Un farmaco per il diabete sul banco degli imputati!

Un farmaco per il diabete sul banco degli imputati!

Questa constatazione avrebbe indotto i ricercatori a ritenere opportuno la possibilità di non continuare ad usare tali farmaci nei diabetici, “I nostri risultati - ha detto David Juurlink del Sunnybrook Health Sciences Centre di Toronto, autore dello studio - suggeriscono differenze clinicamente importanti nei profili di sicurezza del rosiglitazone e del pioglitazone (Actos) nella pratica clinica”

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    Farmaci

    Un allarme ci giunge da uno studio condotto nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal che avrebbe dimostrato come l’assunzione di un farmaco per la cura del diabete, il cui principio attivo è rosiglitazone ed il nome commerciale, Avandia, avrebbe causato diversi casi letali nei pazienti a causa di scompenso cardiocircolatorio ed insufficienza cardiaca di grado elevato.

    Intanto c’è da dire che il diabete favorisce sicuramente gli accidenti di natura vascolare ma sembrerebbe dimostrato che nei pazienti affetti da diabete tipo 2 che hanno assunto il farmaco citato vi sarebbe una probabilità pari al 23 per cento in più, rispetto a chi non lo assume, di decedere per le conseguenze dell’insufficienza cardiaca che vi si determinerebbe. Ma tale studio mette in relazione il diabete e dunque relativo paziente che assume un altro farmaco, l’Actos ( pioglitazone ) ed in questo caso si sarebbe dimostrato che chi assume Avandia avrebbe almeno un 14% in più di probabilità di essere colpito da malattie cardiologiche rispetto a coloro che sono in cura con l’altro principio attivo.

    Questa constatazione avrebbe indotto i ricercatori a ritenere opportuno la possibilità di non continuare ad usare tali farmaci nei diabetici, “I nostri risultati – ha detto David Juurlink del Sunnybrook Health Sciences Centre di Toronto, autore dello studio – suggeriscono differenze clinicamente importanti nei profili di sicurezza del rosiglitazone e del pioglitazone (Actos) nella pratica clinica”.

    Tuttavia c’è cautela nel mondo scientifico circa la possibilità di addebitare a questi farmaci effetti tanto nefasti, “Sappiamo gia’ – ha commentato Peter Weissberg, direttore medico della British Heart Foundation – che sia il ‘rosiglitazone’ che il ‘pioglitazone’ possono aumentare il rischio di insufficienza cardiaca. Tuttavia, nonostante i risultati di questo studio, i metodi di ricerca utilizzati sono tali che non si puo’ necessariamente concludere che un farmaco sia peggiore di un altro.

    Entrambi devono essere prescritti con cautela nei pazienti che soffrono di una malattia cardiaca. Nessuno deve interrompere il trattamento a causa di questo studio, ma i pazienti preoccupati dovrebbero discuterne con il loro medico di famiglia o diabetologo”.
    Fonte: Diabetes Care 2003; 26:2983-2989

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