Tumori: dubbia efficacia di Avastina…. “Trema” il colosso Roche

Fibrilla il mondo farmaceutico alla notizia che il tanto sbandierato "ammazza tumori" Avastina non sarebbe per nulla valido nel contrasto delle neoplasie; secca la risposta di Roche che lo produce

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    Avastin

    In merito a quanto riportato dal nostro articolo, La Roche ha chiesto una rettifica che potete leggere cliccando qui.

    C’è apprensione all’interno del colosso farmaceutico Roche, il tutto a causa di un farmaco che all’origine doveva rappresentare un’ottima soluzione contro il tumore alla prostata; ne furono tanto convinti anche i medici, riguardo alla bontà della Avastina, il farmaco di cui si parla il cui principio attivo è il bevacizumab, che in un solo anno ha toccato cifre da record per il suo produttore; 4,2 miliardi di euro in tutto il mondo.

    Ma ecco la doccia fredda per Roche, a lanciare acqua sul fuoco circa l’efficacia della molecola farmaceutica, ha provveduto un autorevole studio clinico che ha finito per dimostrare l’inutilità di questo farmaco contro il tumore della prostata e, come se non bastasse, al primo studio se ne è affiancato un altro, che dimostrerebbe come la molecola sia poco efficace anche contro il tumore al seno, all’intestino, ai polmoni ed ai reni; ad esprimere un tale secco risultato contro la molecola ha provveduto il servizio medico dell’assicurazione malattia, Medizinisches Dienst der Krankenversicherung ( MDK) del Baden-Wuerttemberg, che in qualche modo inorridisce alla sola idea che la collettività debba farsi carico del costo stratosferico della singola dose terapeutica valida per un mese di farmaco valutato intorno ai 5.000 euro e, oltretutto, sempre secondo l’Ente che ha svolto l’indagine, l’Avastina non è neanche innocuo, quando mantiene poco o niente rispetto a cio’ che promette nel contrastare il tumore; visto che non è per nulla scevro da effetti collaterali dall’esito, in qualche caso, pure infausto.

    Una vera e propria iattura per la Roche che lo introdusse sul mercato in pompa magna spacciandolo per farmaco “ ammazza tumori” e contando sulle proprietà note di impedire l’angiogenesi, ovvero, togliere nutrimento alla cellula tumorale intervenendo sui vasi sanguigni, al punto che alla Roche si stavano o si stanno ancora impegnando in nuove applicazioni del prodotto contro altri tipi di tumore.

    Ma come ha reagito la Roche di fronte a tali aspre critiche di parte del mondo scientifico?

    Il colosso farmaceutico ha asserito sostenendo che Avastina, con i suoi oltre 40.000 pazienti sottoposti a studi clinici in tutto il mondo, è stato l’antitumorale più analizzato. Si tratta di quasi mille studi. Aggiunge che finora sono stati trattati pressoché 750.000 pazienti e che ovunque i costi sono assunti dal sistema sanitario; negli ultimi cinque anni sono stati dimostrati i vantaggi del farmaco relativamente alla prolungata sopravvivenza dei pazienti affetti da vari tipi di tumore. Infine, Avastina, ha ottenuto le migliori prestazioni in tutte quattro le indicazioni necessarie per ottenere l’approvazione, ha spiegato un portavoce della Roche.

    Sarà bastata tanta veemenza da parte di Roche a smorzare le critiche? Macchè; i detrattori incalzano e sostengono che tutti gli studi sono stati finanziati dalla Casa farmaceutica che aveva tutto l’interesse a far vedere ciò che non era possibile dimostrare in maniera del tutto asettica; e nonostante tutto, sostiene la Commissione dei medicinali appartenente all’Ordine dei medici tedeschi, Commissione che condivide i dubbi di fondo dei periti di MDK, gli stessi risultati ottenuti sono del tutto discutibili.

    Per il capo della Commissione, Wolf-Dieter Ludwig, Avastina è solo un esempio della dubbia efficacia di molte specialità medicinali impiegate contro il cancro, i reumatismi, l’Hiv o nei trapianti. Il loro uso acritico minaccia la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario mondiale, perciò servirebbe un sistema precoce d’allerta, come già esiste in Gran Bretagna e in Austria. Sarebbe utile per bloccare l’utilizzo di farmaci costosi e inefficaci.

    I medicinali sono un grosso affare. Basti pensare che, negli ultimi cinque anni, la spesa per i soli farmaci antitumorali è salita del 285%. E che grazie all’Avastina, la Roche ha incamerato il 21% in più nell’ultimo anno contabile rispetto al precedente.

    Ma per la Roche i guai potrebbero non essere neanche finiti…. visto che in Germania si sta persino valutando di declassare il farmaco dalla lista dei farmaci dispensati a carico del S.S.N., tedesco e dunque a carico del cittadino e questo rappresenterebbe la fine per l’Avastina. Lo scrive Handelblatt, citando il responsabile di GBA, Rainer Hess.

    Ecco la nota di rettifica inviataci dalla Roche:

    Avastin (bevacizumab) è la prima terapia anti-angiogenica disponibile per il trattamento del tumore metastatico del colon-retto, del seno, del rene e del polmone: è stato sviluppato in 30 anni di ricerca a partire dal lavoro pubblicato da Judas Folkman sul New England Journal of Medicine del 1971.

    L’efficacia di Avastin è stata provata da studi clinici rigorosi che hanno dimostrato il miglioramento significativo della sopravvivenza generale o di quella libera dal peggioramento della malattia nei pazienti con tumore dell’intestino, del seno, del rene o del polmone in fase metastatica: complessivamente questi quattro tipi di tumore provocano quasi 3 milioni di decessi ogni anno. Avastin è un anticorpo che lega e blocca in modo specifico il VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare). Il VEGF è l’elemento chiave dell’angiogenesi nei tumori – un processo fondamentale per sviluppare e conservare i vasi sanguigni di cui il tumore ha bisogno per proliferare e diffondersi in altre regioni del corpo (processo di metastatizzazione). La modalità d’azione mirata di Avastin aiuta a controllare la proliferazione tumorale e le metastasi, con un impatto limitato sugli effetti collaterali della chemioterapia. Ad oggi Avastin è stato utilizzato per trattare più di 500.000 pazienti in tutto il mondo che hanno potuto beneficiare della sua azione mirata ed è stato autorizzato nel trattamento del tumore in più di 120 paesi in tutto il mondo, in considerazione della sua efficacia. Attualmente Roche sta sperimentando Avastin in oltre 30 diversi tipi di tumori, con 450 studi clinici in 70 paesi del mondo nella certezza di poter migliorare la terapia del cancro e il risultato della cura dei pazienti colpiti da questa grave patologia”.