Tumori: radioterapia più efficace con una nuova tecnologia

L'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) è il primo in Italia a dotarsi di un innovatico strumento per la radioterapia, che promette un trattamento dei tumori più preciso ed efficace

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    Novità in radioterapia

    Arriva anche in Italia, al momento solo presso l’istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), un innovativo apparecchio tecnologico che promette di migliorare la radioterapia, cioè il trattamento delle forme tumorali che sfrutta radiazioni in grado di distruggere le cellule maligne.

    La novità sta in un apparecchio, un acceleratore lineare, di ultima generazione che permette una maggiore precisione nel colpire le cellule malate. Questo perché si sfruttano immagini in alta risoluzione e in tempo reale dalla parte da irradiare e, inoltre, la strumentazione tiene conto del movimento interno degli organi dovuto al respiro. Con questa precisione si possono ridurre le irradiazioni ai tessuti sani che circondano il tumore, riducendo gli effetti collaterali, a tutto vantaggio del paziente, ma senza vanificare l’efficacia della radioterapia.

    Oltre alla precisione, l’acceleratore lineare permette di variare l’intensità delle irradiazioni, con dosi di radiazioni più elevate a livello locale, in meno tempo: sono necessari solo 2 minuti per irradiare un tumore, con una seduta che dura in tutto circa dieci minuti (comprendenti la preparazione del paziente).

    “Ci consentirà di estendere i benefici della Radioterapia anche a pazienti che prima non potevano essere curati con questa metodica” spiega Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia in Humanitas. Grazie a questa nuova tecnologia, quindi, la radioterapia potrà essere estesa a tutti i tumori, anche in concomitanza con la chemioterapia, alle forme inoperabili, a quelle già trattate e quelle “delicate”, come le metastasi ossee, dove è importante intervenire senza danneggiare il midollo spinale.

    Grazie a questo acceleratore, infine, si può fare anche “radioablazione”, cioè distruggere completamente il tumore inducendo la morte delle cellule cancerose attraverso la somministrazione di dosi molto elevate in una o poche sedute. Al momento meno di 10 centri al mondo (solo tre in Europa e solo 1 in Italia) possono vantare questo apparecchio e hanno già avviato una collaborazione internazionale per studiare nuovi protocolli di trattamento.