Tumori neuroendocrini: l’eccellenza medica a Milano

Tumori neuroendocrini: l’eccellenza medica a Milano

All'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano esiste il centro di eccellenza nazionale per i tumori neuroendocrini: vi si recano quasi 500 pazienti l'anno, metà dei quali provenienti da altre regioni d'Italia

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    All’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano l’eccellenza contro i tumori neuroendocrini

    Se ne parla poco, perché sono rari, anche se aggressivi e in crescita: sono i tumori neuroendocrini, che colpiscono le ghiandole e le cellule endocrine, nel 70% a livello di stomaco, pancreas e intestino. Interessano annualmente 1200 persone in Italia e sono di difficile diagnosi, poiché spesso silenti per anni, fino a dare metastasi, oppure con sintomi difficili da interpretare (come arrossamento diffuso e crampi addominali, spesso accompagnati da diarrea).

    Per una corretta identificazione del tumore, quindi, serve un’équipe medica multi specialistica e ai massimi livelli. Fortunatamente, in Italia possiamo contare su un centro di eccellenza, unico per produzione scientifica e numero di pazienti trattati: il Centro di Riferimento per lo Studio e la Cura dei Carcinoidi e dei Tumori Neuroendocrini, presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

    “Il centro è attivo dal 2006 ma la nostra esperienza nel trattamento di questo tipo di patologie è ventennale” sottolinea il professor Emilio Bajetta, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Qui ogni anno si recano oltre 450 pazienti di cui 100 alla prima diagnosi di tumore, il 50% dei quali proveniente da altre regioni.

    Proprio al centro è oggi in fase di conclusione un importante convegno internazionale, dove si è discusso anche delle speranze di cura per i pazienti.

    “Oggi sono disponibili strategie terapeutiche che permettono, se gestite in maniera adeguata e con un approccio integrato, di assicurare al malato una lunga sopravvivenza con un buona qualità della vita” continua Bajetta.

    Un recente studio, PROMID, ha, infatti, analizzato l’efficacia di un farmaco, l’octreotide LAR (a rilascio ritardato), un analogo della somatostatina: “Questa molecola ha la capacità di controllare la crescita tumorale e di moderare i sintomi della sindrome da carcinoide: rossore ed edema del viso, diarrea e dolori addominali, ipo o ipertensione, difficoltà respiratorie” spiega Bajetta.

    In base allo studio, che ha interessato 85 pazienti con tumori neuroendocrini ben differenziati, localmente avanzati o già in fase di metastasi, i pazienti trattati con il farmaco avrebbero mostrato una riduzione del 66% del rischio di progressione della malattia.

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