Vitamina D: utile contro alcuni tumori

Vitamina D: utile contro alcuni tumori

La vitamina D è reperibile soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo, ma dubitiamo che per questo se ne possa fare più uso se si pensa l’orribile sapore di quest’olio, meglio reperire la vitamina altrove, ad esempio, nell’aringa, nel salmone, nella carne in generale, nel fegato, nel burro, nel latte, nei formaggi grassi ed in misura minore nelle uova

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    Parrebbe che stia vivendo una nuova primavera la Vitamina D, capace di fissare il calcio nel sangue e per questo inserita nel programma terapeutico di quei pazienti che presentano problemi di malassorbimento, indebolimento delle ossa a seguito di ipovitaminosi D, come avviene sovente alle donne in menopausa, ad esempio e non solo a loro.

    Recenti ricerche scientifiche avrebbero annesso a questa vitamina un altro ruolo importante che è quello di contrastare l’insorgenza di alcuni tumori, per’altro per nulla rari. Una notizia importante perché ci palesa come dovrebbe essere pure semplice giungere al risultato auspicato dalla ricerca scientifica se si pensa che il fabbisogno di questa vitamina è davvero molto basso. Le neoplasie che la vitamina D parrebbe possa contrastare, sono eventuali tumori al colon, seno, prostata ed ovaie.

    La vitamina D è reperibile soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo, ma dubitiamo che per questo se ne possa fare più uso se si pensa l’orribile sapore di quest’olio, meglio reperire la vitamina altrove, ad esempio, nell’aringa, nel salmone, nella carne in generale, nel fegato, nel burro, nel latte, nei formaggi grassi ed in misura minore nelle uova.


    Ma come si sa la fonte di approvvigionamento di vitamina D non è solo l’alimentazione, la vera fonte è data dall’esposizione alla luce diretta dei raggi solari con un meccanismo complesso secondo il quale tali radiazioni stimolano la produzione all’interno del nostro organismo di questa vitamina di cui è necessario che in tutte le età se ne abbiano quantità idonee.

    Occorre dire che non è per nulla il caso che il singolo individuo decida di integrare la quantità di vitamina D ricorrendo di propria iniziativa agli integratori alimentari, qualora ciò dovesse occorrere, sarà il proprio medico a stabilirlo, ciò al fine di evitare eccessi di questa sostanza nell’organismo, sicuramente per nulla benefici.

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