Vaccino antinfluenzale 2015-2016: benefici, controindicazioni ed effetti collaterali

Vaccino antinfluenzale 2015-2016: benefici, controindicazioni ed effetti collaterali
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    Vaccino antinfluenzale 2015-2016: quali sono i benefici, le controindicazioni e gli effetti collaterali? Siamo vicini all’epidemia dell’influenza stagionale, che, come ogni anno, interesserà molti italiani. Proprio per questo il Ministero della Salute ha già emanato le linee guida per la campagna vaccinale, che ha come obiettivo la prevenzione dei rischi di contrarre la malattia. La prevenzione è importante e va attuata, da un lato, rispettando le buone norme di igiene, dall’altro, attraverso la somministrazione del vaccino. Quest’anno il vaccino antinfluenzale conterrà una variante del sottotipo H3N2 e una nuova variante di tipo B.

    Una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente ad evitare il rischio di ammalarsi nei soggetti di tutte le età, escludendo, però, l’età infantile. Per i bambini al di sotto dei 9 anni, che non sono stati mai vaccinati in precedenza, è raccomandabile la somministrazione di due dosi di vaccino stagionale, che devono essere inoculate a distanza di almeno quattro settimane. Il vaccino antinfluenzale deve essere somministrato per via intramuscolare e, per i soggetti dai due anni in poi, è raccomandata l’inoculazione nel muscolo deltoide. Nei bambini fino a due anni la sede da sfruttare è la faccia antero-laterale della coscia.

    Il vaccino antinfluenzale è l’arma più efficace per combattere il rischio di ammalarsi di influenza. Dovrebbe essere effettuato dai soggetti più a rischio, come i bambini, gli anziani, coloro che sono affetti da patologie croniche, come il diabete, le malattie metaboliche, quelle cardiovascolari, e chi presenta problemi che interessano l’apparato respiratorio. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, il vaccino antinfluenzale è ottimo anche per evitare le complicazioni della malattia, soprattutto le sovrainfezioni batteriche. La protezione della vaccinazione è stimata intorno al 70-90%. Il vaccino contro l’influenza contribuisce a ridurre la diffusione dell’infezione e il tasso di ospedalizzazione.

    E’ il medico di fiducia che deve esaminare con attenzione le eventuali controindicazioni relative al vaccino antinfluenzale. Per esempio, esso non dovrebbe essere somministrato alle persone che manifestano una certa ipersensibilità alle proteine dell’uovo.

    Inoltre la somministrazione è sconsigliata nel caso in cui il soggetto abbia la febbre. Per il vaccino antinfluenzale in gravidanza e nel periodo dell’allattamento non ci sono specifiche controindicazioni. Dovrebbero essere esclusi anche i soggetti che hanno manifestato una reazione allergica grave a un componente del vaccino.

    Gli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale comprendono le reazioni locali, che coinvolgono il punto in cui è stata effettuata l’iniezione per la somministrazione della dose. Il soggetto può presentare rossore e gonfiore, ma sono reazioni di breve durata. Inoltre può essere interessato da dolori articolari e muscolari. Altri effetti possono essere febbre, malessere, stanchezza, nevralgia, agitazione, sudorazione. Si possono manifestare delle reazioni gastrointestinali, come, ad esempio, il vomito. Soltanto in casi rari si possono avere reazioni avverse gravi, come quelle neurologiche.

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