Vaccino esavalente: composizione, quando si fa, rischi ed effetti collaterali

Vaccino esavalente: composizione, quando si fa, rischi ed effetti collaterali

Vediamo qual è la composizione del vaccino esavalente, quando si fa e quali sono i rischi e gli eventuali effetti collaterali

da in Vaccini

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    Vaccino esavalente: qual è la composizione? Quando si fa? Quali sono i rischi e gli effetti collaterali? Vediamo di saperne di più su questo tipo di vaccinazione che viene fatta per proteggere i bambini da 6 malattie: la difterite, l’epatite B, le infezioni da Haemophilus Influenzae tipo B, la pertosse, la poliomielite, il tetano. Tutti i bambini dovrebbero essere vaccinati contro queste malattie nel primo anno di vita. Di solito sono necessarie 3 dosi del vaccino esavalente, per avere la migliore protezione possibile. La protezione è molto lunga nel tempo e può durare anche tutta la vita. Gli effetti collaterali in genere non sono molto gravi e le reazioni allergiche importanti sono molto rare.

    Il vaccino esavalente è composto da: tossoide difterico, antigene di superficie ricombinante del virus dell’epatite B, polisaccaride dell’Haemophilus Influenzae tipo B, antigeni della pertosse, virus inattivati della poliomielite tipo 1, 2 e 3, tossoide tetanico. Il vaccino inoltre contiene lattosio anidro, sodio cloruro e medium 199, che comprende aminoacidi, sali minerali e vitamine. Può contenere tracce di neomicina o polimixina B, che servono per la sterilizzazione.

    Il vaccino esavalente andrebbe somministrato a tutti i bambini nel primo anno di vita. La vaccinazione dovrebbe iniziare a 2 mesi, per la prima dose, per poi proseguire con altre 2 dosi al quinto e al dodicesimo mese di età. Può essere effettuato anche in contemporanea con altri vaccini.

    Per l’epatite B e HIB non sono necessarie altre dosi, affinché la protezione rimanga elevata nel tempo. Per la difterite, il tetano, la pertosse e la poliomielite è previsto un richiamo a 6 anni e poi di nuovo per la difterite, per il tetano e per la pertosse un altro richiamo a 14 anni.

    Dopo la vaccinazione, nel giro di qualche ora, il bambino potrebbe manifestare gonfiore, arrossamento e sensazione dolorosa nella zona in cui è stata fatta l’iniezione. Soltanto in rari casi il gonfiore si estende, fino a comprendere anche l’arto. Le reazioni locali durano in genere circa 2 giorni, con un dolore modesto. Inoltre il piccolo può manifestare la febbre nelle 48 ore successive alla vaccinazione. Il vaccino può causare anche la diminuzione dell’appetito e atteggiamenti come irritabilità, sonnolenza, agitazione o pianto. Sono state riportate in maniera estremamente rara le reazioni allergiche gravi. E’ stato calcolato che dopo la vaccinazione in meno dell’1% dei casi nella zona in cui è stata praticata l’iniezione può comparire un piccolo nodulo che di solito non fa male.

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