Tumori: nuova tecnica per evidenziarli meglio

Tumori: nuova tecnica per evidenziarli meglio

Tutto ciò per non parlare della Tac e della Pet, entrambi esami ancora più sofisticati che consentono di scrutare l’interno del nostro corpo in visione tridimensionale alla ricerca di eventuali anomalie, la sola possibilità di aggiungere un altro esame diagnostico, ci da l’idea di quanti passi avanti stia facendo la ricerca scientifica

da in Analisi Mediche, Diagnostica, Ecografie, Malattie, Tumori, Tac
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    diagnostica per immagini

    Non si arresta e c’era da aspettarselo, il cammino della scienza applicato alla medicina in fatto di diagnostica, se solo pensiamo all’ecografia che circa un ventennio fa era ancora un esame approssimativo ed incerto e che oggi è divenuto routinario e sempre più preciso, nbella diagnosi di even tuali malattie o stati dell’organo esaminato.

    Tutto ciò per non parlare della Tac e della Pet, entrambi esami ancora più sofisticati che consentono di scrutare l’interno del nostro corpo in visione tridimensionale alla ricerca di eventuali anomalie, la sola possibilità di aggiungere un altro esame diagnostico, ci da l’idea di quanti passi avanti stia facendo la ricerca scientifica.

    Ma proprio perché la scienza medica applicata alla diagnostica è un campo in eterno divenire, risulta utile comprendere l’attenzione che la Comunità Scientifica ha posto sull’argomento oggetto di pubblicazione sulla rivista scientifica Nature medicine, a proposito dell’ultima scoperta in fatto di diagnostica per immagini messa a punto da Benjamin J. Vakoc.

    La nuova tecnica che è stata presentata dall’Istituto Harvard School of Medicine si chiama OFDI e consente di vedere lo stato in atto dei tumori di un paziente ove se ne prevedano l’esistenza e non solo, anche la progressione della neoplasia sulla base dei vasi sanguigni che l’alimentano, degli stessi vasi linfatici e dell’attività del tumore stesso, tenendo conto dell’irrorazione sanguigna ricevuta.


    Il risultato di tale innovativa scoperta non è tanto quella di localizzare un tumore, visto che oggi disponiamo di tecniche valide in tal senso, ma semmai di verificare lo “ stato di salute “ del tumore sulla base dei nutrienti che esso riceve, ne deriva che mediante il ricorso alla nuova tecnica è anche possibile valutare se la terapia antitumorale applicata fino a quel momento è valida nella distruzione del tumore o se conviene rivolgersi ad altra cura nel caso di tumori più tenaci. Da segnalare che il ricorso ala OFDI non prevede la somministrazione di traccianti e dunque deve intendersi come una tecnica mininvasiva.

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