Videogiochi: rischio depressione

Videogiochi: rischio depressione

Giocare alla consolle o in internet per troppo tempo ha delle conseguenze imprevedibili: se fino a poco tempo fa si tendeva a considerare il pericolo obesità per i bambini, si scopre ora che il problema riguarda anche gli adulti e matura, per le persone mature, anche in depressione

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    Consolle

    Consolle e giochi interattivi, non si finisce mai di capire l’effetto reale che possono avere sulle persone. Prima di tutto vediamo il perché non è facile descrivere la situazione: ogni giocatore decide come giocare, per quanto tempo e con quale concentrazione, a seconda di questi dati reali ed effettivi si sviluppa un diverso percorso reattivo, che avrà dei riscontri in ogni caso differenti.

    Secondo poi, ogni persona, di fronte a una azione, predispone se stesso a seconda del proprio carattere e della sua stessa indole personale, il che molto determina la conseguenza del gioco e dell’impegno nel giocare.

    Ma ci sono alcuni dati, che sono effettivi, dimostrati da studi scientifici accreditati, che danno delle descrizioni da cui si trae una linea guida, una reale situazione, che di fatto per certi argomenti, potrebbe essere piuttosto dura da assimilare, ma altrettanto importante, per non incappare nella sindrome da videogioco.

    Uno studio scientifico dimostra che i videogame sono effettivamente nocivi per la salute, non solo per i bambini piccoli e per gli adolescenti, ma anche per gli adulti, lo studio è stato condotto da psicologi dei centri per il controllo e la prevenzione dei disturbi psicologici della Emory e della Andrews University.

    La ricerca è stata pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, dove si descrive con precisione che cosa accade a chi passa troppo tempo davanti allo schermo: il pericolo primo di chi troppo tempo passa giocando è di maturare una predisposizione alla depressione, il secondo problema riguarda invece l’obesità.

    La ricerca è stata condotta osservando 500 persone di età superiore ai 19 anni, americani, estratti fra giocatori appassionati e persone che giocano saltuariamente. Nell’osservazione sono stati considerati anche i giocatori che usano internet per svagarsi.

    Le immagini sono tratte dal portale Gizmodo.it

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