Vaccino morbillo: quando farlo nei bambini e negli adulti

Il morbillo è una malattia dell’infanzia causata da un virus che si trasmette per via aerea, da persona a persona. Il vaccino per prevenire la malattia esiste e ad oggi è ritenuto obbligatorio per iscrivere i bambini all'asilo nido e alla materna. Anche gli adulti possono sottoporsi al vaccino, ma è importante conoscere i possibili effetti collaterali.

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    Quando è necessario fare il vaccino del morbillo a bambini e adulti? Solitamente il vaccino per il morbillo viene somministrato ai più piccoli, nell’età compresa tra i 12 e i 15 mesi. Tuttavia, è possibile vaccinare anche adolescenti e adulti se necessario, ovvero quando ancora non hanno contratto l’infezione. Tale malattia esantematica è molto contagiosa: il contagio, infatti, avviene nel 98% dei casi per via aerea, e può essere causa di diverse problematiche più o meno gravi. Pertanto, è bene conoscere quando è necessario sottoporsi al vaccino per il morbillo.

    Cos’è il morbillo e come si manifesta

    Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus. È molto contagiosa e colpisce soprattutto i bambini, ma non risparmia adolescenti e adulti. Oltre la metà dei casi italiani, infatti, si verifica nella fascia di età tra i 15 e i 39 anni. È diffuso in tutto il mondo, ma in Italia il morbillo colpisce maggiormente tra la fine dell’inverno e la primavera. Si trasmette per via aerea attraverso tosse, starnuti e secrezioni nasali. Il virus così liberato può rimanere attivo e contagioso, nell’aria o sulle superfici infettate, anche per le due ore consecutive. Il periodo di incubazione dura 10-12 giorni, e il decorso della malattia è tra i 10 e i 20 giorni. Una volta contratto, si diventa immuni contro il morbillo, teoricamente per tutta la vita.

    Il principale sintomo del morbillo è l’eruzione cutanea simile a quella di malattie come rosolia e scarlattina. Inoltre, possono comparire anche febbre alta e raffreddore.

    Come funziona il vaccino del morbillo

    Il vaccino contro il morbillo è una miscela di virus vivi attenuati, cioè contiene il microrganismo in forma tale da far sviluppare la risposta immunitaria ma non da produrre la malattia. Viene somministrato tramite iniezione insieme a quello per rosolia e parotite: per questo motivo si chiama vaccino trivalente. Fino a poco tempo fa non era obbligatorio vaccinarsi contro il morbillo, ma una legge recente ha immesso l’obbligo per l’ammissione alle scuole inferiori.

    Quando vaccinarsi

    La prima dose di vaccino per il morbillo viene in genere somministrata ai bambini tra i 12 e i 15 mesi di vita, e dopo circa 4 settimane si prosegue con un’ulteriore somministrazione. Il vaccino verrà eseguito per via intramuscolare o sottocutanea e l’immunità garantita è del 95-98% per il resto della vita. Tuttavia, gli esperti consigliano un secondo richiamo del vaccino tra i 6 e i 12 anni per evitare una diminuzione dell’immunità dal morbillo. Per coloro che non hanno avuto la malattia da piccoli, esiste il vaccino del morbillo per adulti, somministrabile in due dosi a distanza di almeno quattro settimane l’una dall’altra.

    Tuttavia, non tutti possono essere vaccinati dal morbillo. Tra questi ci sono:

    • i bambini con allergia grave a uno dei componenti del vaccino
    • le donne in gravidanza o in cerca di un figlio
    • le persone con alterazioni gravi del sistema immunitario o in terapia antitumorale o con immunosoppressori (per esempio cortisone)
    • le persone con una malattia acuta grave o moderata

    Effetti collaterali

    Otto bambini su dieci non hanno alcun effetto collaterale dalla vaccinazione, tuttavia, come accade per tutti i farmaci, anche il vaccino per il morbillo può manifestare degli effetti collaterali. In genere, manifestazioni più o meno gravi possono comparire tra i 5 e i 12 giorni dopo, nella fase in cui il virus attenuato si replica nell’organismo. I sintomi più comuni sono in genere:

    • rossore
    • prurito
    • gonfiore nella zona dell’iniezione
    • febbre e tosse
    • bolle e puntini rossi
    • ingrossamento dei linfonodi della gola e del collo

    In circa un caso su 3 mila, quindi raramente, sono stati osservati effetti collaterali più gravi, che si manifestano in un lasso di tempo non ben definito:

    • febbre associata a convulsioni
    • piastrinopenia, ovvero un’alterazione della coagulazione del sangue che può causare emorragie
    • shock anafilattico
    • infiammazioni delle articolazioni
    • allergie