Tumore rene: sintomi, ecografia e sopravvivenza

Tumore rene: sintomi, ecografia e sopravvivenza

Il tumore al rene è una patologia molto più diffusa tra gli uomini con un’età superiore ai 60 anni

da in Diagnostica, Reni, Tumori
Ultimo aggiornamento:

    tumore rene sintomi ecografia sopravvivenza

    Il tumore del rene più frequente negli adulti è l’adenocarcinoma, altri più rari riguardano i sarcomi nelle forme più diverse, mentre quello infantile è il nefroblastoma o tumore di Wilms (che può essere presente anche nell’adulto). L’adenocarcinoma origina dalle cellule che rivestono i tubuli interni del rene e può colpire entrambi gli organi (in una piccola percentuale) o solo uno (in circa il 90% dei casi); i sarcomi, essendo diversi, possono originare da vari tessuti renali. La gravità di questa patologia viene identificata in base ad una classifica che si basa sul sistema di TNM o di Robson, oppure descritta in base a degli stadi.

    Stadi di gravità e sintomi

    Un tumore renale al primo stadio è caratterizzato da una dimensione di circa 7 cm e da una sua localizzazione limitata solo al rene; al secondo stadio le dimensioni iniziano ad essere superiori ai 7 cm e la massa tumorale è si confinata al rene ma comincia ad espandersi anche nella capsula renale; nel terzo stadio la situazione clinica inizia a preoccupare un po’ di più in quanto il tumore è infiltrato nel grasso perineale e non ancora nei linfonodi, situazione che, invece,m accade nel quarto stadio, dove la diffusione interessa anche gli organi vicini, come intestini e pancreas, oppure metastasi a distanza, come nei polmoni o addirittura al cervello. La sintomatologia del tumore al rene è caratteristica ma non sempre presente, e generalmente la sua comparsa indica una malattia già in fase avanzata. I sintomi più comuni sono l’ematuria (ossia il sangue nelle urine), un dolore a livello lombare, e la presenza di una massa palpabile nell’addome; uniti a questi possono esserci anche altri sintomi come la perdita di appetito e conseguentemente un calo di peso, una leggera febbre, stanchezza, ipertensione, ipercalcemia (aumento del contenuto di calcio nel sangue). Una complicazione può essere il varicocele acuto, ossia l’infiammazione delle vene del testicolo e dello scroto, conseguenza di una compressione o trombosi a carico della vena spermatica. Identificare il tumore al rene nelle primissime fasi iniziali non è semplice proprio per la mancanza di sintomi, che compaiono solo in un secondo tempo. Il problema di una diagnosi non tempestiva aumenta il rischio sia di complicazioni sia la formazione di metastasi, che come detto sopra possono formarsi a livello dei linfonodi e dei polmoni (accade in circa il 55% dei casi), a carico delle ossa e del fegato (nel 33% dei casi), nel surrene (in circa il 19% dei casi) e a livello dell’altro rene (nell’11% dei casi). Oltre a questi organi possono essere interessati anche il cervello, la cute, il colon e la milza, insomma una condizione clinica molto grave e rischiosa per la sopravvivenza del paziente.

    Diagnosi e sopravvivenza

    Se la comparsa della sintomatologia, descritta sopra, non fa altro che ritardare la diagnosi di tumore al rene, occorre prevenire sottoponendosi periodicamente (almeno una volta all’anno) a degli esami specifici come l’ecografia dell’addome. Questo esame è in grado di identificare la presenza della massa tumorale ma anche la natura di questa (se è solida o liquida). Nel caso di massa solida la situazione clinica risulta essere un po’ più preoccupante rispetto alla presenza di una massa contenente liquido, o ciste.

    Oltre all’ecografia altri esami ancora più precisi, che vanno a visualizzare anche l’estensione della patologia ed eventuali metastasi, è la TAC (tomografia assiale computerizzata). Altri esami sono la risonanza magnetica e l’urografia, indicata, soprattutto, nei casi di sangue nelle urine e nella diagnosi anche di tumore alle vie urinarie (uretra, vescica, ureteri, e bacinetto renale). Oltre ad eseguire l’esame annuale di routine, l’ecografia appunto, per prevenire la comparsa della patologia è necessario seguire un corretto stile di vita, ed evitare tutti i possibili fattori di rischio, come il fumo (il principale e il più diffuso nemico), l’esposizione ad alcuni metalli e sostanze (asbesto, cadmio, fenacetina e torotrasto), l’obesità, l’ipertensione. Purtroppo anche la dialisi di lunga durata e alcune rare forme ereditarie come la sindrome di von Hippel-Lindau trasmessa dal gene VHL, sono dei possibili fattori di rischio. Il tumore al rene è più diffuso tra gli uomini (16 casi all’anno su 100.000 uomini e circa 7 casi su 100.000 donne) con un’età superiore ai 60 anni. Per quanto riguarda la cura si può optare, in base alla condizione clinica o per la chirurgia radicale, che consiste nell’eliminare il rene malato, se la massa tumorale interessa un solo rene e se è limitata all’organo. Mentre nei casi in cui il tumore si sia già esteso e ci siano anche delle metastasi allora si inizia con la chemioterapia (vinblastina, il CCNU e l’ifosfamide), oppure con l’immunoterapia, che è in grado di attivare e rinforzare il sistema immunitario del paziente nei confronti del cancro; per questo tipo di terapia vengono somministrati l’interferone alfa, l’interleuchina 2 e le cellule LAK che danno diversi risultati. Recenti studi si stanno occupando anche della creazione di vaccini sperimentali, in modo tale da avere una prevenzione ancora più sicura. Quest’ultima è molto importante, da questa dipende la sopravvivenza del malato: nel caso di tumori piccoli la sopravvivenza dopo cinque anni è di circa il 90-95%, nel caso di masse più grandi (sempre senza la presenza di metastasi) è di circa 80-85%. Se il tumore è in fase avanzata, con la presenza anche di metastasi ai linfonodi o altri organi, allora la sopravvivenza si abbassa e varia dal 5 al 15%. Si abbassa, purtroppo, ulteriormente nei casi di recidive dopo l’intervento chirurgico.

    1079

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN DiagnosticaReniTumori
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI