Tumori neuroendocrini: arriva lo studio italiano per una nuova cura

Tumori neuroendocrini: arriva lo studio italiano per una nuova cura

Uno nuovo studio clinico eseguito da un team di esperti italiani potrebbe dare la risposta, in termini terapeutici, ai tumori neuroendocrini

da in Farmaci, Ricerca Medica, Tumori
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    Nuovo studio sui tumori neuroendocrini

    Novità dalla ricerca scientifica italiana per la cura e il trattamento dei tumori neuroendocrini: un team di esperti del Ce.Ri.Ca. (Centro di Riferimento per lo Studio e la Cura dei Carcinoidi e dei Tumori Neuroendocrini), con sede nell’Istituto di Oncologia (Ido) di Monza, si occuperà, in esclusiva mondiale, di svolgere uno studio clinico per valutare l’efficacia e la sicurezza, per questa patologia, di una nuova molecola, panitumumab.

    Il farmaco, oggetto del nuovo studio clinico degli esperti del centro di Milano, il panitumumab, è abitualmente impiegato per il trattamento di un’altra tipologia di tumore, il carcinoma del colon metastatico. Durante questa innovativa sperimentazione, gli esperti testeranno, per la prima volta, l’efficacia della molecola su pazienti affetti da tumore neuroendocrino, come annunciato recentemente dal direttore scientifico e clinico dell’Ido, prof. Emilio Bajetta, in occasione del X Seminario Itmo, Italian Trials in Medical Oncology, ‘Neoplasie a bassa incidenza’ presso il Policlinico di Monza.

    Con il termine tumori neuroendocrini, NET, si indica un gruppo eterogeneo di neoplasie maligne, che, originando dal sistema neuroendocrino diffuso, possono colpire e svilupparsi in ogni organo o tessuto del corpo umano. Ogni distretto corporeo può trasformarsi nel “bersaglio” prescelto da questa particolare forma tumorale: nella maggior parte dei casi (65-70%) si sviluppa a livello gastro-entero-pancreatico, ma può anche manifestarsi, con minore frequenza (25%), nell’apparato respiratorio, nel tratto bronco-polmonare o, più raramente (5%) in altre aree, come tiroide, paratiroidi, surreni, cute, distretto urogenitale e mammella.


    Si tratta di tumori relativamente rari, che possono vantare un’incidenza pari a circa 2-3 nuovi casi annui ogni 100 mila abitanti. In Italia si contano, ogni anno, oltre 1200 pazienti e, nel corso dell’ultimo decennio, i tassi di diffusione e incidenza sono in netto aumento (+2% annuo). Tra i soggetti più colpiti ci sono, dati alla mano, gli uomini, di età compresa tra i 50 e i 60 anni.

    Difficili da riconoscere e da diagnosticare tempestivamente, i tumori neuroendocrini che colpiscono l’apparato gastrointestinale e il pancreas presentano alcuni sintomi più comuni, come l’arrossamento diffuso, i crampi addominali e la diarrea, ma possono anche manifestarsi in modo meno evidente, risultando asintomatici. Questa nuova sperimentazione italiana potrebbe rappresentare un passo in avanti importante, verso una cura efficace per trattare queste neoplasie così complesse.

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