Tumori: scoperti composti anti-proliferazione

Una ricerca congiunta tra due Istituti italiani sulle cellule staminali tumorali ha dato riaultati interessanti: individuati dei composti che contrastano la proliferazione delle cellule tumorali

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    Nuove sostanza anti proliferazione del tumore

    Uno studio tutto italiano, pubblicato sulla rivista internazionale Cell Cycle, condotto dai ricercatori dell’Area di Medicina Molecolare dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, in collaborazione con ricercatori dell’Universita’ Magna Graecia di Catanzaro, ha evidenziato la possibilità di identificare dei composti, in parte naturali e in parte sintetici, che interferiscono con la proliferazione del tumore alla mammella.

    Studiando le cellule staminali tumorali del carcinoma mammario e testando più di 200 composti, naturali e sintetici, gli scienziati italiani sono giunti alla preziosa scoperta. Le cellule staminali tumorali sono quelle più “pericolose”, resistenti alle terapie tradizionali, sono responsabili della ricostituzione del cancro, grazie all’individuazione di questi composti, si aprono nuove prospettive per la cura del tumore. Identificare nuovi principi attivi, in grado di contrastare la proliferazione delle cellule staminali, eliminandole in modo selettivo, è davvero una conquista importante.

    “Le cellule staminali tumorali sono così chiamate perchè somigliano alle cellule staminali somatiche in quanto hanno la capacita’ di rigenerarsi. Tuttavia mentre le cellule staminali somatiche servono a ricostituire i tessuti durante tutta la vita di un individuo, le cellule staminali tumorali riformano il tumore. Si pensa infatti che le staminali tumorali siano responsabili delle recidive del cancro. La nostra speranza e’ che colpendo questa sottopopolazione di cellule, grazie all’individuazione di nuovi principi attivi in grado di eliminarle in maniera selettiva, possiamo cominciare a parlare di “cura” del tumore rimuovendolo dalla radice e quindi privandolo della la sua capacità di ripartire” hanno sottolineato gli specialisti del Regina Elena, autori dello studio.