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Vasectomia: come funziona, quando e dove farla

Vasectomia: come funziona, quando e dove farla

L'intervento chirurgico che rende l'uomo sterile chiamata anche sterilizzazione contraccettiva

da in Contraccezione, Fertilità, Pazienti.it: l'esperto risponde
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    Vasectomia

    Per tutti gli uomini (e le donne) che stanno pensando a una vasectomia, ecco un interessante approfondimento sulla “sterilizzazione dell’uomo”. Ce ne parla il dr. Carmine Di Palma, specialista in Andrologia.

    La vasectomia, definita anche “sterilizzazione maschile” e/o “contraccezione chirurgica maschile“, è un metodo sicuro di controllo delle nascite per gli uomini che non desiderano più avere figli.

    La si attua tramite una puntura/incisione sullo scroto, attraverso cui il chirurgo interrompe la continuità dei condotti (vasi deferenti) che trasportano gli spermatozoi dal testicolo alle vescicole seminali. Il liquido seminale è eiaculato normalmente ma è privo di spermatozoi e pertanto non può fecondare.

    Numerose sono le tecniche di vasectomia attuate e proposte nel corso degli ultimi 50 anni. Attualmente, va affermandosi sempre di più la “No Scalpel Vasectomy” (NSV, vasectomia senza bisturi). Si tratta di una tecnica di semplice esecuzione, che presenta numerosi vantaggi come la minore invasività, l’assenza di un’incisione scrotale cruenta, la velocità di esecuzione e la rarissima incidenza di complicanze.

    Bisogna precisare che l’uomo non diventa sterile immediatamente dopo l’intervento: dopo l’operazione, restano sempre alcuni spermatozoi attivi nel liquido seminale: il risultato definitivo si ottiene dopo circa 90 giorni e deve essere confermato da almeno 3 spermiogrammi consecutivi, suggeriti a 16 settimane e 24 eiaculazioni dall’intervento. Durante questo lasso di tempo il paziente e la partner dovranno adottare metodi contraccettivi ausiliari.

    Esiste una remota possibilità che l’operazione fallisca (meno dell’1 %) e che quindi la partner del paziente possa rimanere incinta dopo il normale periodo di tre mesi, che si considera a rischio. Ciò accade se i dotti non vengono bloccati completamente durante l’intervento o, in casi ancor più rari, se le estremità tagliate del dotto si uniscono da sole, o un’apertura si allarga in modo tale da far passare lo sperma.

    Se dallo spermiogramma risulta una presenza di spermatozoi vitali a sei mesi dall’intervento, quest’ultimo si considera non riuscito.

    La vasectomia è una metodica di contraccezione che deve essere considerata “definitiva”, anche se entro un periodo di tempo di circa 5 anni è possibile ricongiungere chirurgicamente i due monconi del vaso deferente oppure prelevare direttamente dal testicolo spermatozoi da utilizzare per la fecondazione assistita.

    È stato osservato che circa il 10% dei soggetti sottoposto a vasectomia, per cause diverse, a distanza di tempo, decide di tornare indietro, richiedendo la ricanalizzazione dei deferenti per ripristinare la propria fertilità. In questo caso è necessario sottoporsi a un intervento di microchirurgia: la vaso-vasostomia. Esso consente di ricongiungere i due capi del deferente e dopo 30-40 giorni si assiste alla comparsa di spermatozoi nel liquido seminale con il ripristino spesso completo della fertilità.

    La vasectomia è indicata per l’attuazione della contraccezione da parte di coppie che abbiano un numero di figli ritenuto adeguato per le quali non sia possibile o risulti disagevole il ricorso ad altre forme di contraccezione come la pillola, la spirale o il profilattico. Lo specialista di riferimento è il chirurgo urologo e/o andrologo.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:
    Dr. Carmine Di Palma
    Specialista in Andrologia

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