Vaccino epatite B: costo, durata, perché farlo e controindicazioni

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    Vaccino per l’epatite B: vediamo il costo, la durata, perché farlo e quali sono le controindicazioni. Il virus di questa malattia si trasmette tramite il sangue e i liquidi biologici. Il contagio può avvenire per via sessuale e anche dalla madre infetta al figlio durante il parto. L’infezione colpisce in particolare il fegato, con sintomi che variano e che possono comprendere l’affaticamento, la nausea, la perdita di appetito, il dolore alle articolazioni ed eruzioni cutanee. Gli ultimi dati indicano che la frequenza dell’epatite B acuta in Italia sia ridotta negli ultimi 10 anni. Tuttavia in Asia e in Europa orientale la patologia è endemica. Il vaccino permette di difendersi dall’epatite.

    Il costo e la durata

    Il vaccino contro l’epatite B ha un costo che varia a seconda delle regioni. Per esempio per gli adulti in Liguria il prezzo è di circa 13 euro, mentre in Lombardia è di 20,55 euro. E’ efficace al 95%. La durata della protezione è molto lunga e, secondo quanto hanno dimostrato i dati a disposizione nell’uso di questo vaccino da quasi 20 anni, la protezione dovrebbe durare verosimilmente per tutta la vita, anche se su questo punto non si può avere la certezza.

    Le dosi

    Nei bambini vengono somministrate 3 dosi di vaccino, al terzo, quinto e undicesimo mese di vita. Nei neonati, la cui madre è affetta dalla malattia, si somministrano 4 dosi, alla nascita, al primo, secondo e undicesimo mese di vita. Inoltre, insieme alla prima dose di vaccino, vengono somministrate ai neonati anche le immunoglobuline. Negli adolescenti e negli adulti vengono somministrate 3 dosi: la seconda e la terza rispettivamente dopo uno e 6 mesi.

    Perché farlo

    E’ importante sottoporsi al vaccino contro l’epatite B, per evitare di incorrere nei sintomi e nelle complicanze della malattia. Quest’ultima si manifesta in 3 forme. La prima è l’epatite acuta, che in certi casi è asintomatica e spesso si presenta con malessere, febbre, nausea e vomito. L’epatite fulminante, invece, ha un’evoluzione molto rapida e al 90% richiede un trapianto di fegato. L’epatite cronica comporta un’insufficienza epatica che diventa sempre più grave nel tempo. Il fegato può essere soggetto a necrosi, fino ad arrivare alla cirrosi epatica e all’insufficienza funzionale. L’infezione cronica comporta anche un elevato rischio di tumore al fegato.

    Chi dovrebbe essere vaccinato

    Dovrebbero sottoporsi al vaccino contro l’epatite B i neonati nati da madre portatrice del virus subito dopo la nascita, tutti i bambini nel primo anno di vita. Inoltre il vaccino è essenziale per tutte le persone a rischio, come gli operatori sanitari, le persone conviventi con portatori cronici del virus e gli operatori di pubblica sicurezza.

    Le controindicazioni

    La maggior parte delle persone, alle quali viene somministrato il vaccino dell’epatite B, non presenta effetti collaterali. Si possono verificare reazioni lievi, come, per esempio, la manifestazione della febbre. Soltanto nel 20% dei casi si verificano reazioni locali, che comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto in cui viene eseguita l’iniezione. Queste reazioni compaiono entro 48 ore dalla vaccinazione e possono durare fino ad un massimo di 2 giorni.

    Soltanto in casi rari (uno ogni 10.000) si possono avere reazioni più significative, come convulsioni legate alla febbre alta. In un caso su ogni milione di vaccinati si possono avere reazioni allergiche con gonfiore della bocca, difficoltà nella respirazione, pressione bassa e shock anafilattico. Non dovrebbero essere vaccinate le persone che hanno avuto evidenti reazioni allergiche a precedenti dosi o a componenti del vaccino. Inoltre i pazienti che sono affetti da qualsiasi malattia, prima di decidere di sottoporsi alla vaccinazione, dovrebbero consultare il medico.