Tumore colon retto: troppa dinsinformazione sulla prevenzione

Tumore colon retto: troppa dinsinformazione sulla prevenzione

Una recente indagine ha fotografato la percezione degli italiani di una malattia molto diffusa, il tumore al colon: i risultati evidenziano la disinformazione e la scarsa prevenzione

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    Prevenzione del tumore al colon retto

    Sono più di 10 mila gli italiani che ogni anno muoiono per un tumore, che si potrebbe prevenire, quello al colon retto. Numeri allarmanti, ma che molti connazionali ignorano. Infatti, la maggior parte degli italiani non sa nulla o quasi su questo tumore e sulle strategie efficaci per prevenirlo.

    E’ ben il 55% la fetta di popolazione italiana che ammette di non sapere niente sul tumore al colon retto. Ancora più elevata la percentuale di persone che è convinta, erroneamente, che questa forma tumorale colpisca solo gli uomini. Solo uno striminzito 5% è consapevole che il rischio di sviluppare una neoplasia al colon retto non fa distinzioni di sesso. Ecco alcuni dei dati emersi da una recente indagine, che fotografano un’Italia poco preparata sul tema.

    Quando le domande riguardano i sintomi, il livello di informazione non è migliore: se per gran parte degli intervistati la presenza di sangue nelle feci è un segnale da non sottovalutare, sono pochissimi, solo il 4%, quelli che riconoscono la presenza di noduli addominali palpabili, come un possibile sintomo.

    Sul fronte della prevenzione i dati sono ancora meno incoraggianti.

    Infatti, se è noto che la strategia preventiva più efficace è fatta di controlli e visite specialistiche regolari, circa 3 italiani su 4 non si sono mai sottoposti a nessun esame o test per verificare la salute del colon retto. La motivazione addotta? La paura e il disagio legati alla possibile invasività degli esami.

    Per una corretta prevenzione, sarebbe sufficiente sottoporsi a un esame delle feci, per cercare del sangue occulto, ogni due anni, e a una colonscopia, ogni cinque anni, dopo aver compiuto i cinquant’anni. In questo modo, sarebbe possibile ridurre di circa il 70% i casi di tumore al colon retto nel nostro Paese.

    Immagine tratta da: progettokoperniko.it

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