Yoga, ottimo alleato nella riabilitazione post ictus

L’alleato migliore, quando si tratta di esercizio fisico, ma non solo, nella riabilitazione post ictus si chiama yoga, l’antica arte orientale è un toccasana per l’equilibrio

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    Yoga, toccasana contro l'ictus

    La migliore ricetta per riprendersi dopo un ictus dovrebbe avere come ingrediente principale lo yoga: è proprio l’antica disciplina orientale, fatta di movimenti precisi, sinuosi, posizioni affascinanti, respirazione e meditazione, uno degli alleati più efficaci della riabilitazione post ictus, almeno stando alle recenti evidenze di una sperimentazione a stelle e strisce.

    Combattere i postumi dell’ictus, le difficoltà motorie e non solo, tipico strascico della patologia, a colpi di yoga: sarebbe questa la formula “magica” messa a punto da un team di scienziati d’oltreoceano, dell’Indiana University – Purdue University Indianapolis, negli Stati Uniti.

    Gli esperti a stelle e strisce hanno individuato le potenzialità benefiche della tecnica orientale, un vero toccasana soprattutto per la riabilitazione delle persone anziane, per favorire il recupero della capacità motorie, migliorare l’equilibrio e ridurre il rischio cadute. La ginnastica giusta, per il corpo e la mente, i muscoli e la psiche, è quella dolce garantita dagli elementi fondamentali dello yoga, quindi.

    Tutto il “buono” dello yoga, già noto come “antidoto” allo stress, quando si tratta di riabilitazione post ictus, è emerso dallo studio statunitense, presentato nel corso del meeting dell’American College of Sports Medicine a Denver.



    Nella sperimentazione sono stati coinvolti diciannove uomini e una donna, con un’età media di 66 anni: il gruppo di persone monitorate ha seguito, per due mesi, delle sessioni di allenamento di yoga di un’ora per due volte a settimana. Un allenamento davvero perfetto, a conclusione del quale, sono emersi dati interessanti. Rispetto ai punteggi della Berg Balance Scale, che comprende la valutazione del rischio caduta e della capacità di mantenere l’equilibrio in relazione a diverse posizioni, è stato osservato un miglioramento dell’equilibrio pari al 17%.