Vitamina D: un alleato efficace contro il Morbo di Parkinson

Il Parkinson, è una malattia del sistema nervoso centrale, che crea problemi e disagi nella vita quotidiana delle persone che ne sono affette

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    Morbo di Parkinson

    Secondo recenti studi, svolti dai ricercatori del Finland’s National Institute for Health and Welfare, e pubblicati su Archives of Neurology, bassi livelli di vitamina D potrebbero aumentare il rischio di ammalarsi del morbo di Parkinson. Le analisi effettuate dai ricercatori hanno messo in evidenza come i livelli di vitamina D abbiano un importante ruolo nello svilupparsi della malattia. Malattia temuta, anche per il fatto che non ci sono ancora cause e cure specifiche. Quali sono le caratteristiche del morbo di Parkinson? Perchè fa così paura? “Morbo di Parkinson” deriva dal nome del suo scopritore: James Parkinson; è un disturbo del sistema nervoso centrale, provocato dalla degenerazione di alcune cellule nervose (neuroni) situate in una zona profonda del cervello: la sostanza nera. Queste cellule producono la dopamina: una sostanza che ha la responsabilità di attivare un circuito che regola il movimento. La degenerazione di almeno il 50% di queste cellule causa una diminuzione della stimolazione dei recettori (stazioni di arrivo), da parte della dopamina.

    Questa malattia è, purtroppo, presente in tutto il mondo, sia negli uomini che nelle donne. Di solito i primi sintomi compaiono intorno ai 60 anni. Circa il 70% dei pazienti presenta come primissimo sintomi il tremore. Tale sintomo può coinvolgere un solo lato del corpo, e le mani più delle gambe. Si può manifestare quando si è seduti e fermi ma anche quando si è in piedi e nel momento in cui si svolge un movimento. Un secondo sintomo è la rigidità degli arti o del tronco; un terzo sintomo è la bradicinesia: lentezza e perdita nei movimenti, fatica, ritardo. Un quarto sintomo è l’instabilità posturale dovuto a problemi nell’equilibrio. Infine compaiono i sintomi demenziali, depressione, perdita dell’espressività del viso.

    Tra il 1978 e il 1980, i ricercatori del Finland’s National Institute hanno analizzato il sangue di circa 3000 persone per valutare i livelli di vitamina D nell’organismo, in seguito hanno monitorato per 30 anni i volontari per vedere se avrebbero sviluppato la malattia di Parkinson. Si è visto che i soggetti con livelli bassi di vitamina D avevano il triplo delle probabilità di sviluppare il Parkinson rispetto ai soggetti con livelli normali. Come si potrebbe risolvere il problema della vitamina D. E’ utile sapere che tale vitamina viene prodotta dall’organismo quando la pelle è esposta alla luce solare: l’esposizione al sole di viso, mani, avambracci per 5-15 minuti al giorno durante l’estate, è reputata in grado di fornire adeguati livelli di vitamina D nei soggetti con pelle chiara. Infatti la vitamina D prodotta durante in mesi estivi è sufficiente anche per il periodo invernale. Inoltre viene introdotta nell’organismo tramite alcuni cibi come: latticini, uova e alcuni pesci (aringhe e tonno). La ricerca effettuata è molto importante, è uno dei passi fondamentali per combattere la malattia. Per tutti noi è semplice, sopratutto in questo periodo, esporci al sole e mangiare certi alimenti, e senza che ce ne accorgiamo riusciamo ad aumentare i livelli di vitamina D importantissimi per contrastare la malattia.