Tumore: si continua a morire per mancanza di prevenzione

Tumore: si continua a morire per mancanza di prevenzione

L’attualità di tale massima si adatta perfettamente nella Giornata Mondiale contro il cancro che è stata promossa dall’Unione Internazionale contro il cancro, in concomitanza col punto della situazione fatto dagli scienziati a proposito delle malattie neoplastiche e, nel complesso, stante le mille sfaccettature della malattia, la scienza di passi avanti ne ha fatto innumerevoli eppure i dati che andremo a snocciolare fanno ancora paura

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    Tumore: si continua a morire per mancanza di prevenzione

    Non c’è progresso se questo non è esteso a tutti, lo disse Henry Ford, il fondatore della nota Casa automobilista e lo disse oltre settant’anni fa, ma questa massima è rimasta sempre attuale e mai come adesso, in un’epoca in cui siamo sicuramente affrancati da molte delle malattie che ai tempi in cui visse, ad esempio, il celebre imprenditore americano, falcidiavano le masse, oggi si potrebbe ottenere ancora di più dalla ricerca se…. il progresso fosse esteso a tutti.

    L’attualità di tale massima si adatta perfettamente nella Giornata Mondiale contro il cancro che è stata promossa dall’Unione Internazionale contro il cancro, in concomitanza col punto della situazione fatto dagli scienziati a proposito delle malattie neoplastiche e, nel complesso, stante le mille sfaccettature della malattia, la scienza di passi avanti ne ha fatto innumerevoli eppure i dati che andremo a snocciolare fanno ancora paura.

    Ogni anno sono ben 12 milioni le persone che si ammalano di cancro; più della metà non sopravvive alla malattia e non solo, se da un lato la scienza aggredisce in ogni modo questa temibile patologia, ciò non basta, visto che il futuro non è per nulla roseo; basti pensare che fra venti anni secondo gli scienziati, coloro che si ammaleranno di cancro saranno rappresentati da almeno 26 milioni di persone.

    Eppure, dicono all’UIC, un quarto di questi tumori potrebbe essere evitato non solo bandendo l’alcol ed il fumo, ma attuando la prevenzione, una parola che conosciamo fin dagli albori della medicina moderna ma solo in parte attuata e comunque è ancora un termine medico che ha il sapore dell’esclusività, come dire che curarsi, prevenendo, è cosa elitaria perché chi non ha mezzi ha poco da prevenire è già una fortuna se riesce in qualche modo a curarsi.

    In questo ambito occorre una premessa, secondo gli scienziati almeno il 20% dei tumori è dipendente da infezioni batteriche e virali, una faccia del cancro per nulla nuova ma poco reclamizzata, eppure se ben 12 milioni di tumori diagnosticati all’anno hanno in virus e batteri una matrice comune è perché tali agenti patogeni sono in grado a volte di sviluppare, sia pure indirettamente la malattia, o sono fattori che predispongono il corpo alle malattie indebolendolo.

    La riprova ce la da l’evidenza di come tumori al collo dell’utero, al fegato, allo stomaco sono causate da infezioni croniche. Per battere queste neoplasie, dunque, servono strategie di prevenzione da mettere in pratica in tutto il mondo: vaccinazioni, maggiore igiene, stili di vita adeguati, antibiotici e altri farmaci ad hoc.


    Ma ecco che la massima di Henry Ford torna quanto mai d’attualità, se il tumore è tanto ubiquitario nel mondo, possiamo non pensare che ci sono sacche di povertà nel nostro pianeta così spaventosamente estese, dove non si fa prevenzione perché nessuno sa della sua esistenza, non si fa terapia perché nessuno fa diagnosi e dunque nessuno si cura e non solo, le condizioni igieniche, gli stili di vita, sono così bassi che l’infezione è un percorso comune che coinvolge intere popolazioni in via di sviluppo e che spesso fa da spartiacque nel selezionare la specie umana….. ( che brutta parola )! i forti resistono e vivono, forse, fino alla prossima infezione; i deboli, i bambini, gli anziani ed i soggetti defedati ( tutti ) muoiono o si ammalano più facilmente di cancro o di AIDS.

    E c’è anche dell’altro, guardiamo il tasso di sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore al seno; in Gambia su cento donne ammalate superano la malattia appena 12 pazienti, in Corea del Sud a superare la malattia sono 80 donne e, ancora… in caso di tumore al collo dell’utero, in Uganda il 13% delle pazienti ha una sopravvivenza di 5 anni, mentre per le donne di Singapore la speranza di vita e’ 5 volte più elevata.

    Insomma nei Paesi più poveri della terra abbiamo la metà di tutti i tumori del mondo e la più elevata mortalità di queste forme neoplastiche, col risultato che il cancro in generale rappresenta il 13% della mortalità mondiale. Insomma siamo giunti vicini alla cura della malattia, che in effetti spesso si cura e per certe forme di tumore addirittura si guarisce, ma non si riesce a prevenirlo al meglio e si muore laddove non ci sono mezzi economici adeguati. Se non risolviamo certi problemi non solo la massima di Henry Ford ci perseguiterà per decenni ancora, ma continuiamo a mostrare il lato peggiore della malattia, quello di killer silenzioso che uccide in special modo chi non ha avuto i mezzi economici per curarsi e questa si che è una vergogna!

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