Gli antibiotici sono tra i farmaci a cui probabilmente si ricorre di più, spesso anche quando non si dovrebbe e in modo spesso inadeguato. Una situazione che, contrariamente a quanto si pensa, non favorisce la sconfitta di molte malattie perché i batteri si fanno più resistenti.

A riprova dell’importanza rivestita dalla terapia antibiotica in sede di cistite, la notizia che la medicina annette all’esigenza di trattare la cistite interstiziale, patologia cui vanno maggiormente incontro le donne, con lo stesso trattamento antibiotico è rilevata dalle ultime acquisizioni scientifiche sulla materia.

In noi spesso la sola rievocazione del nome di batteri è sufficiente per si slantentizzare antiche paure rappresentate da epidemie letali associate soprattutto al ricordo in cui in assenza di antibiotici ogni famiglia di batteri venisse in contatto con l’uomo, rappresentava, almeno potenzialmente, un pericolo mortale.
In tema di malattie sessualmente trasmesse si deve fare molta attenzione, a cominciare dal prendere le dovute precauzioni che possono proteggere da eventuali possibilità di contagio. Per quanto riguarda nello specifico la clamidia la strategia ideale sarebbe quella di controllarsi nell’immediato, invece di ricorrere ad un controllo periodico.

Ci rechiamo spesso in farmacia e, per quel poco che possono offrirci, loro malgrado, anche in parafarmacia, ma perché gli italiani si recano in massa in questi punti vendita? Per acquistare per lo più farmaci si dirà, sicuramente, ma quali farmaci da banco, ovvero, quelli dispensabili senza ricetta medica, i nostri connazionali ricercano di più?

Italiani…. brava gente, ma sicuramente anche grandi consumatori di antibiotici rispetto a tutti gli altri Stati della Comunità Europea, come dimostra uno studio di Eurobarometro che ci indica bene come i nostri connazionali abusino anche tanto di questi preziosi farmaci.

Chissà perché, ma quando si parla di allergie per lo più si pensa ai sintomi più eclatanti quali ad esempio sono gli starnuti, la rinite, le crisi d’asma e poco riferimento si fa alle congiuntiviti spesso allergiche anch’esse. Un problema che riguarda anche i bambini più piccoli che oltretutto aggravano la sintomatologia mettendo negli occhi le manine sporche dopo aver toccato ogni cosa in casa, per strada o in giardino.

Un’infezione, quella della parete gastrica per lo più dagli esiti benigni, in generale a qualunque età, ma che in qualche caso, ma quasi sempre associati a fattori esterni della persona, soggetti defedati, oppure anziani affetti da multipatologie o bambini molto piccoli, può avere conseguenze anche estreme; stiamo parlando della gastroenterite.

Di primo acchito i disordini nel mantenere una postura normale, palesatesi da perdita di equilibrio, si tendono ad associarli più a deficit neurologici, magari su base arteriosclerotica, soprattutto nell’anziano, che ad altro; eppure, in particolar modo nel soggetto giovane, il problema potrebbe essere di ben altra natura ed altrove localizzato, ovvero nel condotto uditivo.

E’ una di quelle malattie che generalmente si contraggono nell’infanzia, soprattutto in età scolare, visto che proprio l’ambiente scolastico funge da ambiente ideale per il contagio; stiamo parlando degli orecchioni, una malattia virale contagiosa. La patologia, nonostante la si definisca orecchioni, ha poco a che vedere con le orecchie, semmai ad essere interessate sono le ghiandole parotidi che per la vicinanza con l’apparato uditivo finiscono per interessare indirettamente anch’esso.

Molti degli agenti patogeni responsabili di cistiti e/o infezioni varie dell’apparato urinario, in particolar modo in quello femminile, sono causate da germi che provengono dalle feci; ne deriva che, al di là delle operazioni da porre in atto per curare la propria igiene intima, dovremo al contempo prevedere che la flora batterica intestinale sia modificata al fine di prevenire le patologie dell’apparato urogenitale.

Sembrava che l’umanità si fosse lasciata alle spalle la grave tubercolosi che nel passato ha richiesto l’apertura di reparti, quali i sanatori, che di fatto, allontanando e curando i pazienti dal tessuto sociale, in qualche modo limitava i danni della malattia evitandone la propagazione.

Ma perché in Italia il consumo di farmaci aumenta? Facile dare risposte generiche, come quelle che riportano al fenomeno la dipendenza da parte di tanti nei confronti delle sostanze farmacologiche. Non starebbe in piedi una tale teoria, visto che aumenta il consumo anche di integratori alimentari, fito-farmaci e sostanze naturali.

Siamo ancora fuori stagione, vero, visto che l’impetigine è un’infezione della pelle che privilegia i mesi caldi; ma prepariamoci a conoscere questa malattia cui vanno soggetti in particolar modo i bambini perché è sicuramente più comune di quel che sembra.