Vista: gli occhialini per la visione in 3D non sono dannosi!

Vista: gli occhialini per la visione in 3D non sono dannosi!

Tanto rumore per nulla, gli occhialini per la visione tridimensionale di alcuni films non sarebbero pericolosi; così getta acqua sul fuoco l'illustre studioso Matteo Piovella

da in Malattie, Vista, occhiali
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    il professore piovella assolve gli occhialini

    Niente occhialini per la visione di films in 3D al cinema da parte dei minori di sei anni di età, così ha richiesto ed ottenuto la nota Associazione dei Consumatori, Adiconsum, dopo gli inconvenienti, alcuni anche seri, che si sono riscontrati in quelle Sale dove si è assistito a svenimenti, capogiri a causa di questi occhiali.

    Oltretutto, hanno sempre sostenuto all’Adiconsum, tali presidi devono essere monouso, ciò per arginare il rischio infezioni procurato dal passaggio degli occhialini da spettatore a spettatore.

    Ma è veramente tanto deleterio l’uso degli occhialini 3D. Getta acqua sul fuoco il professore Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), intervistato dal sito Dica 33, che non nasconde la sua sorpresa nei confronti della decisione del Consiglio Superiore della Sanità.

    Lo studioso intanto ricorda come la tecnologia 3D esista da quasi mezzo secolo e mai nessuna particolare controindicazione sia emersa per chi ne abbia usufruito, così come, a proposito delle infezioni trasmissibili col passaggio di un occhiale non monouso, il clinico minimizza il problema ricordando che l’optimum è proprio il monouso, ma il rischio infezioni è davvero trascurabile.

    Ma dove il professore Piovella sobbalza per la sorpresa è di fronte a chi sostiene che nei piccoli i disturbi funzionali sarebbero dovuti al mancato sviluppo, prima dei sei anni d’età, della visione binoculare; la sorpresa è legittima per il medico visto che da sempre si sa che tale visione si sviluppa nel bambino a quattro mesi di età e che la capacità di messa a fuoco di un bambino di tre anni è decuplicata rispetto al giovane.

    Ne deriva, secondo il parere dell’esperto, che il film in 3D non debba venire criminalizzato e che se problemi si sono manifestati è solo perché il bambino potrebbe avere un problema di natura oculistica e, dunque, il film potrebbe persino essere l’occasione per indagare sul disturbo visivo del bambino.

    Insomma, chi non sopporta la tecnologia 3D ha un inconveniente visivo da correggere ed è ora che provveda. Il risultato è che è giusto prevedere occhialini monouso ma, quello che deve imperare di fronte a questa nuova problematica è solo il buonsenso, cosicché, sempre secondo il parere dell’illustre clinico, “ chi avverte malessere deve sospendere la visione e riprenderla solo se il disturbo è passato. Infine potrebbe essere una buona idea ripristinare l’intervallo di almeno 15 minuti tra il primo e il secondo tempo, per dare modo alla vista di riposarsi. Escludo, però, che si debba, per eccesso di prudenza, evitare l’importante momento di aggregazione dell’andare al cinema tra genitori e figli”.
    Fonte foto: Piovella.com

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