Vista: gli occhiali 3D possono svelare difetti visivi

La Società Oftalmologica Italiana torna a ribadire la sicurezza degli occhiali 3D, considerandoli anche un vero e proprio test per valutare la presenza di eventuali difetti visivi non noti o non trattati adeguatamente: una visita oculistica di controllo può risolvere ogni dubbio

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    Occhiali 3D non sono nemici della vista

    “La visione di un film in 3D può essere considerata a tutti gli effetti come un ottimo test per la valutazione dell’efficienza visiva”: sono le parole del dottor Matteo Piovella, presidente della SOI (Società Oftalmologica Italiana). Una definitiva assoluzione, quindi, per gli occhialini 3D, scaturita da una Consensus Conference di esperti organizzata proprio sul tema della visione tridimensionale.

    Gli oculisti tornano, quindi, ancora una volta a assolvere la visione 3D dopo le già iniziali precisazioni delle scorse settimane. Anzi, gli esperti, che si riuniranno nei prossimi giorni, dal 19 all 22 maggio, per il Congresso internazionale della Società Oftalmologica Italiana, hanno anche lanciato l’idea di un “certificato di idoneità al 3D”, che si può ottenere sottoponendosi a una visita oculistica di controllo, che permetta di verificare che non siano presenti condizioni che possono dare sintomi fastidiosi con l’uso degli occhiali 3D.

    “Una persona con un difetto visivo perfettamente corretto non dovrebbe avere infatti alcuna difficoltà ad usufruire del 100% dell’effetto tridimensionale, mentre un soggetto che ha un occhio che non vede o vede molto poco non è in grado di percepire l’effetto 3D” chiarisce Piovella.

    In condizioni di vista normali, quindi non si hanno problemi ad apprezzare la visione 3D senza nausea o altri malesseri e lo stesso vale per chi ha dei difetti visivi (per esempio la miopia) adeguatamente corretti. La SOI ricorda comunque che l’uso di occhiali 3D senza gli eventuali occhiali da vista o lenti a contatto, di cui si necessita, può comportare un affaticamento oculare anche dopo pochi minuti di visione e, se si è stati operati di recente agli occhi è necessario chiedere al proprio oculista di fiducia se si può godere di un cinema in 3D.

    Certo, ci sono persone, poche però, che per particolare sensibilità possono avvertire un senso di “mal di mare” con l’uso di questi occhialini, ma gli esperti rassicurano: basta togliere gli occhiali perché il malessere scompaia.

    La SOI, quindi, conferma la sicurezza degli occhialini, anche per i bambini, anche se ricordiamo la circolare ministeriale che controindica l’uso da parte dei bimbi al di sotto dei 6 anni: “L’apparato visivo di un bimbo raggiunge la piena e completa maturazione entro i 2 anni di età, anche nei più tardivi. Presumendo che nessuno porti un bambino al di sotto dei due anni a vedere un film in 3D – sarebbe arduo tenerlo fermo sulla sedia!- il limite ai 6 anni di età è stato un – seppur comprensibile – eccesso di prudenza” commenta il presidente SOI.

    Nessun pericolo neppure di infezioni con occhiali non monouso: “Vorrei ricordare che esistono tantissime altre situazioni in cui i prodotti passano da una persona all’altra senza evidenziare alcun pericolo di trasmissione di infezioni: basti pensare alle tastiere dei pc negli aeroporti, agli schermi touch-screen o alle stesse montature di prova utilizzate dagli oculisti e dagli operatori della visione” sottolinea Piovella. Quindi, anche dove gli occhialini non sono monouso (nei cinema che usano occhiali con chip elettronici), è sufficiente ricorrere alle buone prassi igieniche: pulire l’occhiale con fazzolettini detergenti o disinfettanti, prima di indossarlo.

    Immagine tratta da: Avmagazine.it