Ulcera gastrica: i farmaci per curarla a volte con qualche controindicazione psichiatrica

Ulcera gastrica: i farmaci per curarla a volte con qualche controindicazione psichiatrica

Ciò non toglie, tuttavia, che recenti studi clinici avvalorati anche da alcune evidenze cliniche, hanno evidenziato un effetto avverso di tali farmaci in isolati casi e laddove sussistano le condizioni perché tali eventi possano avvenire

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    reflusso gastroesofageo

    Bene sanno i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera gastrica e/o duodenale, dispepsie e ogni qualvolta l’indicazioni propenda per questi farmaci, l’importanza che assumono oggi gli inibitori di pompa protonica, Lansoprazolo, Omeprazolo, per citare solo due famiglie ma ne esistono altre, che nel tempo hanno superato farmaci come la Ranitidina e prima ancora la Cimetidina, la prima tuttavia ancora valida per risolvere al meglio le patologie di cui sopra.

    Se oggi malattie come l’ulcera gastrica si possono curare farmacologicamente senza più il ricorso al bisturi, così come patologie gastriche minori, come il reflusso gastroesofageo o le dispepsie in generale possono controllarsi adeguatamente è merito proprio degli H2 antagonisti ( ranitidina ) prima e degli inibitori di pompa protonica ( Omeprazolo e vari ) oggi.

    Ciò non toglie, tuttavia, che recenti studi clinici avvalorati anche da alcune evidenze cliniche, hanno evidenziato un effetto avverso di tali farmaci in isolati casi e laddove sussistano le condizioni perché tali eventi possano avvenire. Parliamo di sintomi psichiatrici a volte anche seri consistenti in agitazione psicomotoria, confusione mentale, ansia, depressione e, in casi ancora più rari, persino allucinazioni.

    Da ricordare che affinché si verifichino tali situazioni cliniche occorre che nel paziente che assume tali presidi farmacologici sussistano condizioni patologiche sovrapposte, esempio, funzionalità renale e/o epatica ridotta soprattutto in soggetti anziani, spesso affetti da multipatologie.

    Gli effetti collaterali sopra evidenziati sono dunque a carico del S.S.N. dei quali non si conoscevano l’esistenza prima dei recenti studi cui tali farmaci sono stati fatti oggetto; tuttavia, gli eventi avversi, del tutto reversibili, cessano in contemporanea con la sospensione della terapia o con il suo aggiustamento da parte del medico.

    Fonte: Reazioni – AIFA, 2009

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