Tumore colon retto: a Napoli chirurgia senza cicatrici

Tumore colon retto: a Napoli chirurgia senza cicatrici

Anche per l'asportazione del tumore del colon retto si sperimenta la laparoscopia a una sola incisione: per ridurre il decorso post-operatorio e eliminare le cicatrici

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    chirurgia tumore colon retto

    Il tumore del colon-retto, riguarda ogni anno circa 30-50 nuovi casi ogni 100 mila abitanti solo in Italia, con un’incidenza seconda solo al tumore al seno nelle donne e a quello polmonare negli uomini. Contro questa neoplasia, la terapia più applicata continua ad essere l’asportazione chirurgica del tratto di intestino interessato dal cancro. Ma oggi le tecniche si sono raffinate.

    Fino agli anni Novanta, infatti, si operava con la chirurgia cosiddetta “open” o “a cielo aperto” (aprendo cioè i tessuti per portare “allo scoperto” l’organo da operare), procedura ormai completamente sostituita dalle tecniche laparoscopiche, nelle quali l’asportazione avviene attraverso pochi (3-5) piccoli fori nell’addome (attraverso i quali si inseriscono gli strumenti chirurgici), consentendo, così, di ridurre le complicanze post-operatorie e migliorare anche il risultato estetico dell’intervento.

    Anche nel campo della laparoscopia, però, stiamo assistendo a un cambiamento: viene sempre più usata la tecnica SILS, “Single Incision Laparoscopic Surgery”, che permette di intervenire con una sola incisione di 20 millimetri attraverso l’ombelico. Ne abbiamo già parlato, descrivendo la procedura, a proposito dei calcoli alla colecisti, ma a Napoli, all’Istituto dei Tumori Pascale, la tecnica viene usata proprio per asportare il cancro del colon retto.

    “Noi siamo stati i primi in Campania ad operare i tumori del colon-retto con la SILS, a partire dall’inizio del 2010. In tutto finora abbiamo operato una decina di casi, riscontrando esiti positivi nella fase post-operatoria” dichiara il Professor Giovanni Romano, Presidente della ESCP (European Society of ColonProctology) e primario del reparto di Chirurgia Addominale dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli. Ancora pochi i casi perchè l’applicazione della SILS contro queste forme tumorali è ancora agli inizi. “Tuttavia, i buoni risultati finora ottenuti ci rendono ottimisti sul contributo che questa tecnica può offrire in un’area chirurgica fondamentale come quella oncologica, in cui è diventato molto importante procedere verso soluzioni sempre meno invasive” aggiunge l’esperto.

    Il vantaggio più evidente è di natura estetica: la cicatrice dell’incisione viene nascosta dall’ombelico. Ma non è tutto: “I pazienti operati con la SILS possono essere dimessi in 3-4 giorni, un tempo leggermente ridotto rispetto al decorso post operatorio della laparoscopia tradizionale: è però bene ricordare che rimangono sotto osservazione anche dopo aver lasciato l’ospedale, al fine di ridurre il più possibile il rischio di complicanze nella fase di guarigione” chiarisce Romano.

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