Tumori all’ovaio: riabilitati in parte i farmaci per l’infertilità

Tumori all’ovaio: riabilitati in parte i farmaci per l’infertilità
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    Farmaci

    Vi sarebbe un nuovo importante studio che avrebbe trovato posto nelle pagine del British Medical Journal e che avrebbe evidenziato come non vi sia stata alcuna prova scientifica seria in grado di stabilire l’associazione dei tumori alle ovaie con i farmaci per curare l’infertilità, addirittura si sarebbe persino messo in discussione il fatto che potesse essere la stessa infertilità ad esercitare una sua influenza sulla neoplasia ovarica.

    Lo studio scientifico cui il mondo della ricerca medica ha posto l’attenzione riguarda i lavori effettuati dalla dottoressa Danish Cancer Society che ha osservato per trentacinque anni ben 54 mila donne in cura per infertilità con farmaci a base di gonadotropine, clomifene, gonadotropina corionica umana oppure ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) e tutte erano state monitorate fino all’età di 47 anni.

    Alla fine del lavoro è emerso che il rischio di neoplasia dopo l’utilizzo di questi farmaci era significativamente basso, 0,83 per le gonadotropine, 1,14 per il clomifene, 0,89 per la gonadotropina corionica e 0,80 per il GnRH, alla stregua di quanto accade, insomma, alle donne che non ricevono alcun trattamento per la fertilità.

    Il mondo scientifico tuttavia guarda ancora a tali risultati con un minimo di cautela ammettendo tuttavia un piccolo aumento del rischio neoplastico intorno ai 60 anni d’età per quelle donne che avevano fatto uso di questi farmaci, un valido motivo che pur scaricando di responsabilità i farmaci assunti, non li assolve del tutto per intero, ma gli studi proseguono.

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