Tumore seno: studio conferma efficacia anastrozolo contro recidive

Tumore seno: studio conferma efficacia anastrozolo contro recidive

Contro le recidive tumorali, nelle forme di cancro al seno con recettori ormonali positivi, uno studio sembra confermare l'efficacia della terapia ormonale con anastrozolo per 10 anni

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    Sono circa 1,4 milioni le donne attualmente colpite da carcinoma mammario in tutto il mondo e per loro esiste il rischio di ricomparsa del tumore almeno per i 15 anni successivi. Ecco, quindi, che la terapia antitumorale deve puntare anche a prevenire la recidiva del cancro sia a breve termine sia a lungo termine. Uno studio confermerebbe in tal senso l’efficacia protettiva dell’anastrozolo per 10 anni.

    Lo studio in questione, chiamato ATAC , ha infatti valutato gli effetti a breve e lungo termine (a distanza di 10 anni) della terapia adiuvante con anastrozolo nelle donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce, confrontandoli con quelli ottenuti con un altro principio attivo molto usato, il tamoxifene.

    I dati, recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Lancet Oncology”, evidenzierebbero una maggiore efficacia di anastrozolo, risultato in grado di proteggere le donne dalla recidiva sia nei cinque anni di trattamento sia fino ai cinque anni successivi allo stesso, a fronte di una sostanziale sicurezza analoga tra i due farmaci. Si confermano, così, i dati rilevati a 8 anni dall’inizio dello studio.

    Anastrozolo e tamoxifene sono due farmaci usati per l’ormonoterapia, terapia antitumorale destinata a donne con forme di tumore definito “con recettori ormonali positivi”. Non tutti i tipi di tumore al seno, infatti, sono uguali e molte forme sono favorite dalla presenza di ormoni sessuali, come gli estrogeni, che, quando entrano in contatto con specifici recettori presente sulla cellula maligna, ne favoriscono la proliferazione.

    L’ormonoterapia si avvale di farmaci che possono agire sostanzialmente in due modi: bloccando la produzione degli ormoni estrogeni oppure impedendo che questi interagiscano con i recettori ormonali delle cellule tumorali. Agiscono nel primo modo i cosiddetti analoghi dell’LH-RH , che bloccano la produzione degli ormoni da parte dell’ipofisi, (che a loro volta stimolano la produzione di estrogeni), e gli inibitori dell’aromatasi, che bloccano l’enzima principale responsabile della produzione di estrogeni in menopausa. Al secondo gruppo, invece, appartengono gli antiestrogeni. L’anastrozolo è un inibitore dell’aromatasi, mentre il tamoxifene è un antiestrogeno.

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