Comportamento
Agorafobia, sintomi e cure possibili

L’agorafobia si caratterizza per essere una forma di ansia che è scatenata da alcune situazioni particolari. Si tratta in genere di una paura intensa che si manifesta quando ci si trova fuori di casa. Quest’ultima diventa un vero e proprio luogo di rifugio e tutte le azioni che vengono messe in atto fuori di casa, come viaggiare in auto, in treno, in aereo, trovarsi in mezzo alla folla diventano una fonte di ansia. A scatenare la paura non sono solo i luoghi aperti, come l’etimologia della parola suggerisce, ma tutti quei luoghi lontani da casa.
Leggi l'articoloLa birra stimola l’intelligenza e la creatività

Buone, anzi, ottime notizie per i fan accaniti della birra: secondo i risultati di una sperimentazione a stelle e strisce, condotta da un team di ricercatori, di psicologi dell’Università dell’Illinois di Chigago, consumare la bevanda al malto dalle sfumature dorate stimola intelligenza e creatività. Un buon modo, ma, soprattutto, gustoso, per dare una marcia in più all’intelligenza e alla creatività, a suon di calici di saporita birra.
Leggi l'articoloSalute del cuore, 5 comportamenti da seguire per la prevenzione

La salute del cuore rappresenta un elemento fondamentale del nostro benessere generale. Non bisogna infatti dimenticare che le malattie cardiovascolari costituiscono una delle più frequenti cause di morte in tutto il mondo, specialmente nei Paesi industrializzati. Ad essere imputato è soprattutto lo stile di vita, troppo spesso caratterizzato da un’alimentazione non corretta, dalla sedentarietà e dai ritmi frenetici. Dovremmo tenere in considerazione che puntare su questi elementi significa mettere a rischio il nostro cuore e quindi la nostra salute in generale. Vediamo quali sono i comportamenti che invece dovremmo portare avanti.
Leggi l'articoloLe terapie per l’autismo: quali scegliere fra le tante

Sono diverse le terapie per l’autismo e il loro scopo è quello di migliorare la qualità della vita delle persone affette dalla patologia. Fra i differenti approcci terapeutici a disposizione dei pazienti, possiamo ricordane alcuni: la terapia cognitivo – comportamentale, la logopedia, la pet therapy, la terapia multisistemica in acqua. In ogni caso non va dimenticato che l’autismo è un disturbo che continua ad essere studiato da chi si occupa di ricerca scientifica, perché numerosi sono gli aspetti che ancora non si conoscono fino in fondo.
Leggi l'articoloLa causa della ribellione va ricercata nel cervello

Qual è la causa della ribellione? C’è chi è portato ad avere un atteggiamento ribelle in tutte le situazioni, c’è chi invece tende ad essere più consenziente. A quanto pare si tratta di un atteggiamento che trova le sue motivazioni nella struttura del cervello di ognuno di noi. In particolare il tutto sarebbe da rapportare alla quantità di materia grigia che è presente nella regione cerebrale chiamata corteccia orbitofrontale laterale. A scoprirlo sono stati dei ricercatori della New York University, della Aarhus University danese e del Wellcome Trust Centre of Neuroimaging dell’University College di Londra.
Leggi l'articoloL’ottimismo eccessivo determinato da un difetto cerebrale?

L’ottimismo eccessivo potrebbe dipendere da un difetto riscontrabile a livello cerebrale. Non si sta parlando di un ottimismo consueto, ma di un vedere sempre e comunque il bicchiere mezzo pieno, nonostante anche le difficoltà che possono presentarsi in determinate situazioni. Così almeno affermano i ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College London, che, avendo svolto uno studio specifico sull’argomento, sono giunti alla conclusione che il troppo ottimismo può essere causato da un processo non perfettamente funzionante dei lobi frontali.
Leggi l'articoloLo stress da smartphone: è questa l’ossessione dei tempi moderni

Che cos’è lo stress da smartphone? Forse qualcuno se lo sta ancora chiedendo e non sa di esserne affetto. Si tratta di un’ossessione del tutto moderna, che consiste nel controllare in maniera ripetuta e costante il proprio dispositivo tecnologico, per vedere se si riceve un messaggio, un’e-mail o un aggiornamento di stato che riguarda il proprio social network preferito. Il tutto può trasformarsi in un pericolo per la nostra salute mentale. È quanto dicono gli esperti dell’Università di Worcester, i quali hanno presentato uno specifico rapporto sull’argomento.
Leggi l'articoloRischio depressione per chi usa Facebook: i nostri amici ci sembrano più felici

La depressione può essere in agguato per chi ama Facebook e i social network in generale. La socializzazione virtuale potrebbe generare un senso di frustrazione e potrebbe abbassare il tono dell’umore, in quanto i nostri amici virtuali ci apparirebbero molto più felici di noi, almeno da quanto si può capire della loro vita mediante la condivisione in rete. Ad insistere sul concetto è stato uno studio condotto dagli esperti della Utah Valley University, che hanno coinvolto in un’indagine diversi studenti universitari.
Leggi l'articoloLa personalità degli uomini e delle donne fa la differenza

La personalità degli uomini e delle donne, che li rende differenti, non deve essere sottovalutata. Una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’Università degli Studi di Torino ha messo in evidenza che le differenze fra la personalità maschile e quella femminile sono molto più sostanziali di quanto si possa credere. Nella ricerca sono state coinvolte circa 10.000 persone, le quali, suddivise in gruppi di uomini e di donne, hanno risposto ad un test della personalità, che comprende vari tratti caratteriali rapportabili a 15 scale diverse.
Leggi l'articoloLo stress e le sue conseguenze psicologiche curate con nuove terapie

Nuove terapie potrebbero aiutare a combattere lo stress e le sue conseguenti patologie psicologiche. Negli ultimi decenni la sua diffusione è sempre più ampia, a causa di una serie di problemi e di avvenimenti legati al lavoro, alla società, agli affetti, ma anche al sesso e all’età. Tutto ciò scatena una serie di malesseri stressanti che possono scaturire in modi diversi: anche facendo insorgere delle malattie neuropsichiatriche.
Leggi l'articoloI disturbi ossessivo compulsivi si notano fin dall’infanzia

I disturbi ossessivo compulsivi rappresentano un problema difficile da affrontare, specialmente se il disturbo non è diagnosticato in tempo. Ecco perché, in termini di prevenzione, sarebbe opportuno prendere in considerazione tutti quei segnali che si manifestano fin dall’infanzia. Nello specifico si deve badare a quei rituali che costituiscono una caratteristica peculiare del disturbo ossessivo compulsivo. Compiere una determinata azione ripetutamente, come ad esempio lavarsi le mani, avere pensieri ricorrenti: tutto ciò serve a lenire una sensazione di ansia incombente.
Leggi l'articoloL’ansia determina un deficit di sensibilità di percezione

L’ansia comporta quello che potrebbe essere definito un deficit di sensibilità di percezione. Tutto ciò fa in modo che, al contrario di quanto si possa pensare, chi soffre d’ansia non sia particolarmente pauroso. L’ansia e la paura sono due emozioni differenti per vari punti di vista. Ad insistere su questo concetto sono stati gli studiosi della School of Psychological Sciences dell’Università di Tel Aviv e dell’Adler Center for Research in Child Developmental and Psychopathology. L’ansia infatti renderebbe meno sensibili nelle situazioni di pericolo vero.
Leggi l'articoloGli sbalzi d’umore dei bambini: le strategie per affrontarli

Gli sbalzi d’umore nei bambini, seguiti da quelli che agli adulti appaiono come veri e propri capricci, rappresentano spesso una fonte di frustrazione per i genitori, che non sanno come affrontarli o come gestirli al meglio. Sull’argomento arrivano spiegazioni importanti da parte di una ricerca portata avanti da James A. Green e Pamela G. Whitney, dell’Università del Connecticut, e da Michael Potegal dell’Università del Minnesota. Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che le urla e i pianti dei più piccoli seguano ritmi ben precisi.
Leggi l'articoloL’infelicità nasce anche dalla troppa riflessione

L’infelicità può derivare anche da una riflessione accentuata, che è tipica di coloro che stanno per lungo periodo di tempo a pensare prima di arrivare a prendere una decisione. Non tutti infatti sono pronti a buttarsi in una scelta, ma c’è anche chi è ossessionato dal preoccuparsi di fare la scelta giusta a tutti i costi. Eppure non sempre la molteplicità delle situazioni della vita ci permette di confrontarci in maniera univoca con le decisioni da prendere. Per alcune persone tutto ciò può diventare un problema, che ha come conseguenza l’infelicità.
Leggi l'articoloLa competitività negli uomini più evidente verso i 50 anni

La competitività negli uomini diventa una caratteristica della personalità soprattutto a partire dai 50 anni di età. È proprio questo infatti che è stato dimostrato dai ricercatori dell’Università dell’Oregon, che hanno condotto uno studio specifico sull’argomento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Psychology and aging”. La competitività ha un doppio volto, in quanto da un lato si configura come una capacità che aiuta a portare avanti azioni più intraprendenti, ma dall’altro può provocare anche frustrazione.
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