Tumori: nuovo farmaco migliora l’efficacia della chemio

Contro i tumori, per migliorare l’efficacia delle chemioterapia e ridurne la tossicità, dalla ricerca arriva un nuovo alleato, un farmaco “postino”

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    Nuovo farmaco contro il cancro

    Dal più importante congresso mondiale dedicato all’oncologia, l’Asco di Chicago, negli Stati Uniti, in programma dall’1 al 5 giugno, arrivano novità interessanti per la cura del tumore. In particolare, sembra che un nuovo farmaco, dal profilo insolito e dalle potenzialità altrettanto imprevedibili, sia l’alleato perfetto per migliorare gli effetti della chemioterapia. Si tratta di un vero e proprio farmaco “postino”, in grado di portare il “collega” chemioterapico a destinazione, ottimizzandone gli effetti e riducendone la tossicità.

    Non solo ne migliora le potenzialità e l’efficacia, ma ne diminuisce anche i possibili risvolti spiacevoli: questo farmaco innovativo, che si aggiudica di diritto il ruolo di “postino”, è capace di trasportare il farmaco chemioterapico dritto a destinazione, cioè nella cellula tumorale da mettere “fuori gioco”. Consegna il chemioterapico, che, arrivato in prossimità dell’obiettivo, la cellula tumorale, si attiva e comincia a distruggerlo. Il risultato? Doppio e garanzia di successo: l’efficacia della chemioterapia aumenta, mentre la sua tossicità si riduce.

    I dati relativi al nuovo farmaco, dal meccanismo d’azione davvero innovativo, che potrebbe rappresentare una svolta per i pazienti sottoposti alla chemioterapia, è il T-DM1. Durante la sua presentazione ufficiale, in occasione dell’Asco nella città del vento a stelle e strisce, i ricercatori hanno dimostrato, grazie ai risultati di una sperimentazione in merito, che il nuovo farmaco è in grado di incrementare le possibilità di successo della chemioterapia. Il rischio di peggioramento o di decesso si riduce, grazie all’utilizzo di questo “postino” d’eccezione, del 35%.

    “Questi risultati segnano uno spartiacque, perché finora la contrapposizione era tra la chemio, che è tossica e può essere usata solo per periodi limitati, e le terapie ormonali a bersaglio molecolare. Il TDM-1 è un mix tra queste due cose: la tossina che porta con sé, la DM1, era stata abbandonata negli anni ’80 perché potentissima ma molto tossica. Ora riusciamo a recapitarla direttamente nella cellula tumorale, quindi riducendone al minimo la tossicità nel resto dell’organismo, e il fatto che questa strategia sia vincente, come dimostrato dallo studio, apre la strada a questo nuovo meccanismo anche per altri tipi di tumore. E’ una realtà inseguita da almeno trent’anni: ora l’obiettivo deve essere l’eliminazione totale della chemioterapia convenzionale” ha osservato Luca Gianni, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’ospedale San Raffaele di Milano.