Tumore del pene: cause, sintomi, diagnosi e cura

Il tumore del pene è una malattia piuttosto rara che colpisce l’organo genitale maschile. Può colpire sia la pelle che i tessuti interni del pene. Scopriamo quali sono le cause e i sintomi di questo tipo di tumore, come viene diagnosticato e qual è la cura.

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    tumore del pene

    Il tumore del pene è una neoplasia che riguarda la pelle o i tessuti interni dell’organo genitale maschile. Può colpire tutte le cellule del pene, sebbene si tratti di un fenomeno piuttosto raro. Le cause che portano all’insorgenza di questo carcinoma non sono ben chiare. Vediamo insieme quali sono i sintomi del tumore al pene, come avviene la diagnosi e quali sono le cure più adatte per combattere questo cancro all’apparato genitale maschile.

    Che cos’è il tumore del pene

    Il tumore del pene è una malattia rara che si manifesta con lo sviluppo di cellule tumorali sulla cute o nei tessuti interni che costituiscono il pene. Comunemente questo tipo di cancro colpisce il glande e il prepuzio, ovvero la porzione di tessuto che ricopre la parte terminale dell’organo sessuale maschile. Più raramente il tumore interessa l’asta del pene e i suoi tessuti interni.

    I tipi

    Esistono diversi tipi di tumori del pene. Quello più comune è il carcinoma spinocellulare (chiamato anche carcinoma a cellule squamose), che riguarda circa il 95% dei casi di tumore del pene. Questo tipo di cancro coinvolge solitamente l’epidermide del glande e quella della parte interna del prepuzio.

    Il restante 5% dei tumori è rappresentato da melanomi, sarcomi (tra cui il sarcoma di Kaposi), carcinomi delle cellule Merkel, carcinomi a piccole cellule, basaliomi e linfomi. È molto raro infine che il pene venga coinvolto in metastasi da parte di tumori che colpiscono altri organi.

    L’incidenza

    Il tumore del pene è un tipo di cancro piuttosto raro – rappresenta meno dell’1% di tutti i tumori – ed è più diffuso nel sud-est asiatico (in particolare in Thailandia), in alcuni paesi del sud America (quali Brasile e Colombia) e in Africa.

    In Europa si verifica circa 1 nuovo caso ogni 100.000, e ad essere colpiti sono maggiormente gli uomini con più di 70 anni. L’Italia è perfettamente in linea con gli altri paesi del continente, con 0,7 casi ogni 100.000 maschi.

    L’incidenza del tumore del pene è minore nei paesi industrializzati, dove esiste una più adeguata igiene intima, e nella popolazione ebraica e musulmana, cosa che fa pensare ad una diminuzione del rischio dovuta alla circoncisione.

    Le cause

    Non sono ancora note le cause del tumore del pene, mentre si conoscono alcuni dei fattori di rischio che aumentano la probabilità di insorgenza di questo tipo di cancro.

    Una scarsa igiene intima, spesso aggravata dalla mancata circoncisione che rende più difficile la pulizia del glande, è alla base di una maggiore incidenza di questo tipo di cancro.

    Inoltre il tumore del pene è più frequente nei soggetti che fumano, negli immunodepressi e in coloro hanno alle spalle una storia di malattie sessualmente trasmissibili. Anche la fimosi (ovvero il restringimento della cute del prepuzio), le infiammazioni croniche (come ad esempio la balanopostite) e i trattamenti con raggi ultravioletti aumentano la sua incidenza.

    Un altro fattore di rischio è l’infezione da papilloma virus umano (virus HPV), già correlato all’insorgenza di altri tumori quali quello alla cervice uterina, all’ano o alla gola. È questo il motivo per cui l’American Cancer Society, nel 2013, ha consigliato la vaccinazione contro il papilloma virus anche agli uomini.

    Infine le lesioni pre-cancerose, quali ad esempio il morbo di Bowen o l’eritroplasia di Queyrat, possono evolvere in un tumore del pene, per cui è bene tenere sotto controllo qualsiasi loro alterazione.

    I sintomi

    Il tumore del pene si manifesta con alcuni sintomi che non sempre sono di facile comprensione. Tra i più comuni ricordiamo:

    • dolore al pene;
    • dolore all’inguine;
    • linfonodi ingrossati;
    • prurito genitale;
    • noduli;
    • masse a livello inguinale;
    • ulcerazioni;
    • papule;
    • placche biancastre o rossastre;
    • sangue nelle urine o nell’eiaculato;
    • ritenzione urinaria;
    • disturbi urinari.

    In presenza di uno o più di questi sintomi, è importante richiedere il parere del proprio medico curante. Se infatti non sono necessariamente segno di un tumore del pene, possono comunque nascondere altre patologie piuttosto serie.

    Ad esempio se il glande è gonfio e fa male può essere a causa della balanite, un’infiammazione molto comune che colpisce il pene. Anche i nei sul glande sono da tenere costantemente sotto controllo. Ogni loro cambiamento in forma, dimensione e colore può segnalare la presenza di un melanoma.

    Più in generale, il paziente dovrebbe segnalare al proprio medico curante la comparsa di eventuali melanosi del glande – ovvero la presenza di macchie scure più o meno estese sulla parte terminale del pene – per effettuare tutti i controlli necessari.

    La diagnosi

    Per arrivare ad una diagnosi di tumore del pene, si parte sempre da una visita andrologica. Il paziente viene sottoposto ad un attento esame clinico e alla compilazione della sua anamnesi. Infine si procede con la palpazione dei linfonodi inguinali.

    Non è facile distinguere alla palpazione tra una semplice infiammazione che ha colpito i linfonodi e un tumore del pene che sia già metastatizzato, coinvolgendo gli stessi. Per questo motivo a volte lo specialista può prescrivere una terapia antibiotica volta a diminuire l’eventuale ingrossamento dei linfonodi dovuto ad infiammazione.

    Dopo aver analizzato attentamente il pene e tutta la regione genitale, il medico può consigliare ulteriori accertamenti. Tra i principali, ci sono la TAC, la risonanza magnetica e la biopsia del glande. Quest’ultima consiste nell’asportazione di un piccolo campione di tessuto della parte terminale del pene.

    La cura

    Il tumore al pene è generalmente curabile se diagnosticato precocemente. In base al tipo di cancro, alla sua posizione e alla sua estensione, nonché alle condizioni generali del paziente, è possibile scegliere la terapia adatta per curare questa patologia.

    La rimozione del tumore primitivo del pene con la chirurgia è la cura d’elezione per il trattamento di questa malattia. Se il tumore è superficiale, si può agire con la chirurgia laser. Negli altri casi la terapia sarà più incisiva, sebbene miri sempre alla conservazione della funzionalità e dell’aspetto estetico del pene.

    La circoncisione può essere utile per i tumori circoscritti al prepuzio. Quando possibile, si ricorre all’asportazione semplice della massa tumorale e dei tessuti adiacenti, compresi eventualmente i linfonodi inguinali se interessati dalla neoplasia. Quando il tumore ha già invaso in profondità il pene, può essere necessario ricorrere alla sua asportazione parziale o totale.

    In caso di penectomia parziale, il chirurgo può effettuare una ricostruzione del glande. Se invece l’asportazione è completa, spesso viene praticata un’uretrostomia perineale. Questo intervento consiste nella deviazione dell’uretra, ovvero il canale tramite cui si urina, attraverso un’apertura a livello del perineo, per permettere lo svuotamento della vescica.

    Nel tentativo di preservare la funzionalità del pene, anche in caso di tumore più invasivo, è possibile tentare un approccio terapeutico combinato. Dopo l’asportazione della maggior parte della massa tumorale, verrà quindi applicato un protocollo radioterapico o chemioterapico.

    La radioterapia è utile nel caso in cui il tumore sia già in stadio avanzato, per rallentarne la crescita, ma anche in seguito alla chirurgia, per diminuire il rischio di una recidiva.

    La chemioterapia può essere sistemica (ovvero somministrata per via intravenosa in tutto l’organismo) oppure ad applicazione locale, sotto forma di crema. La prima viene principalmente utilizzata se il tumore del pene ha causato metastasi in organi lontani.

    La prognosi

    La prognosi per il paziente che soffre di tumore del pene può essere favorevole se la malattia viene individuata in fase precoce. Le possibilità di sopravvivenza a questo tipo di cancro sono tanto più alte quanto prima si arriva ad una diagnosi. I fattori principali su cui basare la prognosi sono l’estensione del tumore primitivo, il coinvolgimento dei linfonodi e lo stadio della malattia.

    Altri fattori prognostici sono il grado di differenziazione del tumore e la presenza di invasione vascolare. La sopravvivenza ad 1 anno per il carcinoma del pene è dell’87%, percentuale che scende a 69% per quanto riguarda la sopravvivenza a 5 anni (dati 1990-1994).