Zecche: caratteristiche del vettore patogeno

Zecche: caratteristiche del vettore patogeno

Se parliamo tanto di zecche è perché in patologia umana le malattie cagionate da questi artropodi sono molteplici, ricordiamo la febbre bottonosa del Mediterraneo, la Borelliosi di Lymne, la febbre ricorrente da zecche, la meningoencefalite da zecca, la Tularemia

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    Zecca, fasi di maturazione

    Non tutto è bello d’estate, al di là delle ferie, delle maggiori possibilità offerte dal fatto di poterci godere indimenticabili viaggi, vacanze, soggiorni di mare o in località tanto agognate d’inverno, con la bella stagione dobbiamo anche fare i conti con le malattie infettive trasmesse da insetti o altri parassiti vari, come, ad esempio, le zecche.

    Caratteristiche della zecca

    C’è chi considera, sbagliando, la zecca un insetto, ma così non è, la zecca è un artropodo aracnide che a sua volta si classifica in zecca dura e zecca molle, vi risparmiamo il nome scientifico di quest’essere. Contrariamente a quanto qualcuno è portato a credere, la zecca non è un parassita dell’uomo, le zecche “ ricorrono a noi “ solo quando non trovano di meglio dove e con che cibarsi.

    La trasmissibilità delle malattie infettive da zecca

    Affinché una zecca riesca a trasmettere una malattia infettiva occorre che la sua permanenza sull’ospite sia stata quanto più lunga possibile, ecco perché dovrà essere allontanata il più presto possibile. Da ricordare che la zecca “ si accorge “ della presenza dell’ospite su cui iniziare a banchettare a causa dell’emissioni di anidride carbonica del corpo dell’organismo dove iniziare il pasto ematico e dal calore emanato, a questo punto, una volta raggiunta la “ vittima “ designata vi si attacca per mezzo dei rostri e con l’apparato buccale di cui quest’essere è provvisto, penetra la cute e comincia a succhiarne il sangue. Nessun dolore sarà avvertito dall’ospite a seguito del morso, se così si vuol chiamarlo, in quanto la zecca quando punge la sua vittima è in grado di secernere al contempo delle sostanze anestetizzanti che rendono inavvertibile la puntura.

    Tempi di permanenza della zecca attaccata all’organismo ospite

    In genere la permanenza della zecca nell’organismo ospite non supera la settimana, ma spesso tale “ soggiorno “ non supera i due, tre giorni, trascorso tale lasso di tempo, l’animale si lascia cadere mollando la presa.

    Le zecche dure

    Il nome si deve al fatto che il maschio della zecca appartenente a questa specie è avvolto da una sorta di corazza che avvolge l’intero corpo dell’organismo, la femmina invece viene ricoperta da analoga copertura solo in parte.

    La zecca dura ha dimensioni comprese fra i cinque e i dieci millimetri di lunghezza e si sviluppa in due anni passando dallo stato di:uova,larva già completa a sei zampe,ninfa immatura a otto zampe e adulta sempre a otto zampe.


    Attenzione, in tutti gli stadi, uova a parte, la zecca ha necessità di cibarsi di sangue al fine di completare il suo sviluppo che può avvenire su uno o più ospiti, generalmente comunque non più di due. Il più delle volte il primo ospite è un roditore, pensiamo al topo, vista la diffussione di questo animale, mentre la zecca, una volta raggiunta l’età adulta privilegia mammiferi più grandi, pensiamo a bovini ed equini.

    Zecche molli

    Le zecche molli, come indica il nome della loro classificazione, non sono dotati di corazza e, generalmente, colonizzano gli uccelli, compresi i piccioni. Di norma l’attacco della zecca molle nei confronti del loro ospite avviene di giorno e non nelle buie ore serali, come avviene con la zecca dura.

    Risvolti patologici

    Se parliamo tanto di zecche è perché in patologia umana le malattie cagionate da questi artropodi sono molteplici, ricordiamo la febbre bottonosa del Mediterraneo, la Borelliosi di Lymne, la febbre ricorrente da zecche, la meningoencefalite da zecca, la Tularemia.

    Ciò giustifica l’attenzione del mondo scientifico verso questo artropodo al punto che in una prossima trattazione vedremo ognuna di queste patologie nello specifico e le eventuali misure preventive da applicarsi, così come non trascureremo di certo le terapie previste per ognuna di queste malattie trasmissibili, includendo anche delle norme di comportamento quando ci si accorge di avere addosso una o più zecche.
    Fonte: DOCTOR

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