Bambini e farmaci, una combinazione che deve spingere a prestare molta attenzione, se si vuole tenere in considerazione la loro salute. Troppo spesso infatti, in maniera anche irresponsabile, vengono somministrati ai più piccoli farmaci nel caso in cui essi presentino febbre, tosse e sintomi tipici del raffreddore. Eppure si deve stare attenti ai rischi.
Un gruppo di ricercatori italiani, guidati dal dottor Salvatore Minisola, dell’Università La Sapienza di Roma, ha pubblicato uno studio, sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, su una nuova pillola anti-fratture. Questa “super” pillola sarebbe a base di vitamina D, da assumere ogni 3-4 mesi. Uno studio molto importante se pensiamo alla necessità nelle persone anziane di prevenire le fratture. In più la somministrazione ogni 3-4 mesi li rende più liberi durante la terapia. Quindi una singola iniezione di vitamina D potrebbe coprire gli anziani dal rischio di fratture.
Sono stati presentati a Stoccolma, al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) conclusosi oggi, due studi scientifici in corso per valutare l’efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco anticoagulante, l’edoxaban, nel trattamento di due importanti patologie: la fibrillazione atriale e la tromboembolia venosa.
Sono stati presentati ieri al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) in corso a Stoccolma i risultati dello studio scientifico SHIFT, il più ampio studio mai condotto sullo scompenso cardiaco, la condizione per cui il cuore, in particolare il ventricolo sinistro, perde la sua normale capacità di pompare sangue in maniera adeguata per nutrire e ossigenare l’organismo.
Le droghe, si sa, sono pericolose: il loro uso determina gravi danni fisici e mentali e gradualmente causa dipendenza. Chi le assume, infatti, nel tempo non riesce più a farne a meno e, anzi, deve aumentarne le dosi per ottenere gli stessi effetti, incrementando, così, anche i danni a cui si espone, fino alle conseguenze più estreme.
Si chiama epoetina teta il nuovo farmaco disponibile anche in Italia per la cura dell’anemia renale, nei pazienti in dialisi e predialisi, e dell’anemia presente nei soggetti sottoposti a sedute di chemioterapia. Il principio attivo agisce nell’organismo “mimando” l’eritropoietina umana, l’ormone secreto dai reni per stimolare la produzione di globuli rossi.
All’annuncio di nuovi medicinali per curare questo o quel problema, ecco rinascere, spesso, le speranze di milioni di malati. Ma le novità del mercato farmaceutico sono sempre un progresso oppure nascondono a volte semplici strategie di marketing che poco hanno a cuore la salute dei consumatori?
La pillola dei cinque giorni sbarca anche negli Stati Uniti: la Fda ha dato l’ok alla commercializzazione di Ella sul mercato statunitense. Un anticoncezionale che sembra dividere le coscienze e smuovere pareri dall’alto, soprattutto in ambito religioso e, così l’Italia si divide, è perplessa e, per ora, non ne mette in calendario la distribuzione. Secondo l’azienda produttrice, non si tratta di un farmaco abortivo, ma di un contraccettivo di emergenza, da utilizzare dopo un rapporto sessuale a rischio, per evitarne le conseguenze indesiderate.
Dito puntato contro il paracetamolo, uno dei principi attivi e dei farmaci più comuni e utilizzati per tenere a bada sintomi influenzali e disturbi diffusi come la febbre, ma perché? A mettere il paracetamolo sul banco degli imputati ci hanno pensato alcuni ricercatori della Nuova Zelanda, che hanno stabilito un legame pericoloso tra la sostanza e il rischio di sviluppare l’asma e non solo.
Recentemente un team di studiosi statunitensi, con a capo il Premio Nobel per la medicina Susumu Tonegawa, biologo molecolare del Massachuttes Institute of Technology, ha identificato un gene responsabile dell’insorgere della schizofrenia. Lo studio è stato effettuato su topi opportunamente modificati geneticamente per poter contrarre la malattia. Questo importante studio, potrà portare ad una nuova classe di farmaci, che agirà a livello genetico. In futuro si potrà contrastare la malattia, ancor prima dello sviluppo dei sintomi. Per monitorare la memoria il Prof. Tonegawa, ha scoperto un metodo per bloccare, solo in una piccola parte del cervello, il gene responsabile, dell’insorgere della malattia.
Si assumono per contrastare la fragilità delle ossa e allontanare il rischio di osteoporosi, soprattutto quando l’età avanza, ma ora uno studio scientifico mette in guardia dagli integratori a base di calcio: sembra, infatti, che favoriscano la comparsa di problemi cardiaci.
I bagagli sono pronti, che le vacanze abbiano inizio, ma attenzione, fra costumi e vestitini in piena sintonia con la moda estiva, non possono mancare, in valigia, anche i medicinali, salva imprevisti e piccoli malanni o farmaci per concludere terapie in atto. Attenzione, però a conservare le confezioni dei medicinali nel modo corretto, per evitare rischi durante il viaggio. Ecco alcuni preziosi consigli dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco.
Finalmente le vacanze! La felicità di preparare le valigie, pensando al viaggio alla località di mare, o di montagna. Quando si preparano le valigie, in anticipo, si fa un elenco di tutte le cose che bisogna portarsi. Bisogna ricordarsi, che in valigia, occorre mettere anche quei medicinali, che è sempre meglio avere a disposizione, ma che speriamo di non dover mai usare. Però la prudenza non è mai troppa, quindi per non trovarci impreparati, occorre fare mente locale, e ricordarci delle medicine. Se dobbiamo andare all’estero è necessario, oltre ai medicinali, avere una ricetta fatta dal nostro medico curante, che specifica non tanto il nome commerciale del farmaco, ma il principio attivo, la quantità e la forma farmaceutica (compressa, sciroppo, capsule e altro) così che avendone bisogno nel paese estero, non ci troviamo in difficoltà.
Sembra incredibile, ma sono numerosi i casi segnalati ai centri antiveleni di intossicazioni dovute al Tantum Rosa, un prodotto per l’igiene intima femminile che, però, evidentemente molte consumatrici finiscono per ingerire. A segnalarlo era stato già qualche tempo fa l’associazione Altroconsumo, in seguito al coinvolgimento dell’Agenzia Italiana del Farmaco da parte dei Centri Antiveleni di Milano e Pavia, che avevano registrato oltre 50 casi di intossicazione legate a questa lavanda vaginale solo tra dicembre 2009 e gennaio 2010. La notizia è stata poi nuovamente ripresa oggi.