NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Tumori e inquinamento ambientale: lo smog è cancerogeno

Tumori e inquinamento ambientale: lo smog è cancerogeno

Tumori e inquinamento ambientale sono strettamente correlati: secondo lo IARC, lo smog è cancerogeno

da in News Salute, Tumori
Ultimo aggiornamento:

    tumori inquinamento ambientale

    Esiste più che una semplice correlazione fra tumori e inquinamento ambientale. Secondo lo IARC, International Agency for Research on Cancer, che opera per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità, lo smog può essere classificato fra quegli agenti sicuramente cancerogeni. Un dato che per certi versi già aveva avuto espressioni a questo proposito, ma che ora viene inserito in un tutt’uno formato da combustioni, riscaldamento ed emissioni industriali. L’inquinamento dell’aria, da questo punto di vista, si rivela molto pericoloso.

    Gli studiosi sono giunti a questa conclusione attraverso un lavoro di revisione, che ha preso in considerazione più di 1.000 studi. La ricerca è stata effettuata da un team di esperti importanti a livello internazionale. In base ai dati che sono emersi, si è visto che un’esposizione protratta all’inquinamento aumenta la possibilità di sviluppare un tumore al polmone o uno alla vescica.

    Esponendosi alle polveri sottili, di conseguenza, non fa salire soltanto le probabilità di incorrere in patologie respiratorie, ma c’è un pericolo certo anche per quanto riguarda lo sviluppo delle neoplasie.

    I ricercatori hanno riscontrato che almeno una percentuale compresa dal 3 al 5% dei tumori al polmone può derivare dalle esposizioni ambientali all’inquinamento dell’aria. Si potrebbe pensare che si tratti di un numero limitato, ma, secondo i dati dell’OMS, il problema ha coinvolto 223.000 individui in tutto il mondo.

    Ma c’è di più. Lo studio dello IARC ha messo in evidenza che l’inquinamento determina lo sviluppo del tumore al polmone attraverso un’azione diretta sul dna: proprio a questo livello vengono riscontrate mutazioni genetiche insorte a causa dell’azione degli inquinanti.

    Aggiornato il 18 settembre 2013

    Esiste una correlazione?

    L’insorgenza dei tumori è collegata all’inquinamento ambientale? La questione pone un dibattito molto accentuato che, specialmente negli ultimi tempi, ha interessato la ricerca scientifica. Esaminando i dati, per ciò che riguarda l’indice di incidenza, si può vedere come potrebbe esistere un legame. Ma non si tratta soltanto di numeri, perché uno studio europeo, i cui dati sono stati diffusi di recente, ha messo in evidenza la prova che lo sviluppo dei tumori al polmone è collegato all’inquinamento. Ma come fanno le sostanze inquinanti ad agire sull’organismo, facendolo ammalare?

    I dati

    L’insorgenza di un tumore può essere dovuta ad una predisposizione genetica, che veicola in un certo modo la trasformazione di alcuni gruppi di cellule in un senso neoplastico. Ci sono vari fattori che influiscono sulla possibilità che, all’interno dell’organismo, si venga a formare un tumore. Fra questi incidono l’obesità, le abitudini, le infezioni, il fumo. Il tumore è, in sostanza, una malattia multifattoriale.

    Si è riscontrato che nell’ultimo trentennio i dati relativi all’insorgenza dei tumori sono in aumento.

    Si è passati dal 15% al 20% in più di leucemie e linfomi, sono aumentati del 37% i casi di mesoteliomi, del 27% i tumori al seno e del 20% quelli al fegato. Il dato più sconvolgente è che la maggiore concentrazione di queste forme tumorali si riscontra in 55 zone del nostro Paese, che sono sottoposte a particolari condizioni di mancata conservazione ambientale: presenza di centrali elettriche, industrie, discariche abusive, come quelle evidenziate dalle recenti inchieste che hanno portato ad individuare una vera e propria mappa dei rifiuti tossici in Campania.

    Gli esperti hanno effettuato degli studi a tal proposito, mettendo in evidenza che un fumatore ha una probabilità più elevata di sviluppare un tumore al polmone a causa della nicotina e dei composti chimici contenuti nelle sigarette. E’ stato riscontrato che, se il soggetto vive in una città industrializzata, il rischio neoplastico aumenta dell’1,5% rispetto ad un individuo che vive in un ambiente più salutare.

    Il tumore al polmone

    Particolarmente importante è stato uno studio europeo, che ha coinvolto anche i ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: è stato dimostrato che esiste una relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di sviluppo di questa forma neoplastica. I risultati sono stati pubblicati su Lancet Oncology. Sono state coinvolte più di 300.000 persone di età compresa fra i 43 e i 73 anni in diversi Stati europei.

    Alcune persone sono state reclutate negli anni ’90 e sono state osservate per 13 anni, registrando tutti gli spostamenti nel corso del tempo. Esaminando esposizione all’inquinamento atmosferico, zone di residenza e polveri sottili, si è visto che, per ogni 10 microgrammi di particolato (PM10) per metro cubo presenti nell’aria, aumenta di circa il 22% il rischio del tumore al polmone. Questa percentuale sale al 51% per la forma tumorale detta adenocarcinoma.

    Come agiscono le sostanze inquinanti sull’organismo

    Molti composti che entrano nell’organismo riescono a danneggiare il dna. Si tratta delle cosiddette genotossine. In generale il corpo umano mette in atto un sistema di riparazione naturale del codice genetico. Tuttavia, quando questo sistema non funziona, le cellule con il dna danneggiato possono dividersi, provocando effetti molto dannosi per la salute. Le sostanze inquinanti sono cancerogene soprattutto perché esercitano l’azione di induttori e possono stimolare la divisione illimitata delle cellule tumorali.

    947

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN News SaluteTumori
    PIÙ POPOLARI