Udito: sordi con l’uso improprio di lettori audio portatili

Udito: sordi con l’uso improprio di lettori audio portatili

Il rischio è quello di trovarsi con una generazione futura di sordi, motivo, l'uso improprio di apparecchi audio portatili ascoltati per ore e ore al mese e per lunghi periodi con volume elevato

da in Benessere, Malattie, Primo Piano, Udito
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    Lettori audio portatili

    Il problema non è da poco, rischiamo di avere una popolazione, soprattutto giovanile, di sordi, sul banco degli imputati i lettori audio portatili, gioielli della tecnica che riproducono alla perfezione i suoni e che sono sempre più ambiti dai giovani al punto che solo negli ultimi quattro anni nella sola Europa ne sono stati venduti ben 250 milioni pezzi, ne consegue che almeno 100 milioni di utenti ogni giorno fruiscono di quest’apparecchiatura col risultato che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita, su cento persone che utilizzano questi apparecchi, almeno 10 diventeranno a breve sordi in maniera quasi permanente!

    Certo è che perché si verifichi questa grave condizione occorre che sussistano determinate condizioni, ma non si può certo sostenere che gli utenti di lettori audio portatili non ce la mattano tutta per rischiare la sordità, basti pensare che per divenire riportare danni irreversibili basta soltanto ascoltare musica da almeno cinque anni con una frequenza di un’ora al giorno, sette giorni su sette con volume “sparato” al massimo o quasi!

    A studiare gli effetti di questi apparecchi sull’organo dell’udito, il Comitato Scientifico Indipendente che ha condotto lo studio su richiesta della UE e confrontando i dati afferenti a lavori scientifici pregressi pubblicati in ben 300 pubblicazioni scientifiche.

    “Credo che i 10 milioni di cittadini europei, che utilizzano di frequente questi lettori, ad alto volume, sono inconsapevoli dei danni irrevocabili per il loro udito” ha detto oggi il Commissario Ue alla tutela dei consumatori Meglena Kuneva nella conferenza che si è svolta oggi a Bruxelles. “Molti di questi – ha aggiunto Kuneva – sono bambini o adolescenti che non sono in grado di capire il pericolo ed è per questo che anche i genitori devono esserne al corrente. Noi dobbiamo assicurare che i consumatori possano beneficiare di elevati standard di sicurezza, rispetto alle nuove tecnologie, e siano informati sui rischi per la loro salute nel momento in cui si espongono al suono prodotto da questi lettori di musica.

    Alla luce di tutto ciò, è oggi possibile studiare le soluzioni atte a salvaguardare la salute dei consumatori. Adesso si prevede che tali apparecchi non abbiano emissioni sonore oltre i 100 decibel, ma non basta per salvaguardare l’integrità dell’udito dei consumatori, considerato che, oltretutto, si è visto da un lavoro scientifico condotto in Inghilterra che a fruire maggiormente di apparecchi audio del genere sono in larga parte gli adolescenti.

    “Quali sono le soluzioni tecniche che l’industria può applicare per limitare i danni all’udito? Cioè come possiamo legare i decibel agli strumenti di controllo volume e come possiamo rendere sicura l’esposizione a questi prodotti?” Dall’altro lato: “Quali sono le precauzioni che gli utenti possono, anzi devono prendere?”

    La conclusione è che c’è bisogno di un approccio condiviso, che coinvolga l’industria, oltre che il legislatore e gli organi scientifici; bisogna andare verso il comune intento di istituire un piano d’azione concreto per trovare soluzioni più sicure per i cittadini.

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