Verme solitario: sintomi, cause e rimedi

Verme solitario: sintomi, cause e rimedi
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Ultimo aggiornamento: Domenica 10/04/2016 08:20

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    Verme solitario: quali sono i sintomi, le cause e i rimedi? Chiamato anche tenia, si tratta di un verme piatto parassita, che riesce a vivere nell’intestino umano. La sua lunghezza in genere varia dai 5 ai 10 metri. Ha un’intensa capacità riproduttiva e in questo modo riesce a far fronte alla grande perdita di segmenti che vengono espulsi con le feci. Non è dotato di apparato digerente, infatti assorbe direttamente le sostanze nutritive presenti nell’intestino dell’ospite. Il verme solitario può scatenare reazioni infiammatorie, ma solo in casi gravi si arriva a situazioni di ostruzione intestinale o di perforazione.


    I sintomi provocati dall’infezione da verme solitario sono rappresentati da una perdita dell’appetito, da diarrea o stitichezza, dal mal di stomaco, da un dimagrimento generalizzato e da episodi di nausea e vomito. Se si effettuano gli esami del sangue, è possibile rintracciare anche un’eosinofilia moderata. Si avrà quindi la presenza nell’organismo di una quantità non elevata di eosinofili, cellule che fanno parte dei globuli bianchi.


    Durante la defecazione una persona che ha nel suo intestino una tenia elimina insieme alle feci anche le uova o i segmenti del parassita, che possono depositarsi sulle erbe e sulle piante. Alcuni animali che si nutrono dei vegetali vengono infettati dalle larve, che si inseriscono nei loro muscoli. La trasmissione della tenia avviene, quindi, attraverso il consumo di carne non ben cotta ricavata dall’esemplare infetto. La tenia è molto longeva e, se non si interviene attraverso un’adeguata terapia, può vivere anche fino a 25 anni. I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno e sono in grado di produrre 10 segmenti nuovi, che possono rilasciare fino a un milione di uova. Queste ultime possono essere presenti anche nei campi irrigati o fertilizzati con i liquami.


    I rimedi contro il verme solitario si avvalgono soprattutto dell’uso di un farmaco a base di niclosamide. Si tratta di una sostanza che non viene assorbita dall’intestino umano, che entra in contatto con i segmenti della tenia e li uccide, determinando l’espulsione del parassita. C’è anche un’altra sostanza, derivata dalla sintesi dell’isochinolina-pirazina, che può essere utilizzata contro il parassita. Però essa non è efficace sempre, visto che la tenia può anche non venir eliminata del tutto, determinando la rigenerazione di un nuovo parassita. Se si usa quest’ultimo farmaco, il paziente deve rimanere sotto osservazione per alcuni mesi. Questi medicinali spesso vengono somministrati in associazione a dei lassativi, per favorire l’eliminazione del verme solitario e delle uova. Se non si rivelano sufficienti, si deve ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.

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