Tumori: rischio associato a farmaci per combattere anemia da chemioterapici

La tossicità dei farmaci chemioterapici è data dal fatto che tali molecole farmacologiche non riescono a discernere le cellule sane da quelle maligne col risultato che il successo terapeutico non è del tutto disgiunto da quello tossico e potenzialmente letale della stessa terapia

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    Fra gli effetti collaterali della chemioterapia ci sono quelli rappresentati dall’anemia, una situazione questa che porta il paziente a tutta una serie di disturbi che si aggiungono agli effetti della cura e della malattia che si cerca di sconfiggere. Che l’anemia possa considerarsi una conseguenza della chemioterapia lo dimostra anche la necessità di ricorrere persino alle trasfusione di sangue quando l’emoglobina scende al di sotto di 8 g/dL.

    La tossicità dei farmaci chemioterapici è data dal fatto che tali molecole farmacologiche non riescono a discernere le cellule sane da quelle maligne col risultato che il successo terapeutico non è del tutto disgiunto da quello tossico e potenzialmente letale della stessa terapia.

    Se oggi parliamo di anemia associata alla chemioterapia è per segnalare un’altra evidenza che occorre ricordare e che riguarda il nuovo piano messo in atto dalla Food and Drug Administration che si rivolge ai medici che curano pazienti affetti da cancro trattati con la chemioterapia e che al contempo assumono farmaci in grado di stimolare l’eritropoietina (ESA ). Ricordiamo che l’eritropietina è un ormone glicoproteico prodotto negli esseri umani dai reni e in misura minore dal fegato e dal cervello, che ha come funzione principale la regolazione della formazione dei globuli rossi.

    Secondo il FDA dovrà valere quanto disposto dal Risk Evaluation and Mitigation Strategy e che riguarda il compendio cui i medici dovranno fare riferimento al fine di informare i propri pazienti sul rischio rappresentato dai farmaci stimolanti l’eritropietina per l’organismo che li assume. I farmaci inclusi fra quelli rischiosi sono l’Aranesp ( Darbepoetina alfa ) ed Epogen ( Epoetina alfa ) di Amgen, e Procrit ( Epoetina alfa ) di Johnson & Johnson. Le epoetine a giudizio dei ricercatori non solo possono aumentare il rischio di morte per pazienti neoplastici in trattamento con tali molecole farmacologiche, ma addirittura esse stesse causa di altri tumori, aggiunti ai maggiori rischi di giungere a scompenso cardiaco, ictus e infarto.

    Studi hanno dimostrato che le epoetine possono causare tumori e aumentare la mortalità nei pazienti affetti da tumore. Inoltre i farmaci stimolanti l’eritropoiesi possono aumentare il rischio di scompenso cardiaco, infarto miocardico e ictus.Fonte: FDA, 2010

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