Un farmaco per la cura del diabete associato a maggior rischio di mortalità

Un farmaco per la cura del diabete associato a maggior rischio di mortalità

Ma cosa sono le sulfoniluree? Tali molecole facilitano la secrezione di insulina da parte delle cellule del pancreas che ancora conservano tale capacità e per questo vengono utilizzate nella cura del diabete per lo meno in un periodo più o meno lungo, mediamente di dieci anni, passati i quali tali molecole perdono la loro efficacia clinica

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    Due molecole che i pazienti affetti da diabete di tipo 2 conoscono molto bene, si parla delle sulfoniluree e delle metformina, le prime possono essere di prima e di seconda generazione, lasciamo stare le prime generazioni ormai usate sempre meno e guardiamo alla classe riguardante la seconda generazione; ebbene, secondo un recente studio tali farmaci sarebbero associate ad un più alto rischio nel paziente di sviluppare uno scompenso cardiaco, rispetto a farmaci anti diabete cui appartiene, appunto, la Metformina.

    Ma cosa sono le sulfoniluree? Tali molecole facilitano la secrezione di insulina da parte delle cellule del pancreas che ancora conservano tale capacità e per questo vengono utilizzate nella cura del diabete per lo meno in un periodo più o meno lungo, mediamente di dieci anni, passati i quali tali molecole perdono la loro efficacia clinica.

    Diversa è invece l’azione della Metformina che non stimola la produzione di insulina come invece abbiamo visto fare alle sulfaniluree, semmai il meccanismo d’azione parrebbe esplicarsi nella capacità della metformina di ridurre i valori di glucosio intervenendo sul fegato regolandone la produzione ed al contempo aumentando il consumo di glucosio da parte dei tessuti. Insomma due molecole che si prefiggono lo stesso scopo agendo in maniera diversa.

    Così come diversi sarebbero gli effetti collaterali di queste due molecole al punto che, uno studio intrapreso da un gruppo di Ricercatori dell’Imperial College London in Gran Bretagna condotto su più di 91.500 pazienti diabetici con un’età che andava da 35 a 90 anni, avrebbe stabilito che la somministrazione di sulfaniluree aumenta la mortalità del paziente in misura variabile che va dal 24 fino al 61% e ciò, sia che si assuma il farmaco di prima che di seconda generazione; la mortalità sarebbe in parte dovuta a forme di scompenso cardiaco, a volte con conseguenze mortali per il paziente, che si verrebbe a determinare in una misura che può andare dal 18 al 30%; tutto ciò nel confronto con i pazienti che assumevano sulfaniluree rispetto a coloro che venivano curati con metformina.


    Gli studi verranno ampliati con ulteriori ricerche scientifiche atte ad avvalorare i risultati inglesi ottenuti.
    ( Xagena2009 )Fonte: British Medical Journal, 2009

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