Violenza contro l’uomo: figlia delle separazioni

Violenza contro l’uomo: figlia delle separazioni

Sono sempre di piu' le coppie che, dopo la separazione, non riescono a avere un rapporto alla pari: il maschio, disorientato di fronte alla realta' moderna, con donne emancipate e agressive, e' sempre meno in grado di controllare la situazione, e emrge che ne esce via via sempre piu' come la vittima del contemporaneo

da in News Salute, Primo Piano, Psicologia
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    Divorzio

    Puo’ essere chiamata violenza domestica verso l’uomo, mobbing maschile, discriminazione verso il maschio, ha una serie infinita di definizioni e di sfumature, chiamatela come volete, ma non si puo’ non notarla, visto che e’ uno dei pochi frutti “nuovi” della moderna interpretazione del concetto di famiglia.

    Si va sempre piu’ diffondendo, nella societa’ moderna, rispetto allo specchio inverso del passato, l’abitudine di mobbizzare e di escludere dalla vita familiare il maschio, che da qualche tempo a questa parte, specie nei casi di separazioni con figli, e’ la vittima tra i due componenti la coppia.

    La violenza sull’uomo e’ spesso taciuta per una forma di vergogna: e’ strano che sia una donna ad avere la meglio sul compagno, in fatto di soppruso, come del resto a volte sono piu’ le situazioni: la famiglia di lei, le circostanze, la societa’, a seminare odio e rancore verso il maschio della coppia separata.

    Il traguardo della parita’ dei sessi ha portato con se’ anche questa dinamica, la donna forte non ha paura di essere sola, il maschio disorientato non riesce a mantenere la situazione in equilibrio, per questo le liti si accentuano e spesso a pagarne il prezzo e’ il maschio incapace di adeguarsi ai tempi.

    La violenza al femminile e’ diversa dalla violenza al maschile: meno istintiva e piu’ ragionata e’ una violenza fatta di piccole azioni logoranti e di vendette insulse, che pero’ alla fine portano alla rottura dell’equilibrio psicologico dell’uomo. La donna arrabbiata fa della vendetta la sua ragione di vita, e questo ai figli, certo bene non fa per farne degli adulti perbene.

    Il maschio? Lentamente perde il suo ruolo di uomo, di padre, di componente sociale attivo e diventa “l’uomo nero” che deve andare via e allontanarsi dal nucleo familiare.

    Ma le cose stanno sempre cosi? A giudicare dall’alto numero dei maschi che si suicidano per separazione pare che le vittime non siano sempre le donne, nei casi di cui sopra, ma anche gli uomini.

    I figli dei separati, quando affidati solo alla mamma, perdono il rapporto d’amore col padre, che oltre a perderne l’affetto ne perde anche il filo diretto che permette di dare al bimbo una immagine obiettiva, che rispetti lui e lei, di quello che sono stati i due genitori.

    Con meno soldi, senza la prole e con tutte le difficolta’ del caso, piu’ spesso l’uomo separato e’ la vittima: la nuova vittima della societa’ moderna. La sfida e’ grossa: riusciranno le donne a portare l’equilibrio anche in queste situazioni per dimostrare che la parita’ dei sessi e’ un bene effettivo anche nelle difficolta’?

    Foto d: www.carloneworld.it

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