NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Vista: determinante nell’apprendimento scolastico di vostro figlio

Vista: determinante nell’apprendimento scolastico di vostro figlio

Ma anche sul piano fisico la patologia visiva determina i suoi effetti negativi, un bambino astigmatico tende ad assumere quella postura che in qualche modo istintivamente lo aiuta a leggere meglio il contenuto del libro, una postura che vista la giovanissima età del paziente finisce per gravare sulla schiena determinando danni di diversa natura

da in Bambini, Benessere, In Evidenza, Malattie, Miopia, Vista, Astigmatismo, Occhiali
Ultimo aggiornamento:

    Miopia

    Bisogna, più o meno, fare un passo indietro nei ricordi per tornare col pensiero ai banchi di scuola, ma una cosa accomuna l’attuale, la trascorsa e la futura generazione di scolari e studenti, la poca voglia di rimettersi a studiare, fra libri, quaderni e dizionari vari, adesso, oltretutto, un nuovo spauracchio agita le menti di quanti si accingono a riprendere l’anno scolastico, il famigerato “ cinque “ in condotta, da una parte e la media del “6” per essere promossi, dall’altra!

    Esami della vista: questi sconosciuti

    Da un punto di vista medico, tuttavia, un altro denominatore comune unisce studenti e scolari “ vecchi e nuovi”, ovvero, la scarsa propensione dei loro genitori di sottoporre a visita medica oculistica i propri pargoli con la erratissima convinzione che il controllo della vista, a differenza di altre funzioni dell’organismo, non sia del tutto necessaria, a meno di problemi acquisiti o di manifeste patologie. Un grave errore, questo, che pregiudica l’integrità visiva ma che oggi ha anche degli altri risvolti, il primo, la dipendenza dell’apprendimento scolastico con una visione ottimale, con la conseguenza che un bambino che mal ci vede renderà sicuramente meno e, dall’altro, l’erronea scelta dell’attività sportiva indirizzata sulla base dell’acuità visiva dello studente o dello scolaro in genere.

    Chiarisce al meglio il concetto, Francesco Loperfido, Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Commissione Difesa Vista, il quale sostiene che, «Il bambino che per la prima volta mette piede a scuola non solo inizia il suo percorso formativo che durerà diversi anni, ma sta anche cambiando completamente il suo contesto di vita». «Per lui è quindi importante iniziare questa nuova avventura al meglio delle forze. In questo contesto un controllo della vista è fondamentale, perché spesso a una visione scorretta corrisponde anche un apprendimento scorretto».

    Svogliatezza, stress, angoscia e ansia nel bambino che non vede al meglio

    Da non sottovalutare, sempre secondo lo studioso, l’impatto negativo che una patologia visiva determina sul bambino non solo sul suo apprendimento, ma anche generando tutta una serie di scompensi di natura psicologica dettati dall’ansia e dall’angoscia di non riuscire a capire, perché di fatto non si vede bene, ciò che si spiega in classe e non è detto che il bambino, soprattutto ai primi anni di vita scolastica, sia sempre in grado di palesare agli insegnanti il suo stato, più spesso si assiste ad un ripiegamento in sé stesso del giovanissimo scolaro che finisce quasi con l’emarginarsi da solo!

    Patologie ossee dipendenti da difetti della vista

    Ma anche sul piano fisico la patologia visiva determina i suoi effetti negativi, un bambino astigmatico tende ad assumere quella postura che in qualche modo istintivamente lo aiuta a leggere meglio il contenuto del libro, una postura che vista la giovanissima età del paziente finisce per gravare sulla schiena determinando danni di diversa natura. Stessa cosa avviene con l’ipermetrope che tende a posizionare quaderni e libri in maniera errata adattando muscoli e articolazioni alle esigenze immediate che migliorino la propria visione.

    «Questi sono atteggiamenti “spia” da tenere d’occhio, perché rivelano ai genitori che c’è un problema e bisogna risolverlo», ammonisce Loperfido. Se fa fatica a vedere, sarà un bambino svogliato, disattento, che non vuole studiare e potrebbe manifestare anche cefalea, arrossamenti degli occhi, stanchezza e cercherà di usare gli occhi il meno possibile. «Un accurato controllo visivo, che rassicuri in merito alla salute oculare del bambino e ne verifichi la funzionalità, è quindi la mossa vincente per inaugurare un periodo estremamente importante per il bambino», sostiene Loperfido.

    La scarsa propensione al ricorso agli occhiali da vista nei minori

    E le diverse patologie, quasi tutte trattabili e curabili, per’altro, non sono certo un’eccezione nella popolazione scolastica infantile, basti solo pensare che una recente ricerca promossa dalla Commissione Difesa Vista (2008) emerge che 1 bambino su 3 (oltre il 33%) dei bambini da 6 a 13 anni ha almeno un difetto della vista (in ordine: astigmatismo, miopia, ipermetropia, strabismo), molte sono ancora le resistenza addotte da parte di quei genitori che ancora credono di poter sottovalutare un organo sensoriale così importante come quello relativo agli occhi. Lo dimostra infatti il dato secondo il quale degli oltre 33 bambini su cento che accusa disturbi visivi, non tutti di questi portano occhiali da vista: ben il 20% infatti non corregge il difetto, pur sapendo di averlo.

    La predisposizione familiare alle patologie oculari merita più attenzione

    Il risultato auspicato dalla Comunità Scientifica è un diverso approccio della popolazione verso i controlli della vista, una raccomandazione questa che finisce per divenire un vero e proprio imperativo se consideriamo la familiarità che esiste per certe patologie. «La familiarità del difetto visivo non è da sottovalutare e impone controlli anche se non ci sono difetti apparenti», spiega il dottor Loperfido. «In alcuni casi potrebbe evidenziarsi un difetto grave in un occhio, mentre l’altro occhio ci vede bene, in questo caso le due immagini provenienti dai due occhi non sono sovrapponibili e il bambino si appresta a una visione monoculare. La visita è davvero indispensabile. Visite regolari e tempestive, infatti, permettono di evidenziare problemi comuni e molto diffusi: oltre alla già citata miopia, anche ipermetropia, astigmatismo e strabismo o altri disturbi più gravi come la cataratta congenita.

    I controlli, con l’eventuale modifica della compensazione ottica, vanno effettuati con regolarità ogni 6-12 mesi», conclude Loperfido.

    Ed è a questo punto che diviene centrale il ruolo rivestito dagli occhiali ed in questo senso non si può certo dire che l’atteggiamento di quanti sono costretti a far utilizzare ai propri figli gli occhiali sia sempre positivo. Dall’indagine di Commissione Difesa Vista emerge infatti la percezione che i bambini tra i 6 e i 13 anni hanno degli occhiali da vista: infatti un quarto del campione (sia totale, sia tra i portatori di occhiali) risponde che “i bambini piccoli che portano gli occhiali da vista sono proprio sfortunati”. E’ quindi importante veicolare un messaggio positivo legato alla salute oculare e al conseguente uso di occhiali da vista in presenza di un difetto visivo.

    Oggi l’occhiale è uno strumento indispensabile, di correzione ma non solo. L’atteggiamento verso questo accessorio – negli ultimi anni – è cambiato, grazie anche a molti personaggi dello spettacolo e della TV – e per i più piccoli anche molti personaggi dei cartoni animati – che indossano con orgoglio gli occhiali, liberandoli dal loro ruolo di semplice oggetto correttivo e trasformandoli in elementi fashion, fondamentali per il loro look. Oggi le aziende dell’occhialeria vengono incontro anche alle esigenze dei giovani proponendo loro modelli sempre più trendy e in materiali leggerissimi, facili e belli da indossare, con un buon rapporto qualità prezzo.

    I fattori che partecipano al peggioramento della vista nei minori e non

    Nella Società in cui viviamo inoltre, esistono fattori che finiscono con l’aggravare una eventuale patologia visiva o che svolgono la loro azione negativa lenta ma inesorabile sulla vista; è un problema questo che riguarda certamente gli studenti più grandi e sono per lo più rappresentati dall’uso intenso di computer, molte ore continuative sui libri e fattori ambientali come lo studio in ambienti male illuminati. Tutti elementi negativi che possono essere “contenuti” grazie a precise regole di comportamento e norme di sicurezza:

    • ottimizzare la luminosità dello schermo in base alla luce presente nell’ambiente
    • una pausa di 15 minuti ogni 2 ore trascorse davanti al computer
    • adottare un’adeguata illuminazione sia come quantità che come qualità. La posizione della luce nella stanza di studio non deve riflettere su oggetti o su pareti, la giusta situazione di illuminazione si ha quando l’oggetto illuminato ha un costante contrasto. Bisogna evitare anche la luce diretta sugli occhi sia che provenga dalla finestra che da una fonte di illuminazione artificiale.

    Difetti visivi e sport
    Un accenno importante merita anche la scelta dello sport da far praticare ai propri figli. «I bambini molto miopi possono subire dei traumi più seri alla retina fino a comportare lesioni che, non valutate, inducono a danni seri quali anche la caduta della retina», spiega il dottor Loperfido. «Una disciplina non vale l’altra e soprattutto non espone agli stessi rischi. Lo sport deve essere scelto in relazione al difetto visivo. Per i miopi gravi sono quindi sconsigliate tutte quelle attività che possono includere scontri violenti o cadute». Dunque a ciascuno il suo sport e anche per chi porta gli occhiali è importante praticare un’attività sportiva che lo faccia crescere forte e sano! Insomma se si vogliono fare arrivare i nostri piccoli campioni alle Olimpiadi in piena salute basta optare per lo sport più adatto!
    Fonte:Fast-Com – Ufficio stampa CDV

    1551

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BambiniBenessereIn EvidenzaMalattieMiopiaVistaAstigmatismoOcchiali
    PIÙ POPOLARI