino” è solo comprensibile dagli addetti ai lavori e non sempre, se si parla di farmaci ultraspecialistici.

L’aumento significativo del consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre il trecento per cento dal 2000 al 2008, potrebbe non allarmarci più di tanto, se a tale crescita del consumo di farmaci associamo le diverse spiegazioni del caso.Da un lato infatti potrebbe essersi registrato un aumento pari al triplo di farmaci antidepressivi per via del disagio sociale vissuto in Italia, soprattutto in quest’ultimo periodo, visto che il dato si registra nel nostro Paese, dove la crisi economica ha fatto la sua parte.

Nella storia dell’umanità la scoperta degli antibiotici dovrà essere ricordata come una pietra miliare che ci ha sicuramente affrancato da terribili malattie delle quali un tempo il genere umano doveva confrontarsi ogni giorno. La sola idea che domani potremmo trovarci scoperti di fronte alle infezioni dovrebbe farci tutti rabbrividire.

Può l’agopuntura contrastare in qualche modo i sintomi più penosi della depressione? Può tale antica pratica affiancarsi alle cure farmacologiche utili per curare la depressione? E quando la donna depressa sia in gravidanza o vi sia entrata già depressa, può trarre giovamento dall’agopuntura?

Alzi la mano quella donna che non ricordi di aver sofferto di una qualsiasi forma di cistite nel breve periodo…. Impossibile, la donna ricorda molto bene la “sua” cistite più di quanto possa fare l’uomo e ciò per tutta una serie di motivi.

Il melanoma ben sappiamo come sia una delle peggiori neoplasie fra quelle conosciute, il motivo per cui tale tumore spaventa di più è per via dell’aggressività dovuta alla sua capacità di generare metastasi, ma presto, almeno da quando si potrà mettere in atto la scoperta dell’Istituto Superiore della Sanità, in collaborazione con l’Istituto Tumori Regina Elena e l’Istituto Dermatologico San Gallicano.

Il dubbio che attanagliava i ricercatori di tutto il mondo era quello di sapere se si potesse ascrivere quale degno di rigore scientifico la constatazione che un certo tipo di farmaci, quali ad esempio i sartani, molecole utilizzate per contrastare l’ipertensione arteriosa e l’angina pectoris, al contempo offrissero analoga risposta terapeutica nei confronti degli ateromi.

Non vogliamo assolutamente criminalizzare i decongestionanti nasali che a volte limitano e di molto i disagi di quanti, temporaneamente, soffrono di forme di rinite associate o meno a malattie infettive quali raffreddori e/o influenza, così come non vogliamo neanche entrare nel dettaglio di quelle sintomatologie su base allergica ove il decongestionante nasale, insieme ad altri presidi, diviene necessario se non addirittura indispensabile per curare il malanno.

Ha ottenuto l’autorizzazione dalla Food and Administration e dall’Emea il Finfolimod, una nuova molecola utilizzata contro la sclerosi multipla sotto forma di compresse in grado di agire a livello nervoso e di ridurre l’infiammazione causata dalla patologia, come dimostrano gli articoli pubblicati sul “The New England Journal of Medicine”.

In un tempo in cui stress e ansia pare abbiano preso il sopravvento nella nostra società abituata a bruciare tutto con quel senso di scarso appagamento per le cose che si ottengono, stupisce poco apprendere che coloro che fanno uso di ansiolitici di vario tipo sono sempre più persone di età diversa, anche giovani che, a volte, non si rendono neanche conto che ad alte dosi e per un periodo prolungato possono andare incontro a tanti problemi di salute.