Vacanze: quali precauzioni osservare e come intervenire nelle emergenze

Poche precauzioni ma puntuali, renderanno la vacanza un'esperienza unica ed indimenticabile; purchè non si abbassi mai la guardia sulle proprie possibilità e sui rischi che, purtroppo anche in vacanza, non ci abbandonano mai!

da , il

    Vacanza

    Che bella invenzione le vacanze ed i loro inventori, poter staccare per qualche settimana dalla routine quotidiana è proprio quello che ci vuole per ritemprarsi e riportare, dopo un accurato rimessaggio, l’organismo in grado di riprendere ad operare a pieno regime. Ma c’è un “ma”, il solito e onnipresente ma, andare in vacanza, fa sempre bene e possiamo permetterci di abbassare la guardia su eventuali imprudenze con la scusa che, tanto, siamo solo in vacanza, o la guardia non andrà mai abbassata?

    Adattamento, innanzitutto

    La prima regola che sia i vacanzieri che possono permettersi appena qualche giorno e quelli che, invece, possono gustarsi la vacanza lunga dovranno osservare, una volta raggiunta la località prescelta, che sia di mare, di monti o di collina poco importa, è quella di abituare l’organismo al cambiamento climatico, di abitudini e ritmi di vita.

    Il fatto di essere lontani dagli impegni soliti di lavoro, non significa poter sottoporre l’organismo ad uno stress eccessivo con la scusa della vacanza, ciò significherà, soprattutto i primissimi giorni, evitare l’esposizione per lungo tempo all’aria aperta nelle ore più calde. Il rischio cui si incorre sovente è il famigerato colpo di calore, un rischio tutt’altro che banale, visto che, in determinate circostanze ed in soggetti già piegati ad esempio da malattie acute o croniche oppure bambini e anziani in particolar modo, può mettere a repentaglio la stessa vita. Per prima cosa, dunque, andrà adattato l’organismo ad un avvicinamento ed ambientamento graduale ad abitudini di vita molto diverse da quelle condotte presso la propria residenza, dunque, vanno bene le passeggiate ma senza sottoporre il fisico a incredibili tour de force.

    Coprirsi può far bene

    Inoltre ed in questo caso poco importa se si è abituati o meno alla vita all’aria aperta, bisogna coprire la testa dall’azione del sole, oltre alla necessità, improcrastinabile, di reidratare l’organismo con bevande, chiaramente, mai alcoliche, ancor meglio se addizionate con sali minerali che di norma si perdono col caldo e col sudore, potassio in particolar modo. E’ ovvio che parliamo di regole generali, per quei soggetti in cui l’apporto di potassio è sconsigliato, anziani cardiopatici, nefropatici, per citare solo alcuni, ogni azione andrà concordata col proprio medico di famiglia, persino la località ove andare in vacanza.

    Proteggersi

    Il sole fa bene, ma nella giusta misura ed in maniera moderata. Senza andare a pensare al rischio di tumori alla pelle causati dai raggi solari, perché si aprirebbe una trattazione troppo estesa che esula dalle norme generali da osservarsi in vacanza, c’è da ricordare che il sole fa bene, basti pensare la naturale difesa antibatterica dei raggi solari, alla sintesi della vitamina D etc; ma anche in questo caso, il “sale in zucca” non dovrà mai mancare.

    L’esposizione alla luce diretta dei raggi solari andrà fatta possibilmente non nelle ore più calde della giornata, da mezzogiorno alle tre, ad esempio e comunque mai senza protezione alla pelle. Il fatto di cospargersi di creme e pomate, pero’, non dovrà far scordare che non esiste nessun prodotto in grado di proteggerci dai raggi del sole in maniera totale, finalmente di questo si è accorta anche la Commissione Europea. Così come, anche gli indumenti proteggono dal sole, ma fino ad un certo punto e lo stesso ombrellone esercita una protezione che non va mai oltre il 50% della quota di raggi emessa dal nostro astro in cielo.

    Inoltre, mai illudersi che un cielo nuvoloso d’estate scongiuri da qualche scottatura, non è assolutamente vero, anche i raggi che non vediamo ustionano eccome. Poi c’è un’altra precauzione da osservare, il colpo di calore può essere in agguato anche in presenza delle precauzioni adottate, ciò in quanto il soggetto che ne viene colpito può essere, magari inconsapevolmente, più esposto costituzionalmente o in una determinata fase della propria vita ai cambiamenti climatici magari tollerati bene dal resto della comitiva con la quale ci si accompagna al mare o all’aperto.

    Ai primi sintomi: consultare il medico

    Ciò significa che gli altri dovranno farsi carico al primo manifestarsi di sintomi allarmanti cui andrà incontro il malcapitato di turno, dunque, attenzione a quella sintomatologia che preveda spossatezza, crampi muscolari, vertigini, forte emicrania, sudorazione carente, temperatura corporea molto alta. L’imperativo categorico in questi casi sarà quello di chiamare i soccorsi, quanto più immediati possibili, il rischio per chi si trova in questa condizione è alto, tanto più se ci riferiamo ad un anziano, ad un bambino o ad una persona non in perfetta forma fisica.

    In attesa dei soccorsi, sarà utile portare la persona che è stata colpita dal colpo di calore in un ambiente fresco, evitando le correnti nel possibile,il soggetto colpito andrà inoltre idratatato con acqua a temperatura ambiente, mai ghiacciata, a piccole dosi e solo se il soggetto sia in stato di coscienza, mai nell’ipotesi che abbia perso o stia per perdere i sensi, evitando, nella maniera più assoluta di somministrare alcolici. Va bene invece bagnare, senza inzupparla, la persona vittima del colpo di calore magari ricoprendola di una asciugamano bagnata.

    Importante, indipendentemente dalla temperatura ambientale, ricordare di chiedere al proprio medico se ci si può esporre al sole continuando ad assumere i farmaci soliti previsti per una determinata cura. La possibilità che si incorra in serie fotofobie da farmaci sono tutt’altro che rare, anche per azione di quei farmaci ritenuti banali, comprese alcune vitamine. Ciò significa che nell’iniziare una terapia in vacanza bisognerà chiedere, anche in questo caso, ragguagli circa la possibilità del prodotto assunto dopo esposizione al sole. Anche il foglietto illustrativo contenuto in ogni confezione farmace3utica può esserci di aiuto.

    Un tuffo dove l’acqua è più blu

    Molti dimenticano che, indipendentemente dai tempi da osservare prima di un tuffo in acqua dopo aver consumato un pasto, precauzione questa che è subordinata più alla quantità e alla qualità del cibo ingerito, che ai tempi per consentire all’organismo di procedere ad una giusta digestione, va affrontato lo stress termico cui va incontro il corpo una volta raggiunta l’acqua di mare o di fiume o della piscina o di quant’altro. Una persona accaldata dopo una lunga esposizione al sole, non dovrà mai tuffarsi in acqua, soprattutto in quelle più fredde, senza aver permesso al proprio organismo di abituarsi gradualmente alla differenza di temperatura, c’entra poco in questo caso il fatto di essere digiuni o di aver consumato un panino ad esempio. Il rischio, soprattutto per persone debilitate, ancora una volta, con particolare riguardo verso anziani e bambini, ma la precauzione dovrebbe valere per tutti, è quello di provocare un’improvvisa brusca variazione della pressione arteriosa con il rischio di uno svenimento in acqua spesso immediato e senza preavviso, con il rischio che tutto ciò comporta. Se vedete che c’è chi per solo spirito emulativo si tuffa senza alcuna precauzione, ricordatevi che il rischio che si assume quel soggetto non è proprio di poco poco, evitate stupide emulazioni soprattutto in non perfettissima forma fisica. Anche in questo caso vale il principio circa l’eventualità di farmaci assunti.

    Una volta in acqua, inutile negare che il mare presenta propri rischi, mai sopravvalutare le proprie forze, allontanarsi dalla riva è molto più facile che tentare di tornare soprattutto quando si è dato fondo a tutte le proprie resistenze fisiche, ognuno del resto dovrebbe essere tanto responsabile da capire da solo le proprie resistenze ed i propri limiti, ma una volta in acqua se avete difficoltà, chiedete aiuto senza perdere tempo e conservate le residue forze per tornare a riva con l’aiuto di qualcuno, evitate fatiche sovraumane se sapete di non poterle reggere pur di non chiedere soccorso. Ammettere una propria debolezza può salvarvi la vita e di certo non vi svaluterà agli occhi degli altri.

    Su ciò che potrete trovare in acqua non è possibile ipotizzare nulla, a parte le meduse, sempre più diffuse, è sempre bene essere informati prima sulla qualità del corso d’acqua, specchi di mare compresi, soprattutto in località che non si conoscono. Non esistono solo le meduse, esistono anche i pesci velenosi, ma anche larve che possono trasmettere malattie o fastidiose dermatiti. Per precauzione, in particolar modo quando non siamo certi della qualità e caratteristiche dello specchio d’acqua, mettere delle scarpe in gomma non sarebbe per nulla sbagliato; la stessa precauzione varrebbe anche camminando sulla sabbia.

    In località esotiche e che comunque non conosciamo, va prestata attenzione anche ad insetti, potenzialmente pericolosi o per i quali il nostro organismo accusa allergia al loro veleno, per la quale nei casi gravi in soggetti sensibili si può scatenare il temibilissimo shock anafilattico, così come, da ricordare, che esistono zone del mondo dove la rabbia è ancora una malattia endemica. Precauzione andrà adottata nei confronti di quegli animali, cani, volpi, pipistrelli, roditori, potenzialmente portatori del virus; senza però estremizzare il concetto affinchè le precauzioni non diventino un’ossessione.

    Acqua e cibo vanno consumati solo se conosciamo la provenienza.

    Il problema riguarda poco i Paesi più progrediti ma è un rischio che invece compete quei Paesi dove le condizioni igienico sanitarie lasciano a desiderare. Attenzione dunque all’acqua che dovrà essere consumata solo imbottigliata e mai sfusa e servita in bicchieri. Il rischio di una contaminazione è reale, stessa cura varrà per l’acqua ghiacciata. La maggior parte dei germi viene debellata dalla cottura, non dal freddo, che “addormenta” i batteri che si risvegliano più aggressivi che mai al caldo del nostro corpo.

    Attenzione anche ai frutti di mare, crudi, ma anche a panini imbottiti con verdure crude se non conosciamo la provenienza del vegetale, idem per frutta che andrà lavata con enorme cura. Stessa raccomandazione varrà per formaggi, gelati, budini e creme in genere che, se realizzati con latte non pastorizzato, possono essere tramite di malattie anche serie: salmonella e rickettiosi sono le più temibili, comprese impegnative gastroenteriti, compresa la diarrea del viaggiatore, che in alcuni soggetti possono anche rappresentare un pericolo per il rischio di scompensi cardiocircolatori a seguito della disidratazione che malattie del genere comportano.

    Informatevi sempre bene della località da raggiungere e chiedete consiglio ai vari enti del turismo dislocati sul territorio nazionale circa le norme che dovrete osservare una volta raggiunti i luoghi prescelti. Anche il tour operator, nel caso di vacanza organizzata, dovrebbe potervi dare le informazioni del caso. Infine, se avete qualche problema di salute durante il viaggio, se potete, chiedete un’informazione telefonica al vostro medico di famiglia. A volte una parola o una raccomandazione di questo professionista può essere un vero toccasana in grado di risolvervi molti più problemi di quelli immaginati.

    Detto ciò…. buone vacanze a tutti!