Ultracentenari grazie alle fibre

Ultracentenari grazie alle fibre

La Fonte della giovinezza è una leggendaria sorgente simbolo d'immortalità e di eterna gioventù che appare nella mitologia medievale e classica di molte culture

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    Centenario

    “Forever young, I want to be forever young” recitava la famosa canzone degli Alphaville e niente è cambiato dai mitici anni ’80, in fatto di sogni, mentre tutto è cambiato se si pensa allo stile di vita e alle preziose informazioni che abbiamo adesso, noi cittadini, grazie alla diffusione dei mass-media e della cultura del benessere.

    Se una volta questa canzone poteva richiamare al sogno dell’eterna Arcadia e della giovinezza che fugge, ora si canta e si pensa al Botox, si pensa alle Vitamine, alla salute e alla prevenzione.

    E proprio in fatto di eterna giovinezza, in questi giorni, si sono fatte nuove interessanti scoperte: una indagine anafgrafica ha individuato chi sono gli ultracentenari che vivono in Italia, non per farne un fenomeno mediatico, ovvio, ma oltre che per complimentarsi e eventualmente preparare una grande torta stracolma di candeline, si è cercato di capire come mai alcune persone vivono a lungo, mentre altre non riescono ad arrivare ai 100 anni.

    Niente deve stupire allora se si viene a sapere che le persone con più di 110 anni in Italia sono 88, delle quali sono solo 10 gli uomini, che, si sa, per motivi vari, hanno una vita molto più breve di quella delle donne, se andiamo a vedere l’età media e la speranza di vita riconosciute a livello nazionale.

    Ma come vivono, che cosa fanno e che tipo di esistenza hanno avuto queste persone così longeve? Il più delle volte, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sono persone che hanno ancora una buona presenza in fatto di elasticità mentale, eventualmente le malattie che più possono essere diffuse sono la cataratta e la osteoporosi.

    Nel 41% dei casi questi anziani hanno una buona autonomia, necessitano di aiuto solo per preparare il cibo o per lavarsi e vestirsi, ma la loro salute non crea problemi di autosufficienza.

    Sembra che una delle prime possibilità, per darsi una risposta all’età longeva, sia nascosta nel cuore: gli ultracentenari raramente hanno avuto infarto, ischemia o ictus, anche malattie come il Parkinson o il diabete sono poco diffuse.

    Pare che per queste persone molto anziane la morte sia un fatto davvero naturale: il cuore smette letteralmente di funzionare per via di un meccanismo che si chiama “Amiloidosi Cardiaca Senile” che consiste nel depositarsi di cellule di amiloide nel cuore.

    La malattia è presente nell’80% delle persone di età superiore ai 95 anni: dopo la morte, nell’autopsia, si analizza il cuore, e lì si rileva che vi sono dei depositi di amiloide nonostante una normalità apparente del muscolo cardiaco.

    Questo deposito nell’anziano avviene velocemente e spontaneamente, accompagnato spesso da cardiomegalia. Le fibre miocardiche atrofiche impediscono al cuore di funzionare, causando la morte.

    Il fatto di vivere a lungo, però, non è solo dato dall circostanza e dalla fortuna: molto più spesso chi ha superato i 110 anni ha in famiglia altre persone longeve, scrivendo una specie di genetica del fenomeno, insieme al fatto che queste persone hanno in comune fattori ambientali che favoriscono lo stato di forza e salute fisica.

    Una nota di colore: tendenzialmente si pensa che chi vive a lungo abbia avuto una esistenza agiata e fortunata, invece non è così, i nostri arzilli vecchietti sono state persone attive e molto impegnate nel vivere quotidiano.

    Foto da http://www.calitritradizioni.it/

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